Wengen, il commento tecnico della supercombinata

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Una specialità sempre meno interessante…

Il week end di Wengen si apre con la gara di supercombinata. Una disciplina mai decollata in termini di spettacolo e sempre più ristretta a pochi contendenti la vittoria. Viene da chiedersi che cosa ne pensi un telespettatore inesperto di fronte a tale spettacolo. Si alternano, in sequenza di numeri, discese di altissimo livello a prestazioni mediocri con distacchi abissali. Ciò accade nella manche di discesa libera, ma ancor più nella prova finale di slalom, dove per i profani risulta davvero complicato decifrare la gara. Se è vero che in futuro non ci sarà più grande spazio per questa disciplina , in pochi ne sentiranno la mancanza. La vittoria di oggi va a Ivica Kostelic, attardato di quasi tre secondi in discesa, ma imbattibile in slalom. Una prova senza alcuna imperfezione, la solita fluidità e conduzione continua. Un assaggio di ciò che cercherà di ripetere domenica, quando al cancelletto troveremo tutti gli slalomisti. La sorpresa di giornata è lo svizzero Beat Feuz secondo, strepitoso in discesa (non è più una sorpresa), ma quasi di più in slalom. Nessuno si aspettava una manche del genere. Disegna curve piuttosto precise, condotte nonostante i segni della pista. I tempismi non sono quelli di uno slalomista ed il distacco di manche da Kostelic supera i tre secondi, ma si difende meglio di altri discesisti. Discorso simile per i due discesisti azzurri Dominik Paris e Matteo Marsaglia, rispettivamente ottavo e decimo: forse in discesa ci stavano alcuni decimi in meno, ma la prova di slalom è molto positiva.

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