'Trenta soci per fare un club? Giusto, anche meno'

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Carmelo Ghilardi interviene sull'Assemblea Starordinaria

Tocca a Carmelo Ghilardi, presidente del Comitato Alpi Centrali e già candidato alla presidenza FISI la scorsa primavera, parlarci della prossima Assemblea Straordinaria che si terrà sabato a Modena e che in agenda vedrà il cambiamento dello Statuto.

ATTIVITA’ ECCELLENTE – Prima Ghilardi vuole fare una precisazione: «Vorrei dare alcuni dati sull’attività del Comitato Alpi Centrali, del resto l’attività è la cosa più importante. A livello giovanile abbiamo chiuso la stagione con 26 ori, 28 argenti e 19 bronzi ai Campionati Italiani, per lo sci alpino i numeri sono 6, 7 e 4. Insomma, grandi risultati, senza dimenticare gli atleti che ogni anno vanno in squadra nazionale».

«ABBASSARE ANCORA I NUMERI PER COSTITUIRE UNA SOCIETA’» – Ghilardi è soddisfatto della scelta di abbassare il numero dei soci per formare uno sci club anche se precisa: «E’ una cosa positiva, una scelta sensata. Tuttavia fosse per me abbasserei ancora il numero, a volte per pochi numeri non si riesce a costituire una società, e questo avviene soprattutto nelle aere metropolitane».

SI AL DOPPIO TESSERAMENTO – Ancora il numero uno lombardo: «Utile anche il doppio tesseramento, dobbiamo trovare formule nuove, per cercare di fermare l’emorragia delle iscrizioni alla Federazione Un doppio tesseramento che preveda tessere per agonisti e poi promozionali per atleti alle prime armi e per simpatizzanti, sostenitori. Insomma, almeno un doppio binario. Abbiamo perso a livello nazionale 7000 tessere, in Alpi Centrali più di 1200. Dobbiamo trovare tutti insieme una soluzione. Questo sarà la sfida più ardua dopo l’Assemblea».

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RESPONSABILE WEB - Milanese classe 1974, è giornalista pubblicista. Dal 2004 segue la Coppa del Mondo di sci, dal 2007 lavora con la Mulatero Editore. È responsabile sito web e area agonismo di Race Ski Magazine e inviato sul campo. Accreditato a tre Olimpiadi invernali: Torino, Vancouver e Sochi. Quando non è sulla neve, pedala...

1 COMMENTO

  1. La facilitazione alla costituzione di società sportive viene sempre venduta come un aspetto positivo, ma occorre soffermarsi anche sui fini che animano troppo spesso i dirigenti sportivi delle federazioni CONI.
    Le modalità elettive delle Assemblee Federali fanno si che i voti di molte piccole società prevalgano sui voti di società impegnate nell’agonismo e nella promozione tecnica ad alto livello; è evidente che le finalità delle due tipologie sono molto differenti: scampagnate sulla neve contro valorizzazione ai massimi livelli dello sci. Entrambe sono importanti, ma da un punto di vista politico-elettivo è rischioso mischiarle.
    Federazioni come il tennis, ad esempio, stanno pagando da decenni lo sbilanciamento delle società dei tennisti da club contro le pochissime società ad alto contenuto tecnico: un uomo politico avveduto sa condizionare più facilmente il voto, per proprio interesse, magari promettendo piccoli incentivi, degli elettori provenienti dalle piccolissime società. Il tutto poi però si ribalterà negativamente sulle futura gestione federale penalizzerà l’attenzione alla vera promozione dell’attività sportiva e ai risultati agonistici nel medio-lungo periodo.
    A mio parere accanto alla facilitazione per la costituzione di una società deve essere associata una profonda revisione delle modalità elettive e di voto, che devono tenere conto gli obiettivi delle Federazioni e il reale contributo delle singole società al loro raggiungimento: questo per evitare quello che è un vero e proprio voto di scambio.