Tutti gli uomini di… Ravetto

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I tecnici sostengono nel merito le 'battaglie' del dt

Ai Mondiali di Garmisch Partenkirchen e anche in questo fine settimana di Coppa del Mondo a Kranjska Gora abbiamo avuto modi di parlare con i tecnici della ‘querelle’ infinita che coinvolge Claudio Ravetto e Giovanni Mozenti. Per il momento nessuna dichiarazione ufficiale in materia, ma sembra proprio che le ‘battaglie’ portate avanti dal direttore tecnico siano condivise. Bocche cucite da parte degli allenatori responsabili di Coppa del Mondo? Si aspetta ancora un pò, ma i temi che ha sollevato Ravetto vedono ampio sostegno da parte dello staff. Sicuramente non è andata giù la gestione del tema dei test atletici, dalla fine del raporto con il Centro Mapei fino al fatto che non sono stati coinvolti direttamente nelle nuove scelte. Poi il discorso dell’abbigliamento, sicuramente incompleto e arrivato a metà stagione, quindi la questione dei contratti rescissi ed infine i cronici ritardi nella programmazione per la stagione futura. I programmi di massima sono stati fatti già appena conclusi i Mondiali, le piste sui ghiacciai, gli impianti indoor e le trasferte oltreoceano già programmate. Non per quel che riguarda le squadre azzurre però. Agli allenatori non interessa entrare nel merito dei contrasti fra presidente e dt, ma sostengono Ravetto sulle ‘battaglie’ per l’autonomia, la programmazione, l’efficienza. Dicevamo la questione dei contratti rescissi tramite la famosa lettera recapitata a casa ai coach nei giorni passati. Ricordate la motivazione del Consiglio federale del 22 febbraio? Si diceva che per una legge statale, la 122, per riorganizzare contratti, stipendi e consulenze era necessario far decadere i contratti in essere e aspettare i nuovi contributi CONI. Una bufala. La giunta del CONI infatti aveva già dichiarato che questa normativa varrà dal 2012. Come mai i contratti sono stati disdetti allora? «Era una scelta obbligata, perchè il bilancio non è stato approvato», fa sapere il pontiere e ‘pompiere’ Antonio Noris, vice-presidente vicario Fisi. Sostiene invece Rainer Senoner, consigliere di minoranza: «Morzenti ha voluto mettere le mani avanti, un errore. Hanno fatto un atto di forza. Ogni anno siamo alle solite, sempre in ritardo sulla programmazione e sulle scelte di lungo periodo». 
 

2 COMMENTI

  1. Una vicenda che assume sempre di più i connotati della farsa!! Il CONI puntualizza ma non fa nulla per preservare l'unica fonte di ricchezza della federazione. Il suo patrimonio umano!!!
    Un presidente così non solo è indegno per il suo casellario giudiziario, ma anche per le sue qualità manageriali, sempre più inadeguate al ruolo di cui è stato investito. Se i tesserati non si danno una svegliata, la FISI sarà da buttare nel gabinetto, altro che appeal per nuovi finanziatori!!