Elezioni Fisi il 10 ottobre. Cosa dicono statuto e decreto: la regola dei due terzi, il peso dei club, le candidature

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Sabato 10 ottobre 2026. La data delle prossime elezioni Fisi è messa nero su bianco ed è impressa nella home page del sito internet fisi.org. La Federazione Italiana Sport Invernali ha indetto l’assemblea federale ordinaria per il rinnovo delle cariche. Succede ogni quattro anni, al termine del quadriennio olimpico che questa volta si è concluso con i Giochi di Milano Cortina 2026. 

La città scelta per questa tornata è Verona, dov’è calato il sipario sulle Olimpiadi italiane. Un luogo più centrale per tutti, rispetto a Milano. I club di tutta Italia si ritroveranno a Verona Fiere, per le consuete procedure burocratiche che porteranno poi al momento più atteso: l’elezione. Prima convocazione alle 9:30, seconda convocazione alle 11:30, quando verranno costituiti gli organi dell’assemblea che successivamente proseguirà con gli altri quattro punti inseriti nell’ordine del giorno. 

LA REGOLA DEI DUE TERZI

Nell’ambiente se ne parla da tempo e pare essere un po’ la chiave di questa tornata elettorale. Un candidato alla presidenza che per la prima volta ambisce a questa poltrona può vincere con il 50%+1 dei voti validi, per chi invece è al terzo mandato consecutivo per essere ulteriormente riconfermato deve ottenere i due terzi dei voti, cioè quel famoso 67% (qualcosa in meno…) di cui tanto si parla. 

Questa regola, stabilita dallo statuto federale aggiornato il 18 giugno 2026, toccherebbe solo l’attuale presidente Flavio Roda, qualora decidesse di ripresentarsi, come si mormora ormai da tempo nei corridoi dello sci alpino. 

Lo statuto, all’articolo 48, rimanda alle “condizioni stabilite dall’art. 16, comma 2, d.lgs. 23 luglio 1999, n. 242”. Di fatto il decreto “Riordino del Comitato olimpico nazionale italiano – CONI” che è stato aggiornato a luglio 2024 ha cancellato il limite massimo dei tre mandati consecutivi, alzando però la percentuale per la rielezione dopo il terzo mandato. 

Questo il testo dell’articolo 16, comma 2: «Il presidente e i membri degli organi direttivi restano in carica quattro anni e possono svolgere più mandati. I presidenti, in caso di candidatura successiva al terzo mandato consecutivo, sono eletti a condizione che conseguano alla prima votazione un numero di voti pari almeno ai due terzi del totale dei voti validamente espressi». 

PRIMO TURNO FONDAMENTALE

L’articolo cita “prima votazione” perché la regola dei due terzi vale subito e una sola volta. O si vince subito oppure non può esserci il ballottaggio, in caso di altre candidature. Riprendendo sempre l’articolo 16, comma 2, si legge ancora: “… In caso di mancata elezione, non sono candidabili alle votazioni successive per lo stesso mandato. Nel caso di pluricandidature non si procede al ballottaggio tra gli altri candidati e si indicono nuove assemblee elettive anche per i membri degli organi direttivi». 

Due esempi di applicazione di questo decreto, che coinvolge tutte le Federazioni sportive, sono emersi proprio nei mesi scorsi. Stando in casa Fisi, è stato fermato dall’articolo 16 l’ormai ex presidente del Comitato CAT Francesco Contorni, spostandoci invece alla FISG (Federazione Italiana Sport del Ghiaccio) il presidente uscente Andrea Gios ha ottenuto solo il 63,9591% e non ha raggiunto il famoso 66,67% di voti validi

SI DECIDE IL 10 OTTOBRE?

Domanda lecita, risposta non scontata. Dipenderà dai candidati e da quello che succederà all’interno dell’urna, tra voti validi e schede bianche. Stando appunto alle novità dello statuto e del decreto sopracitati, Roda per restare presidente dovrebbe ottenere almeno il 66,67% di preferenze valide al primo turno, a un altro candidato basterebbe il 50%+1. Facile? No, in entrambi i casi. 

Si potrà capire qualcosa in più nel momento in cui verranno pubblicate le liste ufficiali dei candidati. Nei primi dieci giorni di settembre si studieranno i nomi e si proveranno a fare delle ipotesi. Si potrebbe anche tornare in assemblea una seconda volta… dopo la stagione invernale.

CANDIDATURE

Ultimi giorni per presentare le candidature, che dovranno pervenire alla segreteria generale della Fisi entro il 31 agosto 2026, alle ore 12. Almeno 30 giorni prima dell’assemblea dovrà essere resa nota la lista dei candidati ammessi alla tornata elettorale. Chi saranno? Per il ruolo di consigliere qualcuno ha già manifestato le proprie intenzioni, altri sono tornati in Comitato, diversi altri nomi invece non si conoscono. 

Memorial Fosson, Pila (ITA), 18/04/2026 @Emma Paillex

LA COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO

Oltre al presidente federale, durante l’assemblea verranno eletti anche 7 consiglieri federali, 2 consiglieri atleti, 1 consigliere tecnico e il presidente del collegio dei revisori dei conti. A votare saranno le società che devono essere in regola con l’affiliazione per la stagione 2026/2027, attraverso i propri rappresentanti che a loro volta dovranno aver rinnovato il tesseramento Fisi. In consiglio sarà garantita la presenza di componenti di genere diverso in misura complessivamente non inferiore a tre, a condizione che vi siano candidature di genere diverso sufficienti. I primi tre candidati di genere diverso vengono proclamati eletti anche se hanno riportato un numero di preferenze inferiori rispetto ai candidati dell’altro genere.

CAPITOLO DELEGHE

Per l’Assemblea Federale, ogni presidente di affiliato, o il suo sostituto, può rappresentare altri affiliati attraverso delega, nel rispetto di limiti che variano: una delega fino a 200 Affiliati, due fino a 400, tre fino a 800, quattro fino a 1.500 e un massimo di cinque oltre i 1.500 Affiliati. Le deleghe devono essere presentate alla Commissione Verifica Poteri (CVP) in originale oppure attraverso un mezzo dotato di valore legale o comunque idoneo ad attestarne la provenienza. Possono essere conferite esclusivamente all’interno dello stesso Comitato Regionale. Il legale rappresentante di un GSNMS può delegare soltanto un altro legale rappresentante di GSNMS. 

MA QUANTO PESANO I CLUB?

Le società sportive affiliate non hanno tutte le stesso peso, che dipende da alcuni fattori, tra cui ovviamente il numero dei tesserati. I club più grandi e strutturati possono esprimere più voti, un po’ com’è accaduto nelle elezioni regionali con un determinato numero di club affiliati. Non è per esempio successo in Valle d’Aosta, dove alla fine ogni società ha pesato uno. La tabella con i voti che ogni società potrà esprime è pubblicata sul sito della Fisi ed è consultabile qui.

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