Vail 2015, Kueng sbanca la Birds of Prey. Brutta Italia

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Sul podio della discesa Ganong e Feuz

Esulta la Svizzera! E’ Patrick Kueng il campione del mondo della discesa iridata di Vail/Beaver Creek e la medaglia di bronzo è di Beat Feuz. Prima medaglia iridata della carriera per Kueng, che tuttavia non è certo uno sconosciuto. Attenzione, questo trentenne elvetico ha vinto in carriera la libera di Wengen e soprattutto ha trionfato a Beaver in superG. Insomma, uno che ha feeling sulla ‘Birds of Prey’, non certo una meteora. Tuttavia, oggi ci aspettavamo Kjetil Jansrud, Matthias Mayer, Hannes Reichlet e Dominik Paris come autentici pretendenti al titolo iridato. Invece ecco Kueng, che è stato il più efficace a tirare le curve della ‘Uccelli da Preda’ e soprattutto il più regolare dall’inizio alla fine. Molto bene sul piano e poi solido sui tornanti americani della parte alta, quelli che ti fanno fare la differenza e ti fanno portare velocità quando la pista spiana ancora. Kueng taglia il traguardo staccando il compagno Beat Feuz di 31 centesimi, attaccando anche nel finale azzeccando le linee.

GANONG D’ARGENTO – Ma fra i due svizzerotti si infila il vincitore della libera di Santa Caterina: lo statunitense Trevis Ganong pennella a dovere e si piazza d’argento a 24 centesimi dalla vetta. Per tre centesimi perde il podio l’americano Steven Nyman, comunque grande protagonista oggi. Quinto il francese Guillermo Fayed, sempre eccellente sesto il ‘risorto’ norvegese Aksel Lund Svindal. Molto bene il ceco Ondrej Bank e poi a chiudere i ‘top ten’ Adrien Theaux, Andrew Weibrecht con lo stesso tempo di Carlo Janka. Deludono gli austriaci Matthias Mayer e Hannes Reichelt dodicesimo e tredicesimo. Addirittura quindicesimo Kjetil Jansrud.

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MALE GLI AZZURRI – E l’Italia? Chi l’ha vista? Una sconfitta che brucia. Peccato. Mai in gara. Christof Innerhofer che chiude ventiquattresimo: lento sul piano iniziale e sempre ad inseguire nei tratti tecnici. Werner Heel trentaduesimo sulla stessa linea. Ved anche Matteo Marsaglia ventottesimo. Dominik Paris parte forte a dire la verità: davanti al primo intermedio ma un grave errore nella parte alta lo leva subito dalle speranze di medaglia. Non recupera, chiude poi relegato al ventitreesimo posto. Cosa succede ragazzi? Domani c’è l’ultima occasione per rifarsi: la combinata alpina.