Goffredo Mammarella

La stagione invernale si è ormai conclusa. Goffredo Mammarella, abruzzese che difende i colori del gruppo sportivo Carabinieri, analizza quanto fatto durante questo inverno.

Qual è il tuo bilancio?
«Positivo, ho scelto di seguire il calendario istituzionale, gare difficili con pettorali ancora alti, mi piace mettermi a confronto con i più forti».

Qualche rimpianto?
«Ho buttato via qualche risultato importante, per esempio nello slalom del Gran Premio Italia di Limone Piemonte ero nono dopo la prima manche partendo con il 31; nella seconda sono uscito alla penultima porta, volevo il podio, ma forse dovevo alzare un po’ il piede».

Come ti trovi con i Carabinieri?
«Benissimo, abbiamo fatto un gran lavoro estivo e autunnale, poi una volta iniziate le gare, anche per situazioni logistiche, ho intensificato gli allenamenti con mio papà (Andrea, ndr) e Andrea Truddaiu».

Meglio in slalom o in gigante?
«Meglio in slalom, sul finale di stagione ho trovato la strategia anche in gigante, infatti agli Italiani Aspiranti ho fatto il miglior tempo nella seconda manche».

Hai sfiorato, ma non sono arrivate medaglie, dagli Italiani.
«Sì, ho chiuso quinto il gigante, dopo aver rimontato dal 26° posto. Nella prima avevo sbagliato qualcosa, mentre in slalom ero quinto a metà gara, nella seconda ho dato il tutto per tutto per centrare il podio, ma sono uscito».

Programmi per il futuro?
«Adesso devo fare l’esame al liceo linguistico, poi devo prendere la patente così divento indipendente per i viaggi e le trasferte; dai primi di luglio si riparte da Selva di Val Gardena con ancora più determinazione».

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