Vail 2015, Tina Maze oro nella Combinata Alpina

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Argento Hosp, bronzo Kirchgasser. Ottava Francesca Marsaglia

Maze-Hosp doveva essere, Maze-Hosp è stato. Nello sport non c’è nulla di facile o scontato, ma a volte i pronostici vengono rispettati in pieno. Così è accaduto per la Combinata Alpina femminile, che comunque ha regalato emozioni perché i distacchi, alla fine, sono stati minimi e la pattuglia di austriache, guidata proprio da Nicole Hosp, ha fatto il possibile per mettere in difficoltà la regina annunciata della specialità, Maze. Riuscendoci in parte.

GARA – Dopo una discesa sulla Raptor resa ancora più difficile dalla neve dura, ecco lo slalom su un pendio facile, ma con un disegno interessante realizzato da Valerio Ghirardi, italianissimo tecnico della slovena, che qualche angolo qua e là lo ha piazzato. Grosse pendenze non c’erano, unico vero ‘cambio’ solo sul RedTail Jump finale. Venticinque atlete in partenza dopo le defezioni di Miklos e Hanna Schnarf, che è caduta in riscaldamento ed è stata portata in ospedale per accertamenti. Spettacolo interessante, sì, ma solo da Kathrin Zettel in poi, cioè per undici atlete, soprattutto. L’iridata di Val d’Isere 2009 ha fatto il suo compitino, ma non ha cambiato marcia dove doveva farlo (cioè in slalom) e alla fine ha chiuso solo sesta, a 1’’64 dalla Maze. 

PODIO – Bene, invece, Kirchgasser, che ha chiuso con il miglior tempo della seconda manche e si è presa la sua seconda medaglia iridata, la prima di bronzo e in Combinata Alpina, con il tempo finale di 2’33’’72 e una prova all’attacco dalla prima all’ultima porta, finalmente senza i ‘suoi soliti’ errori. Hosp e Maze hanno fatto quel che ci si aspettava, entrambe però chiudendo bene una manche di slalom in cui non erano partite al massimo. Tina, soprattutto, ha dilapidato quasi completamente il vantaggio di nove decimi che aveva dopo la discesa, su Hosp, per poi chiudere bene in uscita dal muretto finale. In ogni caso, per lei nona medaglia iridata, la quarta d’oro, la terza complessiva a Vail 2015. Per altro, le quattro d’oro sono arrivate in quattro specialità diverse: Combinata Alpina, gigante, discesa, superG. Le manca solo lo slalom. Sono tredice le medaglie complessive ai grandi eventi contando anche le Olimpiadi. Il cinque su cinque si avvicina, ma giovedì avrà una prova difficile, il gigante: non perché non possa salire sul podio, ma perché Shiffrin, Fenninger, Zettel, Fenninger, Lindell-Vikarby, Pietilae-Holmner, Nadia Fanchini, Federica Brignone, Sara Hector, Viktoria Rebensburg e Nina Loeseth cercheranno di renderle l’impresa più difficile. E potrebbero anche riuscirci. Resta, comunque, un fenomeno, e tra Mondiali e Olimpiadi ha vinto più ori, nettamente, di Lindsey Vonn. A proposito: l’americana è uscita in slalom e ha chiuso in lacrime la Combinata Alpina. Brave Fenninger e Gut, quarta e quinta rispettivamente a 0’’89 e 0’’94. Più di così non potevano fare, ma se per caso dovessero tornare ad allenarsi con continuità in slalom, la musica cambierebbe… Per Hosp, sesta medaglia iridata, seconda d’argento. 

ITALIA – Buona Francesca Marsaglia, che ha sciato bene in slalom, recuperando una posizione rispetto alla discesa e chiudendo ottava. Sedicesima Elena Fanchini, giusto dietro a Julia Mancuso. Fuori nella prova di discesa Elena Curtoni. Johanna Schnarf è caduta nel riscaldamento prima dello slalom e ha battuto il retro del cranio: rimasta semiincosciente per un minuto, si è ripresa. Trasportata in ospedale, la Tac è risultata negativa. Nessun problema quindi, l’altoatesina nella notte italiana potrà tornare a casa.

APPUNTAMENTI E  BILANCIO – Martedì la prova a squadre.Dopo tre gare, però, il bilancio è deludente, decisamente deludente, nonostante quanto meno ci sia sempre stata un’azzurra tra le prime dieci tra superG, discesa e Combinata Alpina. Al di là di quanto è capitato a Daniela Merighetti (bravissima), qualcosa di più proprio in discesa era lecito attendersi da tutto il team di Alberto Ghezze. Adesso tocca alle ragazze azzurre di Livio Magoni: giovedì gigante, sabato slalom. Coraggio.   

 

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REDATTORE - Milanese, 39 anni, laureato in Lingue, sposato con Laura e papà di Giulia, appassionato di tanti (troppi) sport da sempre, amante delle discipline americane, è transitato attraverso esperienze nei quotidiani (Il Giorno, per il quale scrive ancora, Tuttosport, freepress), in Radio (Radio 24, AGR), Internet (Leonardo) e dal 2009 ha trovato la sua dimensione come telecronista di diverse discipline (sci, nuoto, tuffi, scherma, pallavolo, pallanuoto ecc.) su Eurosport Italia. Ma continua ad amare anche la scrittura alla follia e dall'aprile 2014 collabora con Race ski magazine

1 COMMENTO

  1. Come già detto in altro ambito,no money no fun!!!!Non si può andare in guerra(passatemi la metafora)con l'arco se gli altri hanno il fucile.
    Manchiamo di un progetto tecnico-umano di largo respiro,il poco che viene raccolto è merito dei singoli atleti/allenatori che esprimono a sprazzi il buono che c'è.
    Sono convinto inoltre della necessità di creare un gruppo dedicato alle migliori singole atlete,sullo stile Maze o Gut.Per fare questo ci vogliono soldi,appunto…….