Solda start area con Truddaiu, Allegrini, Franzoni e Bendotti ©Pez

Innanzitutto esserci. Per registrare, capire, osservare, captare quella passione, quell’entusiasmo, quella voglia di mettere in piedi quattro giorni di gare nonostante la pandemia e altre mille difficoltà. Esserci per capire che si può fare, che si doveva fare. Esserci perché abbiamo sempre creduto che il ‘live’ è la prima forma di giornalismo. A Solda all’Ortles, o come si dice in Süd Tirol Sulden am Ortler, ecco le gare Fis tradizionale primo atto del calendario italiano ed europeo grazie allo sci club Livata saldamente in cabina di regia. Passione per chi organizza certo, ma totale dedizione, medesimo entusiasmo, determinazione, fame di mettersi in luce, per chi invece gareggia. Desiderio, folle bramosia di agonismo. Di chi le gare le mette in piedi, di chi le fa, di chi le racconta come noi. Tempi assurdi, logoranti, ardui. Ma un applauso a chi ha creduto fino in fondo a questa rassegna lo vogliamo fare. E va bene che c’è stato chi, come comitato trentino (fra l’altro al primo atto di Solda spesso assente) e valdostano, non ha voluto partecipare alla manifestazione, ma tutto il circo giovani e una massiccia presenza di stranieri ha onorato questo opening ringraziando chi ha spinto fino all’ultimo per gareggiare.

Chi organizza, chi racconta, chi fotografa, chi supporta la manifestazione può essere stato per un momento colto da tristezza, da rassegnazione, da sconforto per non vedere anima viva girare per Solda, per trovare i rifugi blindati anche in quota, per metabolizzare ormai che usare la mascherina è come avere una seconda, e ugualmente necessaria, seconda pelle. Ma gli atleti guardano diritti all’obiettivo. Dal momento che si gareggia, il focus rimane invariato, la giornata della gara scandita con gli stessi ritmi, la testa sulla performance, sulla prestazione. E fa niente che non ci si può rilassare in un rifugio fra le due marche ed addentare un panino o una barretta levandosi gli scarponi da gara (il comitato organizzatore ha fornito comunque acqua e qualche cosa da sgranocchiare), e non cambia se devi raggiungere in fretta e furia la start area, cercare il più possibile di non assembrarsi rinunciando anche alle premiazioni.

Per le ragazze e i ragazzi è stato un giorno come un altro. E’ stata gara, quindi confronto, adrenalina, cattiveria agonistica. Quanti guerrieri a Solda. Sono i guerrieri della famiglia dello sci, indomiti ed indomabili. Più forti di qualche sparuto e stupido commento di che mette il dito su una mascherina storta solo per il gusto di delegittimare e fare polemica sterile. Brutta cosa la gelosia. E’ stato proprio bello tornare in pista con i ragazzi, è stato bello constatare quanta passione c’è per l’agonismo. Anche in questo tempo davvero assurdo. Da Solda riparte la carovana dello sci, una carovana che non deve fermarsi.