Sesto tempo in prova per Sofia Goggia, ma quello che più conta sono le sensazioni dell’azzurra, che ieri sera ha acceso il braciere a Cortina d’Ampezzo. L’ottanta per cento della discesa è costruita, manca la restante parte da sistemare e corrisponde alla prima traversa. Lei è molto chiara: «Se passo bene lì, ho chance, altrimenti no».
Non è mai stata davanti in queste giornate, ieri ha fatto una ricognizione veloce, oggi ha limato in alcuni tratti. «Le pressioni? Le ha chi ha fatto tutto perché ed è davanti, io non ho ancora azzeccato tutto».
La più veloce questa mattina è stata Breezy Johnson, poi Kira Weidle-Winkelmann e Lindsey Vonn. Già, quella Vonn che scia con questo ginocchio che fa discutere. Ieri l’amica Sofia ha sorvolato, oggi la frecciata non se l’è risparmiata. «L’ho vista e ci siamo parlate della neve e della pista – dice – Io mi ricordo come stavo dopo l’infortunio e non l’avevo rotto completamente, quindi… Fantascienza? Ai posteri l’ardua sentenza».

Se a Bormio la sfida tanto annunciata era tra l’Italia e la Svizzera, a Cortina ci si aspetta un’Italia contro Stati Uniti, o meglio tra Sofia e Goggia e Lindsey Vonn. Non la vede proprio così la velocista azzurra, perché l’Olympia delle Tofane è decisamente meglio rispetto a ieri, ma non ancora molto compatta.
«Secondo me ci sono tantissime ragazze che possono puntare al podio o alla vittoria, soprattutto in queste condizioni – aggiunge – È già un miracolo che abbiano tirato fuori questa pista dopo le nevicate ingenti. Non c’è quel duro selettivo che abbiamo spesso trovato in Coppa del Mondo. Mi aspetto una gara molto tirata».

Sofia Goggia è focalizzata sulla sua sciata, sulle sue traiettorie, su quei dossi e movimenti del terreno più accentuati rispetto al solito. «Ho comunque trovato un ottimo feeling con la pista e con le curve, anche a Rumerlo ho sbagliato un pochino. Oggi analisi video… per quella traversa e per qualche altro piccolo dettaglio».
Il cuore batte per quella doppia medaglia azzurra sulla Stelvio di Bormio, vissuta davanti allo smartphone insieme alle compagne di squadra già scese al traguardo. Non c’era Federica Brignone («Non ditemi niente che non voglio sapere») perché vorrà gustarsi la replica della discesa maschile questo pomeriggio, dalla camera del quartier generale dell’Italia dello sci alpino. «Sono stati bravi – aggiunge invece Sofia Goggia – appena arrivata in fondo ho guardato il mio tempo e poi mi sono connessa con Bormio: eravamo curiose».

Carica e adrenalina, che si trascinano dall’emozionante serata di apertura dei Giochi Olimpici, quando Sofia Goggia ha prima sfilato con l’Italia Team e poi ha acceso il braciere in Piazza Dibona. «Un’emozione unica che non rivivrò mai più, è stato qualcosa di magico ricevere la fiaccola da Gustav Thöni, così come accendere il braciere in simultanea con Tomba e Compagnoni: un momento sacro, intimo». Eredità? «Difficilissima da raccogliere, la nostra squadra in questi anni ha fatto grandissime cose: abbiamo riacceso quel fuoco, ma Tomba è Tomba è resta ineguagliabile».
Ora tocca a loro, alle azzurre che tante gioie hanno già saputo regalare. L’Italia punta tutto su Sofia Goggia, poi ci sarà Laura Pirovano oggi nona. Federica Brignone ha fatto una prova decisamente diversa rispetto a ieri, è settima e soddisfatta.
Ma non ha ancora detto se gareggerà. Il quartetto olimpico non è ancora stato definito, lo si scoprirà solo nelle prossime ore. Teoricamente ci sarebbe dovuta essere selezione. In realtà Nicol Delago è scesa (sedicesimo tempo), poi di nuovo una lunga interruzione per nebbia. Che ha portato all’interruzione definitiva. Le altre ragazze sono scese dalla Grande Curva, senza cronometro. Tra queste anche Nadia Delago, medaglia di bronzo a Pechino 2022. La palla ai tecnici.




