Rast e Holdener volano in slalom anche grazie a… Kristoffersen e Braathen!

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Holdener e Rast: il duo rossocrociato di slalom è attualmente sulla cresta dell’onda. In Svizzera già si sogna in grande, tra coppa di specialità e titolo iridato (che in slalom manca da Vreni Schneider 1991, proprio a Saalbach). Alla base di tutto questo ci sono anche le sessioni di allenamento segrete con due sciatori di altissimo profilo, come rivela Blick.

Rast finora non è mai uscita dalle prime cinque in tutte le gare disputate tra i rapid gates, con il primo podio a Gurgl, la prima vittoria a Killington, due quarti e un quinto posto; Holdener è già stata due volte seconda, tra Killington e Kranjska Gora. Ma cosa le rende così forti, posto che Wendy lo è da due lustri? Ci sono vari pezzi del puzzle che portano a un bel quadro generale e anche un punto in comune. Entrambe si sono testate con due dei migliori protagonisti al maschile delle discipline tecniche: Holdener con Henrik Kristoffersen e Rast con Lucas Pinheiro Braathen: «Allenarsi con un uomo è diverso», dicono in coro.

«È stato molto bello. Henrik è estremamente stabile sugli sci, il suo modo di stare in equilibrio è impressionante. E non si muove affatto verso l’alto. Ho cercato di imparare qualcosa da lui», dice Holdener. Come è nata la sessione speciale con il norvegese campione del mondo di slalom gigante (2019) e slalom (2023)? Il nuovo allenatore di Holdener, il vallesano Jörg Roten, è l’ex allenatore di Kristoffersen. Prima dello slalom di Gurgl, a novembre, ha messo a frutto i suoi contatti e la cosa ha funzionato subito: «All’improvviso ti trovi a sciare con un uomo, ed è diverso. Per una volta non ho potuto gareggiare in testa, ma ho dovuto recuperare tempo sullo stesso percorso. È stato estremamente emozionante e mi ha insegnato molto», racconta Holdener. «Ho anche fatto qualche domanda. E lui non mi ha mangiato», le parole di Wendy con un luccichio negli occhi.

Anche nel caso di Rast, all’origine del programma di allenamento speciale c’è un allenatore: Denis Wicki. «Era lo scorso inverno, prima delle gare di Jasna a fine gennaio. Braathen si stava allenando da solo a Reiteralm con Atomic. Siamo riusciti a partecipare», racconta Wicki. Descrive la sessione con lo sciatore di origine norvegese, che ora gareggia per il Brasile, come un punto di svolta nella carriera di Rast: «Stessa impostazione del percorso, stesse piste, tutto uguale. Si capisce che è esattamente così che si deve fare. È stata un’esperienza utile per aprire gli occhi». Camille si esprime in modo più cauto, ma con un tono simile: «Vedi con i tuoi occhi cosa fa meglio. Anche il suo linguaggio del corpo era interessante. Questo mi ha dato una spinta», dice.

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