Pochi giorni e poi la Coppa del Mondo si ferma per lasciare spazio ai Campionati Mondiali di Åre. E noi torniamo in edicola con il terzo numero stagionale: Race ski magazine 153 di febbraio è ormai quasi disponibile per gli abbonati e nelle principali edicole italiane. Un numero di 112 pagine (6 euro) destinato in gran parte al backstage della Coppa del Mondo. Cosa si nasconde dietro un grande evento? Prima però un focus sulla rassegna iridata in terra svedese. La cover? È per Marta Bassino, un lieto ritorno sul podio.

MARTA, UN RITORNO EMOZIONANTE– È passato un anno dall’ultimo podio in Coppa del Mondo. È trascorso ancora più tempo se parliamo di gigante: Aspen 2017 – Kronplatz 2019. Bassino ha ritrovato la vecchia Marta, capace di mettere insieme due manche in gara. Giovane di talento, forse troppo spinta in passato, giovane che ha ritrovato fiducia e la curva del podio.

ÅRE 2019, QUALI FAVORITI OLTRE A HIRSCHER E SHIFFRIN?– Siamo andati a curiosare in archivio per scoprire gli atleti che più sono andati forte nelle precedenti edizioni delle gare svedesi. E i nomi, bene o male, sono gli stessi di oggi.

CURIOSITÀ MONDIALI– Åre un po’ la conosciamo tutti. La Coppa del Mondo è tappa fissa. Anche i Mondiali ci sono già stati, due volte nel 1954 e nel 2007. Abbiamo provato allora a scoprire qualche curiosità della località e della Svezia. Le sapevate tutte?

COURCHEVEL 2023: ECCO COME NASCONO LE PISTE IRIDATE– Siamo stati ospiti della Fis e del comitato organizzatore per scoprire come si prepara un grande evento e conoscere più in generale il funzionamento delle ispezioni.

L’ARTE DELLA BARRATURA– In Alta Badia per raggiungere il giusto peso specifico servono 700 mila litri d’acqua, iniettati in 4 milioni di fori. Ecco come viene preparata la Gran Risa.

UN ESERCITO DI PROFESSIONISTI DIETRO LA PRODUZIONE TELEVISIVA– Una discesa sulla Saslong vista dal camion della regia internazionale, diretta dall’esperto Sandro De Manincor che ci ha portato alla scoperta di una macchina ampia e complessa.

IL DELICATO RUOLO DEI MEDIA OPERATIONS– Insieme a Valentina Comoretto siamo andati a scoprire come vengono gestiti giornalisti, fotografi, tecnici e operatori che seguono gli eventi in giro per il mondo.

CHICCO PEDRINI, 20 ANNI DI RETI A BORMIO– È il responsabile della sicurezza in pista, accoglie le richieste della Fis e dà ordini ai suoi uomini che lavorano senza sosta.

NON BASTANO DUE MILIONI DI EURO– È il budget che la Val Gardena investe per l’organizzazione delle gare maschili. Con Rainer Senoner abbiamo snocciolato un po’ la delicata questione dei costi da sostenere.

VAL DI FASSA CAPITALE DEL TALENTO– La Aloch di Pozza e La Volata di Passo San Pellegrino metteranno in palio undici medaglie iridate dal 18 al 27 febbraio. Chi saranno i nuovi talenti?

ZUECH RILANCIA «RACCOLGO MELE PER FINANZIARMI LO SCI»– Fuori da qualsiasi corpo militare, il ventiduenne di Lana lavora in estate e in inverno per inseguire i suoi sogni e ritornare in Coppa Europa. Si affida alla professionalità del Drusciè e ai tecnici di casa Plankensteiner e Gamper.

GARDENA ÜBER ALLES– Due successi nelle ultime due edizioni, ma soprattutto la vittoria con la squadra 1 e il terzo posto con il secondo team. I gardenesi hanno davvero dominato la nona edizione del Memorial Fosson.

MONDOLÈ SENZA RIVALI ALL’INTERNATIONAL– I padroni di casa hanno vinto anche l’edizione 2018 dell’evento a squadre che raduna centinaia di Baby e Cuccioli provenienti da tutta Italia.

E ancora le nostre rubriche: gli on the road di La Thuile e 13 Clusone e le opinioni di Silvano Varettoni sulla differente gestione delle due manche di Marcel Hirscher e di Elena Gaja che ha focalizzato l’attenzione sulla sicurezza nello sci. Non mancano diverse notizie sugli sci club.

Se non sei ancora abbonato, puoi sfruttare un’offerta limitata che vi permette di ricevere i numeri di Race ski magazine a casa e una felpa tecnica di Energiapura, disegnata in esclusiva. LEGGI LE OPZIONI.

1 COMMENTO

  1. Ho letto l’edito(riale) di apertura del numero appena uscito.
    L’analisi è reale, ma secondo me, molto parziale.
    Non si intravvede neppure il fatto che,nonostante i risultati, la mancanza del podio maschile, il potenziale azzurro è molto alto ed in chiave mondiale potrebbe succedere di tutto, in positivo.
    Trovo che pure la foto scelta vi renda nostalgici così tanto da non vedere nessuna luce tra le ombre che indubbiamente non mancano.
    Peccato pure che quando parlate di tecnici ed atleti stranieri vincenti, non vi sfugga una parola sulle vittorie dei tecnici italiani con atleti di altre nazioni.
    Certo che invece di aprire il ballo degli allenatori ad ogni fine stagione, bisognerebbe lasciare serenamente lavorare, e ciò che spunta lasciarlo crescere, con i giusti tempi, senza aspettarsi un grosso frutto dal primo fiorellino.
    Infine, pur non conoscendone l’entità, giurerei che gli stanziamenti per uno sport di primissima fascia come lo sci, in Francia , Svizzera ,Austria e pure Germania sono tali da allevare un grande numero di atleti dal quale emergono poi i ricambi per contrastare l’ineluttabile caduta degli dei.
    Azzardo che il problema più grosso non stia nella parte emergente dell’iceberg, ma anche in una federazione che voglia essere lungimirante, con voglia di rischiare, puntando su più atleti tenendo conto in chiave Italia, che il mondiale del 2021 è nostro ma i protagonisti chissà….

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