Vail 2015, Grange torna al trionfo. Hirscher ‘inforca’

Argento e bronzo alla Germania. Italia a secco di medaglie

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Quattro anni dopo è tornato. Dopo Garmish 2011, ecco Beaver Creek 2015. Il francese Jean-Baptiste Grange è il neo campione del mondo di slalom. Contro ogni pronostico il transalpino è tornato sul gradino più alto del podio, con una manche perfetta che ha sicuramente messo tensione agli atleti ancora in partenza. Dopo tanti infortuni Grange è tornato nell’appuntamento più importante della stagione. È sua la medaglia d’oro dell’ultima gara del mondiale americano. Il francese non saliva sul podio dal febbraio del 2011, quando concluse terzo lo slalom di Bansko. Medaglia d’argento per il tedesco Fritz Dopfer, staccato di 35 centesimi, con bronzo all’altro tedesco Felix Neureuther, a 55, entrambi autori di alcuni errori nella parte centrale. Grande recupero di Henrik Kristoffersen che ha fatto segnare il terzo tempo di manche e si è fermato a due centesimi dal bronzo.

HIRSCHER ‘OUT’ – La seconda manche è stata ricca di colpi di scena. A partire da Marcel Hirscher, che tutti si aspettavano sul trono dello slalom e che invece ha inforcato subito dopo il terzo intermedio che, comunque, lo vedeva avanti di soli sei piccolissimi centesimi, contro i 70 della partenza. Hirscher è sicuramente lo sconfitto numero uno dello slalom, ma anche del gigante, con zero medaglie d’oro nelle due discipline (argento in gigante), anche se ha vinto due titoli in combinata e team event. Poi il russo Alexander Khoroshilov che dal secondo posto provvisorio è sprofondato in ottava posizione, mancando la sua prima medaglia e il primo podio mondiale per la Russia. Indietro anche gli svedesi Mattias Hargin e Andre Myhrer, arretrati rispettivamente al quinto e sesto posto.

MOELGG UNDICESIMO – Non è riuscito il grande recupero agli azzurri. Sono scattati dal cancelletto di partenza attaccando e cercando di scalare posizioni, ma solo Manfred Moelgg è riuscito a tagliare il traguardo della seconda manche. Il marebbano ha concluso undicesimo, a 2”53 dalla vetta. «Sono contento a pezzi, ho perso nuovamente tanto nella parte finale, ci ho provato, ho fatto del mio meglio». La gara di Stefano Gross è invece finita sull’ultimo ‘dossetto’ con una inforcata piena. Era partito bene, poi nella parte centrale aveva perso terreno e quando era in pieno recupero è arrivata l’inforcata. Nulla da fare anche per Patrick Thaler, uscito a metà tracciato dopo essere stato ‘sbalzato’ fuori. Era partito davvero forte e al secondo intermedio aveva oltre un secondo su Foss-Solevaag, leader in quel momento. «Ho attaccato, avevo preso un bel ritmo, poi mi sono passati avanti i piedi, come spesso mi succede, e ho sbagliato».

 

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3 COMMENTI

  1. @invadente "Roda a casa"? Sta risanando i debiti fatti dai 2 presidenti precedenti. Siete davvero convinti che se ci fosse stato un altro presidente oppure Ravetto, ci sarebbero state delle medaglie? Avete mai sentito parlare di Informatica System e rivista Sport Invernali? Lasciamo lavorare in pace il presidente, e non diamogli colpe che non ha per gli insuccessi ai mondiali. Brignone, Gross, Paris, Razzoli, Thaler, Fanchini, Merighetti e Nani, sono tutti atleti che sulla carta avevano chance di medaglia e purtroppo per loro soprattutto, ricordiamoci che sono i primi ad essere dispiaciuti, non è andata come speravamo e come speravano.

  2. Grazie a Dio non c'è un carro del vincitore sul quale salire, non c'è un salvatore della patria come in altre occasioni; quell'improvviso raggio di sole capace di cancellare ogni ombra.Dall'inizio dei mondiali fino all'uscita di Gross abbiamo sperato che succedesse il miracolo.Forse tra le nazioni titolate siamo i più bastonati, quelli che non sono riusciti a raggiungere quei tre gradini oltre i quali , per molti, sembra non esistere altro.Il passato seppur recente non conta, il presente rattrista ed il futuro non ci consola. E' terribile, certo, eppure molti altri grandi nomi non hanno colto quello che si aspettavano. Non si può pensare nemmeno per un secondo che gli avversari rimangano a guardare incantati.
    Forse questo è il ruolo dello spettatore che a volte è così magicamente coinvolto da non tenere in considerazione il fatto che mesi di lavoro possano crollare in un minuto di gara. Il fatto che l'ultima gara sia stata vinta da un atleta che ben pochi avrebbero pronosticato pochi minuti prima, può insegnare molto. Accidenti ma è lo stesso arrivato sesto quest'anno ad Adelboden mentre Gross vinceva e Razzoli veniva applaudito per il suo quarto posto.Cari amici/nemici, non so se mi spiego.