Vecchi

PRALI LIVE - Un tema ancora caldo, e senza soluzione, è emerso nelle ultime FIS...

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Gualazzi, Colombi,De Marchi,Squassino,Teglia e Barbera a Prali @Gabriele Pezzaglia

Sono vecchi. La classe ’96 è all’ultima possibilità, quelli del ’95 praticamente spacciati. I ’94? Sull’orlo del precipizio, i ’93 assolutamente finiti. Per non parlare dei ’92, davvero inutili o dei ’91 e ’90, morti e sepolti. Avere vent’anni e poco più e non essere più nessuno. Mentre a tutte le età e nella stragrande maggioranza degli sport si vince, lo sci è rimasta una disciplina dove se non vai diritto in Coppa del Mondo sei obbligato a vent’anni a dire basta, a mollare il colpo. Non esistono circuiti minori, non c’è la serie B, o A 2, chiamiamola come vogliamo. O sei dentro, o sei fuori. Anzi, se sei fuori e vuoi provare a rientrare, a lasciare il segno, a metterti in mostra sei considerato un pazzo, un folle, un perditempo. Di più, un disadattato, uno che «deve andare a lavorare». E verrebbe da pensare come mai la Scuola Tecnici Federali si impegna a sfornare allenatori dei livelli più svariati, per allenare alla fine sempre più Pulcini e sempre meno Giovani e Senior. Stellette, gradi, corsi di formazione e far finta di essere in Coppa del Mondo mentre sei a una gimkana Baby di circoscrizione. Il problema dei Senior, ma anche dei Giovani, è il problema maggiore che investe l’agonismo della neve. E’ necessario trovare una soluzione. Il Gran Premio Italia Senior ad esempio dovrebbe essere il circuito più importante.

UN GRAN PREMIO ITALIA SENIOR DA VALORIZZARE – Prima di inventarci qualcosa, iniziamo a valorizzare quello che abbiamo. La FISI e i Comitati dovrebbero fare proseliti, comunicare, spingere gli atleti all’ultimo anno Giovani a provarci ancora, a buttarsi nella mischia. Il GPI Senior deve essere promosso su Alpi e Appennini, arricchito di premi, e prima ancora di considerazione. Deve essere il nostro Campionato Italiano dove chi vince (a qualsiasi età!) va in squadra nazionale, chi si mette in mostra ha possibilità certe in Coppa Europa e soprattuto dove si può partecipare anche senza l’ossessione di diventare Hirscher o Svindal. Si dovrebbe far capire che lo sport è un valore e  che si gareggia non solo per andare in squadra nazionale o alle Olimpiadi. E soprattutto, far accedere al Corso Maestri i ragazzi dopo l’ultimo anno Giovani e non a 18 anni. Invece già al penultimo anno Giovani nei maschi o scandalosamente al terz’ultimo nelle donne ti fanno sentire scomodo e inutile. Ma c’è ancora qualcuno che si contrappone a questo sistema e che lotta contro questa mentalità. A Prali c’erano ad esempio Ruggero Barbera, Michele Gualazzi, Giacomo De Marchi, Nicolò Colombi. E poi alcuni ’95 come Andrea Squassino e Lorenzo Teglia, l’anno prossimo Senior. Mancavano altri guerrieri, fra cui Andrea Testa, Andrea Appierto, Alessandro Brean, Rocco Delsante, Francesco De Candido (per fare qualche nome) e anche il loro capitano, il loro comandante. Stiamo parlando di Stefano Baruffaldi, quello che quest’anno il Gran Premio Italia Senior lo ha stravinto. Ma essendo un vecchio, del ’92, anzi quasi decrepito, non potrà entrare di diritto in squadra nazionale.

12 COMMENTI

  1. Direi che questo discorso l’ho già fatto molte e forse troppe volte. La situazione in cui ci troviamo è chiara,o riesci a entrare in squadra o almeno in gruppo militare entro fine Giovani,oppure vinci subito il GPI senior,oppure….smetti. L’altra alternativa è non avere nessun problema economico,per cui puoi continuare a divertirti finchè ti pare. Diversamente,tutti a fare il corso maestri. Io l’ho già scritto più volte,sono pienamente convinto che ci possa essere chi matura tardi,chi riesce a fare in gara quello che fa in allenamento quando raggiunge una maggiore maturazione personale,ma in Italia questo non è possibile. Non solo servirebbe un circuito dedicato,ma anche un seguito “tecnico” che permetta di evitare spese folli,almeno per i più meritevoli. Direi che sia semplicemnte utopistico

    • uno delle occasioni importanti, per i piccoli e i meno piccoli, per mettersi in mostra e potersi confrontare con i Big sono i Campionati Italiani Assoluti. Possibile che NON siano stati in grado in 4 mesi di attività di far disputare il GIGANTE FEMMINILE ?!!!? … personalmente lo trovo vergognoso.

