Streif: storia, gloria, drammi e statistiche di una pista che va oltre lo sci

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Il fascino di Kitzbühel, lo spettacolo della Streif: ben più di una semplice competizione. Eppure non è stato il primo a nascere tra gli storici concorsi alpini, quello dell’Hahnenkamm, anch’esso basato su una prova di slalom e una di discesa, ai tempi antichi, quando il gigante non era nemmeno stato introdotto tra le gare di sci alpino. No, Kitz partì in terza posizione e tale restò a lungo nella gerarchia dei valori, dietro l’Arlberg-Kandahar e al Lauberhorn. Negli anni ’70 però cominciò ad assumere un prestigio via via sempre più importante, quando in tanti si sono accorti che la discesa libera dell’Hahnenkamm era ed è, dal punto di vista tecnico, spettacolare, unica, con i passaggi più difficili e pericolosi.

Il trofeo prende il nome dal tedesco Hahnenkammrennen, cioè dall’omonima montagna sulla quale sono situate le piste. Ed è quasi incredibile cosa sia riuscita a costruire negli anni, a livello commerciale, questa piccola cittadina alpina a est di Innsbruck, Kitzbühel appunto, a soli 700m sul livello del mare, nel Tirolo, provincia occidentale dell’Austria, con le sue strade del centro medievale ricche di caffè e negozi di lusso, il Museum Kitzbühel che ripercorre la storia della città e degli sport invernali, arricchito dai dipinti dell’artista locale Alfons Walde.

La prima competizione si disputò nel 1931. Nei primi anni del torneo le gare furono disputate su vari percorsi del monte Hahnenkamm; la configurazione definitiva, con la discesa sulla pista Streif e lo slalom sulla pista Ganslern, fu adottata negli anni quaranta. Inserito nel circuito di Coppa del Mondo fin dalla sua fondazione, nel 1967, il trofeo si accompagna spesso ad altre gare (Zusatzrennen), disputate sulle stesse piste: triple o quadruple combinate negli anni trenta, altre discese libere dagli anni cinquanta (anche valide per la Coppa del Mondo e a volte in una formula breve), slalom giganti dagli anni cinquanta agli anni sessanta, altri slalom speciali dagli anni settanta e superG dagli anni novanta (anche in questi casi prove valide per la Coppa del Mondo).

Dal 1932 al 1961 furono disputate anche gare femminili, mentre dal 1962 il trofeo, organizzato dal Kitzbüheler Ski Club, è esclusivamente maschile. La tradizione, quasi sempre rispettata, vuole che la discesa venga disputata il sabato e lo slalom la domenica. Inizialmente programmato per il mese di marzo, dagli anni cinquanta il trofeo è stabilmente organizzato nel secondo o nel terzo fine settimana di gennaio.

Nessun’altra sede di Coppa del Mondo oggi è così prestigiosa e la pista, è ben noto, resta tra le più leggendarie del panorama mondiale. La discesa sulla Streif è il Montecarlo dello sci, una gara che attira l’attenzione internazionale circondandosi di fascino e leggenda e portando al parterre, nel giorno della discesa libera, 100.000 tifosi che si scaldano per supportare i propri beniamini.

Da questo paradiso del Tirolo provengono abitanti di nota fama come Toni Sailer, Hansi Hinterseer, il citato Alfons Walde. Stabilire chi sia il più tipico di tutti gli abitanti di Kitzbühel sta agli occhi di chi guarda. Fatto sta che la città del camoscio è una delle più conosciute località degli sport invernali delle Alpi. Tappa, quella tirolese, inserita subito, come detto, nella prima edizione della Coppa del Mondo di sci alpino, assieme ad Adelboden, Wengen e Madonna di Campiglio: 1966-1967.

Per vincere in discesa l’Italia ha dovuto aspettare il 1998 e Kristian Ghedina, in un albo d’oro ricco di fenomeni e aperto, in libera, da sua maestà Jean-Claude Killy il 21 gennaio 1967. Restano mitiche le imprese di Schranz nel 1972 prima della (ingiusta) squalifica ai Giochi di Sapporo, l’ultimo successo di Klammer nel 1984, le successive doppiette di Zurbriggen e Wirnsberger, l’unico trionfo di Girardelli (1989), il primo (e ultimo) successo americano, sempre in discesa, firmato Daron Rahlves nel 2003 (Bode Miller non ci è mai riuscito), le vittorie di Didier Cuche ben oltre i 30 anni,i 4 successi italiani tra 2013 e 2019 firmati Paris (3) e Fill, fino al doppio Sarrazin del 2024.

Ovviamente poi c’è tutto il resto, la combinata, il superG, persino un gigante valido per la Coppa del Mondo vinto dallo svizzero Giovanoli nel 1970, e tanto slalom con le imprese anche di Gros, Tomba (due volte) e Deville in casa Italia. Non sono mancati i drammi, vedi le cadute terribili in libera che hanno coinvolto, tra gli altri, i canadesi Stemmle e Brooker, Aksel Lund Svindal, Lasse Arnesen, Daniel Albrecht, Scott Macartney, Urs Kryenbühl.

Infine, la città dei camosci è considerata il centro golfistico per eccellenza delle Alpi grazie ai quattro campi da golf ubicati nella stessa Kitzbühel e gli altri 30 nei dintorni. E gli amanti della natura possono godersi il piacere della balneazione nel romantico e intatto lago Schwarzsee.

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