Elena Fanchini, trionfo e gloria: vince a Cortina

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Discesa sprint, con partenza abbassata. Sul podio Yurkiw e Rebensburg

Ci voleva! Per tutta la squadra femminile di Coppa del Mondo. A Cortina d’Ampezzo, su una pista ‘dimezzata’ per la nebbia che ha costretto gli organizzatori ad abbassare la partenza al Salto duca D’Aosta, e con uno spettacolo che certo non è stato eccelso, va detto, Elena Fanchini è risorta d’incanto (ma stava sciando bene da tempo, in realtà) ed è andata a prendersi, con pieno merito, la seconda vittoria della carriera in Coppa del Mondo, a nove anni e un mese (abbondante) dalla prima, avvenuta il 2 dicembre 2005 a Lake Louise, in Canada. Sono quattro i podi per lei, in totale, tutti in libera. Le azzurre non vincevano dal 14 gennaio 2012, sempre in discesa, sempre a Cortina: a compiere l’impresa, tre anni fa, Daniela Merighetti. 

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GARA – Condizioni particolari, indubbiamente. Un banco di nebbia posatosi nella parte alta ha portato alla (giusta) decisione di abbassare la partenza proprio al Salto duca d’Aosta: persa tutta la parte più spettacolare della pista, il via dal rifugio Pomedes, la Schuss delle Tofane, lo stesso salto, la zona più ripida e  veloce. Quindi, la gara è diventata una discesa ‘sprint’, con nebbia in alto e nevicata in basso. Le condizioni, quanto meno, sono rimaste le stesse per tutte e 46 le concorrenti in gara. Gara quindi regolare. 

TRIONFO – Elena ha vinto perché ha saputo sciare bene, pulita e mantenere al contempo la sua grande capacità di essere sempre veloce, con la sensibilità di piedi che madre natura le ha regalato. A parte la ‘Grande Curva’, punti particolarmente difficili non ce n’erano, se non l’ingresso al Rumerlo, con la porta sul dosso, in diagonale, dove è stata probabilmente la migliore: veloce e alta di linea, portando fuori grande velocità per il tratto finale, dove il suo talento ha fatto poi la differenza. Grandissima. E ci mangiamo un po’ le mani per Daniela Merighetti, finita 7a a 63 centesimi, ma a tre decimi dal podio, esattamente il distacco accumulato praticamente tutto in alto, al ‘tempo spinta’. In fondo è stata molto brava anche lei. Primo podio in carriera per Larisa Yurkiw (il Canada non centrava un risultato tra le prime tre, in discesa, dal terzo posto di Emily Brydon del 5 dicembre 2009, a Lake Louise), seconda, terza Viktoria Rebensburg, che si conferma sul podio in discesa dopo il secondo posto in Val d’Isere. 

SORPRESA – Gara da dimenticare per le migliori della disciplina: si è salvata solo Anna Fenninger, con la sua grande capacità di cambiare atteggiamento a seconda della neve che trova sotto gli sci (oggi compatta, ma certo non ‘ghiacciata’): l’austriaca ha chiuso quinta 0’’58, dietro Laurenne Ross, quarta come nella prima discesa di Lake Louise. Sesta Kling, ottava Mancuso assieme a Suter, solo decima a Lindsey Vonn a 0’88. Forse l’americana ha voluto ‘strafare’ nel tratto centrale del tracciato. Ma non è stata mai in gara per i suoi standard. Caccia al record della Proell, 62 vittorie, solo rimandata.  

AZZURRE – Molto bene Nadia Fanchini, sicuramente ‘gasata’ dalla prestazione della sorella: 15a in discesa, significa che ha chance da podio, eccome, in superG, domenica. 22esima Schnarf, fuori dalle trenta Stuffer, Marsaglia ed Elena Curtoni.

CLASSIFICHE E PROGRAMMA – Nella classifica generale di Coppa del Mondo, guida sempre Tina Maze, con 272 punti sulla statunitense Mikaela Shiffrin e 345 su Fenninger; Vonn quella di specialità con 47 su Rebensburg. Elena Fanchini è risalita al quinto posto. Domani seconda discesa, neve permettendo, domenica superG. In caso di cancellazione della prova, domani, domenica si gareggerà in discesa e lunedì 19 in superG. La gara saltata a Bad Kleinkichheim verrà recuperata a Bansko, dopo i Mondiali di Vail. 

 

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