Vail 2015, la Cerimonia apre il Mondiale

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Prima prova femminile 'falsata' dal vento, Cook la migliore

Se il buon giorno si vede dal mattino, sarà un Mondiale… difficile a causa delle condizioni meteo e, nel caso, si tratterebbe di un vero e proprio peccato, perché Beaver Creek ha tutto per offrire uno spettacolo tecnico di altissimo livello con le piste ‘Raptor’ e ‘Birds of Prey’. La rassegna iridata è scattata con tre ore di ritardo, tanto ci è voluto per ripulire la neve caduta nella notte e in mattinata in Colorado, ma il problema più grosso si è avuto dopo, con il vento, che si è alzato veramente forte e ha condizionato, se non completamente falsato, il training n.1 della discesa libera, che andrà in scena venerdì 6 febbraio. E per domani, martedì 3, giorno del superG femminile, le nuove previsioni danno neve… 

PROVA – Difficile commentare una prova che ha avuto poco senso, pur servendo alle ragazze come modo per ‘assaggiare’ neve e pendio. La ‘Raptor’ è splendida, ma in queste condizioni non si può ammirare in tutta la sua bellezza: trenta secondi di piano, The Runway, con dossi e onde, poi 45’’ sul ripido, prima parte più estrema, ricca di contropendenze, seconda meno, ma comunque in pendenza, con tante curve e moltissime porte ‘singole’; quindi compressione in uscita dal muro, piano, dossi, salto finale in curva, ‘Redtail jump’, traguardo. Pista eccezionale per le donne. Ma oggi lo spettacolo non c’è stato, inevitabile quando il vento falsa la prova. 

TEMPI – Per quel che conta, la migliore è stata Stacey Cook, in 1’48’’16, davanti alla coppia formata da Gut e Mowinckel, staccate di soli 9 centesimi; poi Vonn e Suter a 0’’62, Tina Weirather a 0’’80, Ross, Maze, Hosp, Schmidhofer (in ballotaggio per l’ultimo posto austriaco in discesa, gli altri saranno di Fenninger, Huetter e Goergl) a chiudere la top10. Ma le prime 15 atlete della start list oggi hanno trovato folate trasversali e neve riportata… Lara Gut e Lindsey Vonn sembrano comunque avere una marcia in più su questa pista, ma per capire meglio quali atlete saranno da tenere d’occhio maggiormente in gara, dovremo aspettare il superG di domani e soprattutto, in chiave discesa, la seconda e terza prova cronometrata sulla Raptor, sperando che il vento nel frattempo sparisca. Non sono partite Wiles, Zettel, Kirchgasser e Caill, caduta (tutto ok) Cornelia Huetter.

AZZURRE – La ‘migliore delle sei in pista è stata Nadia Fanchini, 17esima a 2’’54, con una porta saltata e una scivolata senza conseguenze; 20esima Elena Fanchini, 25esima Francesca Marsaglia, 28esima Johanna Schnarf, più lontane Merighetti ed Elena Curtoni.

NADIA FANCHINI – «Neve molto scivolosa, fondo molle. Bisogna stare bene sugli sci. Non so come faranno le ragazze che partono da dietro».

ELENA FANCHINI – «E’ stata una prova pericolosa, vento a raffiche e neve fresca in pista. La traccia del salto è già bucata. Non so, sinceramente, se c’erano le condizioni per scendere».

DANIELA MERIGHETTI – «Inutile fare una prova così, non si vede la base dei pali, è pericoloso e domani c’è una gara. Scendi lo stesso, perché comunque vuoi provare la pista, ma spingere oggi per me era da pazzi».

JOHANNA SCHNARF – «Ho fatto troppi errori, sono stata eccessivamente stretta sulle curve. Le condizioni non erano ottimali, ma ho comunque sbagliato. Del resto la prima prova serve per studiare la pista».

FRANCESCA MARSAGLIA – «Nella parte alta mi sono sentita a mio agio, anche se c’era un po’ di vento e non si vedeva per terra. Poi ho saltato una porta e mi sono rilassata».  

Grazie a Max Vergani dell’Ufficio Stampa FISI.

 

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REDATTORE - Milanese, 39 anni, laureato in Lingue, sposato con Laura e papà di Giulia, appassionato di tanti (troppi) sport da sempre, amante delle discipline americane, è transitato attraverso esperienze nei quotidiani (Il Giorno, per il quale scrive ancora, Tuttosport, freepress), in Radio (Radio 24, AGR), Internet (Leonardo) e dal 2009 ha trovato la sua dimensione come telecronista di diverse discipline (sci, nuoto, tuffi, scherma, pallavolo, pallanuoto ecc.) su Eurosport Italia. Ma continua ad amare anche la scrittura alla follia e dall'aprile 2014 collabora con Race ski magazine