Una discesa troppo rischiosa dopo solo due mezze prove?

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Anja Paerson lascia l’infermeria al parterre di Creekside con le proprie gambe e torna in paese in motoslitta, mentre nello stesso momento la rumena Edith Miklos viene caricata sull’ambulanza. Brutte cadute nella discesa femminile. Ieri nella riunione dei capisquadra il tecnico austriaco Mayrhofer aveva chiesto che fosse disputata una terza discesa di prova: troppo rischioso gareggiare dopo due mezze prove, disputate tra l’altro in condizioni e orari diversi da quelli della gara. Ma Skaardal era stato irremovibile: si va avanti. Così si va avanti. Il capo allenatore svedese, Ulf Emilsson esce dall’infermeria ed è circondato dai giornalisti svedesi, quando tocca a noi gli chiediamo se non c’era un pericolo-sicurezza in pista, dopo solo due prove. «Di sicuro era meglio fare una terza prova – e poi, allargando le braccia – ma questa è l’Olimpiade, volevano andare avanti». Sulle condizioni di Anja parla papà Paerson, Anders: «Ha preso una brutta botta al polpaccio: un problema di tipo muscolare. Il ginocchio sembra a posto. Faremo altri accertamenti adesso, ma Anja dovrebbe continuare». Più serio l’infortunio a Edith Miklos: è il capodelegazione rumeno a spiegarci la situazione: «E’ cosciente, parla. Il problema è la gamba». Terza prova sì, terza prova no. Dominique Gisin esce dall’infermeria ancora scossa: «Non so, forse in prova sarebbe successo lo stesso. Il problema è stato quello che alla fine ero stremata fisicamente, ma soprattutto psicologicamente. Non ero più lucida».

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