Federica Brignone e Sofia Goggia @FISI/Pentaphoto

Lo slalom gigante femminile va in… letargo per un mese abbondante (si ripartirà da Jasna ai primi di marzo) con sette gare disputate finora in stagione, su nove. L’Italia femminile ha ottenuto una vittoria e quattro podi (tutti con Federica Brignone), più numerosi piazzamenti nelle prime dieci firmati Nadia Fanchini, Bassino, Irene ed Elena Curtoni, Marsaglia, Moelgg e Goggia, quindi con ben otto atlete delle dieci sempre in gara (ci sono anche Agnelli e Pichler). Eppure. Eppure questo gruppo può fare molto meglio, la sensazione che resta a tutti è questa. Tempo allora di primi bilanci con Gianluca Rulfi, responsabile del team.

PAROLA A RULFUS – «Bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto finora, non c’è dubbio. Le qualità di Brignone non sono in discussione, tant’è vero che quando è arrivata al traguardo ha sempre chiuso tra le prime cinque. Ma a volte in maniera rocambolesca e con tanti errori. Quindi, se si vuole lottare per la coppa di specialità non si può essere così irregolari. Se capita una volta, puoi rimpiangere quella singola occasione. Se gli errori sono più frequenti, allora vuol dire che è un po’ sistematico, che non sei in grado di non fare errori. Ergo, bisogna crescere in stabilità, a volte Federica esagera ancora nell’interpretazione delle singole manche e poi cade spesso nello stesso errore. Bisogna riuscire a mettere insieme più manche senza sbagliare, magari a volte si può anche andare un po’ più lenti, ma dimostrare stabilità».

BASSINO – «Marta ha fatto qualche passo avanti ultimamente, certo in generale non quanto si poteva pensare e sperare. Però teniamo conto del fatto che abbiamo anche allargato il ventaglio di opportunità, come previsto, allenandoci in velocità e gareggiando per ora in discesa. E ovviamente bisogna portarla a fare velocità in sicurezza, il che richiede tempo. Deve crescere fisicamente? Sì, probabilmente sì, anche se ognuno ha il ‘suo’ fisico e finché non si cambia non si ha la controprova sul fatto che sia corretto farlo. Lei è ancora giovane, deve irrobustirsi e può essere che ne troverà giovamento anche sugli sci. Resta un’atleta al momento con ottimi passaggi in alcuni casi e… grossi black out».

FANCHINI E LE ALTRE – «Per Nadia stagione sotto le aspettative, è anche vero che nelle ultime gare non ha certo trovato il tipo di neve sulla quale può esprimersi meglio, eppure è entrata comunque nelle dieci. Da qui a fine stagione confido nel fatto che possa disputare grandi prove. Alti e bassi sia per Elena Curtoni che per Francesca Marsaglia, quest’ultima però non si è allenata in settimana dopo la caduta a Cortina. Irene Curtoni devo dire che è un po’ sfortunata perché ogni volta che sta sciando bene, capita qualcosa, come a Flachau… Moelgg mi pare che non sia più a suo agio soprattutto in slalom, mentre in gigante azzecca molto di più le gare e quando lo fa sa essere veloce. Goggia ha fatto il suo: l’obiettivo era farle ritrovare sicurezza e  stabilità, ripartendo dal gigante, dove di fatto aveva gareggiato pochissimo e quindi non aveva aspettative e di conseguenza meno stress e ansia. Non conosceva nemmeno le piste. E poi il secondo obiettivo era riportarla a fare velocità senza farsi male. Più o meno lo scopo con lei è stato raggiunto, ora si può solo migliorare».

Federica Brignone non gareggerà domani in slalom a Maribor e sta facendo ritorno verso casa: per lei un bello spavento dopo aver ‘picchiato’ la faccia sulla neve. Ha subìto anche un colpo alla costola. Pare nulla di grave, ma per precauzione niente manche tra i ‘rapid gates’.