Non ci crede, non realizza, non capisce. In sala stampa Franjo Von Allmen arriva con la bandiera rossocrociata sopra l’intimo da sci. Fa fatica a concentrarsi, a guardare, a fissare la platea dei giornalisti che lo assale di domande. Classe 2001, ha conquistato sulla Stelvio di Bormio una tripletta olimpica folle. Discesa, combinata, superG: trionfi che ti ribaltano nella leggenda a 24 primavere.

Incredulità Franjo: «Non mi rendo conto, non realizzo ancora. Un oro è pazzesco, tre medaglie? Non ho parole. Non so e non penso se sono già nella storia, sono solo consapevole che quello che ho fatto è inconcepibile neppure nel miglior sogno. E’ stata una Olimpiade incredibile, davvero un grazie a tutto lo staff che mi ha accompagnato in questo viaggio».
Von Allen parla e risponde, ha la faccia serena. Anche se è stanco. Ma Frajno è un tipo semplice con me il suo amico Giovanni Franzoni. Semplice e vincente come Gio. Umili. «Sono davvero contento per il mio amico Franjo. Eravamo sul podio ai Mondiali Junior, esserci salito su quello della libera olimpica è strepitoso. Poi lui è andato avanti, tre medaglie è da mostri davvero». Franjo prima di lasciare la sala stampa se la ride e ironicamente afferma con il suo compagno Marco Oderrmatt che è seduto li a fianco: «A dire la verità ho perso in un’occasione alle Olimpiadi di Bormio….Ho perso una partita a carte con Odi, mi sono rifatto però sulla neve».





