GPI Senior, per Baruffaldi un trionfo netto ma…inutile

E’ inutile girarci intorno. Uno come Stefano Baruffaldi non si merita il ritorno in squadra nazionale dopo una stagione così nel Gran Premio Italia Senior? Forse ci sarebbe da rivedere qualcosa nel regolamento del circuito del GPI. Il regolamento, attenzione, non dice che ha il posto di diritto in squadra nazionale B chi vince il circuito GPI Senior, una volta denominato Coppa Italia. Infatti per farlo, è necessario vincerlo ma essere al primo o al secondo anno Senior. E basta. Difficile trovare uno sport dove chi si aggiudica un circuito, una classifica generale, un campionato, non venga promosso. Nello sci però è così. Fra l’altro, il lecchese di Dervio in forza alle Fiamme Gialle lo scorso anno secondo, ha dominato in lungo e in largo il GPI Senior nel 2016.

VITTORIA SENZA DISCUSSIONE – In classifica infatti (mancano da aggiornare le tappe di Artesina ma i distacchi saranno simili) il finanziere Baruffaldi ha 1027 punti, praticamente il doppio del vincitore del GPI Giovani che è secondo nella standing Senior Pietro Canzio (Comitato Veneto) fermo a 592. Terzo a 478 il poliziotto Pietro Franceschetti (in classifica a seguire il poliziotto Marco Manfrini, Luca Riorda dell’Esercito, il poliziotto Paolo Pangrazzi ed Andrea Testa del Goggi). Insomma, Baruffaldi, che è un ’92 e quindi terzo anno Senior, per un anno, nonostante questo dominio, non ha di diritto il posto in squadra azzurra. Ma levare l’anno di ingresso è così una bestialità dal momento che a quasi 40 anni si vince in tutti gli sport ad alto livello?

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