Shiffrin e Kilde, abbraccio e commozione: «Poche parole, tanti sorrisi» 

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He’s back. E’ tornato, incredibilmente. In Colorado si è rivisto al cancelletto di partenza Aleksandr Aamdot Kilde, vincitore, tra l’altro, della Coppa del Mondo generale 2019-2020, che non gareggiava dal lontano 13 gennaio del 2024, giorno della rovinosa caduta patita nella discesa libera di Wengen. Il veterano norvegese ha chiuso la prova in ventiquattresima posizione, con buone sensazioni. E’ solo un inizio, ovviamente.

Al parterre con lui la fidanzata Mikaela Shiffrin. Un fiume di emozioni ha attraversato la giornata e l’anima di Aleksander Aamodt Kilde: «Mi commuovo un po’ a pensarci – ha detto lui -. È stato un lungo, lungo viaggio. Mikaela è stata sempre lì, dal primo giorno, fino a ora».

Proprio all’inizio di questa settimana Kilde aveva annunciato di voler tornare nel circo bianco. A Copper Mountain è infine riuscito nell’impresa, davanti a una Shiffrin ovviamente commossa. Nascosta dagli occhiali da sole, si è visibilmente commossa: «È una bella storia e so quanto si è impegnata anche lei e quanto le ci vuole per raggiungere l’obiettivo. Lo apprezzo molto. Ho vissuto un mare di emozioni», dice Kilde riguardo all’abbraccio.

E poi ancora: «Non si è parlato tanto, si è riso molto», ha continuato. Kilde aveva rischiato davvero molto con quella caduta, non solo di interrompere la sua carriera. Il tutto a causa dei danni al polpaccio, ai nervi della gamba e soprattutto ai legamenti della spalla sinistra, con tante complicazioni a causa di un’infezione che lo ha costretto poi a tornare successivamente sotto i ferri dopo una prima operazione. Momenti drammatici.

Aleksander Aamodt Kilde e Mikaela Shiffrin commossi ©Agence Zoom
Aleksander Aamodt Kilde e Mikaela Shiffrin commossi ©Agence Zoom

Infine, ecco Shiffrin: «Ero molto nervosa: è stato semplicemente uno sforzo enorme da parte di Aleksander e di tutta la sua squadra. Conosco quella sensazione, quando ti senti pronto, ma non sai esattamente cosa succederà. Sono super orgogliosa di lui». Una favola a lieto fine.

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