  2. lcmarco, la FISI ha il suo credo, ma ciò non toglie che sia completamente fallato. I numeri del calo tesserati lo sta a dimostrare. Il Babyboom sta finendo ed in paese a natalità zero come il nostro una Federazione che si rispetti, si dovrebbe anche preoccupare di non sciupare un bacino di utenza che non è per niente infinito. Le riflessioni di Pezzaglia stanno ad indicare proprio questo. Mantenere in attività agonistica i Senior non significa allargare le squadre federali, ma solo continuare ad osservare virgulti che maturati posano tornare utili alla causa Coppa del Mondo in seguito. Questi ragazzi rappresentano un bagaglio di esperienza da utilizzare al fianco dei giovanissimi di ciascun comitato regionale ed ogni sci club, non come maestro di sci, bensì come chioccia da spogliatoio sullo stesso fronte agonistico.

  3. Vado a memoria … un certo Karl Trojer che non era in squadra ma iniziò a vincere gare di Coppa Italia a 28 anni, fu mandato subito a correre in Coppa del Mondo e a Campiglio arrivò subito 10° … per poi andare sul podio a Crans Montana. I Vecchi di Oggi hanno 20-23 anni e se vincono gare FIS gli regalono un cesto pieno diprodotti locali.

  4. Lo sci giovanile italiano vive di specializzazione agonistica precoce , occorre vincere Pinocchio ,Topolino, C.I , Criterium etc etc come obiettivo primario. Sfruttare al massimo la visibilità verso un bacino di utenza di bambini per aumentarne il livello per poi selezionare il talento . E’ il sistema poi che ti dice chiaramente che devi smettere , perché poi in squadra se ne possono allenare e “mantenere” solo pochi , che alle gare che contano devono andarci solo quelli in grado di fare podio in coppa del mondo. Chiamala competizione , o concorrenza come ti pare …….La direzione della Federazione non è diretta oggi ad aumentare il numero di praticanti ma a selezionarli.
    La Fisi ha particolare riguardo all’ agonismo che promuove dirige e coordina le attività invernali…. con particolare riguardo all’ agonismo ……sta scritto nello Statuto
    Poi sta alla dirigenza applicare la mission al loro credo , o è il contrario ? non ricordo .
    la scelta del modello del calcio giovanile e il tentativo di replicarlo in Italia ha queste conseguenze con buona pace dei senior che oggi devono trovare altro da fare .

    • Icmarco sono ignorante, ma non ho capito quale sia la tua opinione… è corretto lo status quo ( la FISI fa quello che è il suo mandato : creare visibilità e partecipazione … e poi scegliere dal campo i fiori più alti ) o proponi qualcos’alto ?

      • caro Zano il commento non voleva essere certo una risposta al tuo commento, ne mi permetto di dare giudizi sul lavoro altrui ….ignoro quanto te le logiche delle scelte della federazione , che dipendono dal CONI. la mia è un opinione fatta su quello che vedo da anni come te ……..il mio modesto parere è che non mi piace questo modo di gestire lo sport ….non mi piace il modello del calcio , non credo che se una cosa sia di successo sia automaticamente giusta….non sono favorevole allo status quo se questo intendi ….amo le gare di sci e vengo da quel mondo ma la scelta di pompare lo sci giovanile non mi ha mai convinto….in merito ai senior intendevo che purtroppo la situazione è causata da scelte fatte a monte …..credo di essere stato frainteso o non essermi spiegato chiaramente

  5. Il problema è reale e serio ed esiste da anni. Io più volte ho segnalato la cosa : o nasci campione o sei abbandonato a te stesso… ma il colpo di culo capita ogni 30 anni . Il campione lo si costruisce giorno dopo giorno non solo tecnicamente ma soprattutto psicologicamente. Essere un fenomeno in allenamento e poi non saper rendere in gara non è un problema che può essere risolto da solo da un ragazzo di 18-22 anni e così veri talenti vengono bruciati.

  6. Il palazzo si costruisce dal basso, non si incomincia dal “solaio”. Che senso ha obbligare un 18enne ad aspettare i 22 prima di dare l’esame maestro? 80- 90% degli allievi smetterebbero. Poi ben vengano i premi al GPI ma esclusi i nazionali e i militari.

  7. Standing ovation per Race. Meno male che esiste qualcuno che ha veramente a cuore questo sport e i ragazzi che lo praticano. Se aspettaimo la federazione, questa vuole solo ‘carne fresca’ da mandare al macello, pensando che il ricambio sia infinito. Ma un giorno la pacchia finirà e allora qualcuno dovrà (finalmente) prendersi delle responsabilità

    • anno 96 ? … e ti hanno già etichettato vecchio ? … e c’è gente come Kostelic o Thaler che continuano a 38 anni perchè si sentono ancora giovani. Alepaini mi scuso per tutta la mia generazione che ti ha portato a sentirti vecchio a 19 anni !!!