Massimiliano Blardone esulta per il terzo posto conquistato a Yuzawa Naeba
Massimiliano Blardone esulta per il terzo posto conquistato a Yuzawa Naeba ©Agence Zoom

Al termine del gigante dell’Alta Badia, Massimiliano Blardone aveva fatto un gesto eloquente con le braccia: basta, questa è l’ultima Gran Risa e l’ultima mia stagione. Un anticipo del ritiro che arriverà a fine stagione. Sembrava finito, sembrava ormai lontano dai migliori, sempre più avanti, irraggiungibili. Invece l’ossolano ha dato l’ennesima stoccata andando nuovamente sul podio quattro anni dopo la sua ultima vittoria. Un terzo posto che va ad aggiungersi agli altri 24 podi conquistati in carriera. «È stata una giornata speciale perché ho lavorato tanto per raggiungere questo ennesimo traguardo e dedicarlo alla mia famiglia, a mia moglie e ai figli – ha detto -. Questa è la mia ultima stagione, è difficile dirlo, voglio fare bene anche le prossime gare e chiudere in bellezza». Blardone è partito con il pettorale 27, era nono dopo la prima discesa, poi il grande recupero. «Partire indietro non è mai bello, cerco comunque di dare il meglio in ogni occasione, studiando quelli più forti di me». Mix di sciata ed esperienza che lo hanno riportato sul podio. «Ho capito dove poter rischiare e dove invece dovevo controllare, l’esperienza è servita a questo». E poi un tuffo al passato, agli anni post Alberto Tomba. «Dopo il suo ritiro l’Italia è stata più forte in gigante, ci sono tanti ottimi atleti ma pochi se li ricordano perché Tomba era una star. Sono cambiate tante cose, sono nati i carving, le misure, poi siamo tornati indietro e ci siamo dovuti adeguare».

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