Primo obiettivo raggiunto per Marco Abbruzzese

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Un vortice di cambiamenti per un obiettivo, alla fine raggiunto. Marco Abbruzzese ha fatto tante scelte in questi ultimi anni per inseguire la sua passione: ha deciso di lasciare Genova per trasferirsi nel Monregalese, per essere vicino alle piste di Prato Nevoso. Il che ha comportato anche la scelta della scuola, iscrivendosi al Liceo Scientifico di Mondovì che ha anche una sezione sportiva. Poi la chiamata nella squadra di Comitato Alpi Occidentali e tutte le fasi per l’arruolamento nelle Fiamme Oro. Aggiungeteci le lezioni per la patente di guida e soprattutto tra qualche settimana anche la maturità. Insomma, non si può dire che non abbia avuto giornate piene.

Non è arrivata la vittoria nel GP, ma la convocazione in azzurro è arrivata lo stesso, grazie anche ai risultati in Coppa Europa. Adesso si apre una sorta di nuovo ciclo, con altri cambiamenti. «Lo so – spiega Marco – adesso sono concentrato sulla maturità, poi mi butto solo sullo sci. Per il resto valuterò con calma: se iscrivermi all’università, se tornare a Genova. Il focus è solo lo sci, non c’è ancora un piano B».

Il solo punto fermo dunque è quello dello sci. «Beh, ho lavorato sodo per questo, grazie all’appoggio di tante persone, a partire dalla mia famiglia. Adesso con mia Pandina sono un po’ più indipendente, ma sinora ho sempre dovuto chiedere aiuti per la logistica. I grazie si sprecano, da Simone Sperotti e Simone Anselmo i tecnici del Mondolè Ski Team, a quelli del Comitato e adesso anche delle Fiamme Oro. E anche ai professori: è vero che è una sezione sportiva, ma è un Liceo pubblico, non incentrato solo sullo sci, e come puoi immaginare noi sciatori siamo in ballo proprio nei mesi della scuola. Però, mi hanno sostenuto nel mio percorso. È stata una stagione intensa, l’obiettivo era quello del GP, ma la chiamata in azzurro è arrivata lo stesso, segno che siamo un gruppo che potrà essere interessante per il futuro».

Idee chiare per la prossima stagione. «Cercare conferme e ovviamente migliorare in Coppa Europa. Ma non vorrei partire come uno specialista: mi lascio aperte le porte di tutte le discipline, poi vedremo come andranno le gare e quali saranno le scelte dei tecnici. Tocca a me darci dentro».

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