Vail 2015, Fenninger campionessa del mondo in superG

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Partenza abbassata, gara splendida. Argento Maze, bronzo Vonn. 10a Curtoni

Una campionessa unica, che non sbaglia quando conta di più, che sa adattarsi a ogni tipo di condizione (neve e pista), che tecnicamente è al top, ma sa essere scorrevole quanto basta. Una campionessa di 25 anni, degna del titolo mondiale e di entrare nella storia, perché mai nessuna, prima, aveva conquistato l’oro iridato in superG da olimpionica in carica nella disciplina. Sulla splendida ‘Raptor’ di Beaver Creek, Anna Fenninger si consacra fenomeno assoluto di questo sport e vince il secondo oro mondiale, dopo quello in supercombinata di Garmisch-Partenkirchen 2011. Battuta per 3 centesimi una grande Tina Maze, e per 15 un’ottima Lindsey Vonn (entrambe, va detto, non fortunate con il vento). Podio regale per l’avvio dei Mondiali a Vail 2015. Anna in superG ha vinto 1 volta in Coppa del Mondo, a Garmisch-Partenkichen, ma collezionato anche sette secondi posti, di cui tre consecutivi quest’anno, prima della prova odierna. E in ogni caso, è la campionessa mondiale e olimpica in carica della disciplina… 

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GARA – Partenza ritardata di mezz’ora per via del forte vento e abbassata di sei porte. Non più sopra il muro, ma già sul muro. Peccato, ma lo spettacolo è stato comunque di altissimo livello, grazie anche alla tracciatura intelligente, tecnica, difficile, ma intrigante di Roland Assinger. E ancora una volta, si confermano degli autentici maghi gli allenatori austriaci: quando tracciano loro, vincono le ragazze del Wunderteam in superG: è capitato a Garmisch 2011 con Goergl e a Sochi e oggi con Anna Fenninger. Parte iniziale molto difficile, sul ripido, con tracciato stretto, curve a gomito; seconda ‘porzione’ di muro sempre con curvoni, ma più lunghi, poi tanti dossi sul raccordo tra ripido e piano, quindi sezione finale piatta e non difficile, con qualche onda da lavorare e nulla più. In alto ha compiuto un capolavoro Anna Fenninger, stretta e sempre alta di linea, ma comunque rotonda, sopra lo sci, all’attacco, solida, grintosa, convinta. Ha guadagnato fino alla mini-compressione che immette sul piano quei 17 centesimi poi decisivi per la vittoria finale, diventati solo 3 in fondo, ma comunque sufficienti. Tina Maze è stata praticamente perfetta, non ha nulla di rimproverarsi, Anna ha mostrato qualcosa (pochissimo) in più di lei nel tratto iniziale. E stop. Lindsey Vonn, invece, è sembrata un pochino ‘guardinga’ nel difficile tratto iniziale: si sa che lei soffre, a volte, le curve strette sul ripido, e il tracciatore austriaco è stato comunque bravo a disegnare un superG che potesse esaltare le caratteristiche di Anna e nel contempo creare qualche tarlo, per quanto possibile, nella mente soprattuto di Vonn e Maze. Ma fa parte del gioco. Comunque Fenninger ha messo tutto il resto e tanto è bastato, per una prova magistrale. Successo risicato, ma meritato.

ALTRE – Quarta Cornelia Huetter, che si conferma al top della disciplina, staccata di 0’’26, bravissima in fondo ma ancora di più sul muro; quinta una Viktoria Rebensburg molto scorrevole, che potrà essere un fattore in discesa, staccata di 0’’78. Sesta Weirather a 1’’03, brava in fondo, un po’ più in difficoltà in alto, settima la vera delusione di giornata, Lara Gut, che qui aveva vinto un anno fa in superG e che oggi non ha saputo sciare all’altezza delle sue possibilità, proprio sul muro, con alcune curve preparate e anticipate come non è tipico della ticinese. Peccato, ma capita. Può rifarsi in discesa, non deve però farsi condizionare dalla pressione. Ottava Kling, nona Mancuso e decima la prima delle azzurre, una ritrovata Elena Curtoni, bravissima nella parte del muro, con voglia, grinta, decisione, ma anche ‘sopra’ lo sci come non la si vedeva da tempo, e poi purtroppo troppo lenta in fondo. Speriamo sia comunque l’inizio della seconda parte della sua carriera. E’ un risultato che non vale certo la medaglia, lontana, ma può dare fiducia per come è stato ottenuto, sprattutto se paragonato alle gare del recente passato. Fuori Hosp e soprattutto Goergl, nello stesso punto: Elisabeth stava sciando benissimo ed era da medaglia. Ma bisogna anche arrivare, naturalmente… L’Austria comunque non si può certo lamentare… 

ITALIA – Dodicesima Nadia Fanchini, che non ama questo tipo di neve del Colorado, 18esima Francesca Marsaglia, fuori un’ottima e coraggiosa Daniela Merighetti, scivolata sull’interno, per fortuna senza conseguenze. Prossima gara per le donne, la discesa libera venerdì, alle 19 ora italiana.   

 

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REDATTORE - Milanese, 39 anni, laureato in Lingue, sposato con Laura e papà di Giulia, appassionato di tanti (troppi) sport da sempre, amante delle discipline americane, è transitato attraverso esperienze nei quotidiani (Il Giorno, per il quale scrive ancora, Tuttosport, freepress), in Radio (Radio 24, AGR), Internet (Leonardo) e dal 2009 ha trovato la sua dimensione come telecronista di diverse discipline (sci, nuoto, tuffi, scherma, pallavolo, pallanuoto ecc.) su Eurosport Italia. Ma continua ad amare anche la scrittura alla follia e dall'aprile 2014 collabora con Race ski magazine

4 COMMENTI

  1. Ersi sono d'accordo sul creare un ranking dei tracciatori,per lo spettacolo e per mettere in luce le capacità degli stessi.
    Domenica 1/2 il 70% di allievi/e è uscito in una gara del circuito trentino per colpa di un mentecatto che credeva di fare il papà Kostelic coi boce di quattordici anni………