Leonardo Rigamonti

In rampa di lancio, pronto per il decollo. Leonardo Rigamonti ha le idee chiare. Poche parole, tanti sogni, soprattutto la consapevolezza che lo aspetta un biennio fondamentale per la sua maturazione agonistica, per la sua crescita di atleta e di uomo. «Bene ma non benissimo, sono contento del lavoro e dei progressi fatti nella categoria aspiranti, ma cerco comunque più continuità. Sono consapevole che ho ancora margine, sto lavorando ogni giorno per crescere».

Leonardo Rigamonti

Leonardo è un ragazzo sempre sul pezzo. Allenamenti atletici alternati a quelli in ghiacciaio, perchè la preparazione adesso entra davvero nel vivo. Portacolori dello sci club San Sicario, è tesserato con le Fiamme Gialle da un paio di mesi. «Per il momento lavoro con lo sci club ed il comitato regionale, poi da ottobre farò anche parte della preparazione insieme alla Finanza che ringrazio di questa opportunità». E poi c’è la federazione, dal momento che è stato inserito per il secondo anno nel gruppo degli atleti cosiddetti osservati delle discipline tecniche, anche se prenderà parte anche a stage di velocità. D’altronde Leo è un polivalente, ama cimentarsi in tutte le discipline. «Lo sci vero è polivalenza non specializzazione Voglio continuare a portare avanti almeno tre discipline».

Leonardo con papà Oriano

Come ogni estate la casa di Rigamonti è Les Deux Alpes. E nella località dell’Isere il riferimento è sempre papà Oriano, direttore tecnico del San Sicario. Inverno per allenamenti e gare, addirittura 65 le partenze di Leo, quindi in estate: Oriano come punto di riferimento, come guida, come motivatore. «Un rapporto schietto, a volte anche qualche attrito, ma ci sta dal momento che la confidenza fra padre e figlio è diversa fra quella che ci può essere fra un allenatore ed un atleta anche molto affiatati». Leonardo ama infinitamente lo sci e non si perde una gara di Coppa del Mondo. E’ lì che vuole arrivare e così osserva, scruta, studia quel pianeta che primo o poi vuole esplorare, «Non mi perdo una gara e poi sono sempre attento ai materiali degli atleti di alto livello e a tutte le novità del settore». Vive di sci e per lo sci Rigamonti. I suoi amici praticamente tutti del settore. Alberto Claudani, Gianmarco Paci, Tommaso ragazzo, Matteo Vottero, Carlo Cordone, Fabio Allasina per citarne qualcuno. Con il comitato non ci sarà più Marco Gullino passato in squadra nazionale junior. «Peccato, avevo un bel rapporto con Gulllo, Adesso c’è Matteo Ponato, un altro valido professionista comunque». Sono giorni lunghi quelli di Leo. Sveglie all’alba per salire in ghiacciaio, pomeriggi dedicati alle tabelle di Fabio Bianco Dolino per i lavori a secco. «Lunghe e intense le mie giornate, ma la parola sacrificio non la conosco». Conosce invece un’altra parola Leo: passione. 

Gullino, Rigamonti, Roberto