Tessa Worley, stagione finita

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Rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro

Tessa Worley dice addio ai Giochi Olimpici di Sochi. Dopo gli esami a Lione il bilancio è ‘rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro con una piccola lesione del menisco esterno’. Un brutto colpo per la francese: solo due giorni fa festeggiava il trionfo in Coppa del Mondo nel gigante di St. Moritz, adesso stagione finita dopo la caduta nella prima manche dello slalom di Courchevel.

9 COMMENTI

  1. La mia impressione e che ci sia di mezzo qualcuno che guarda alle sue tasche e non alla sicurezza degli atleti,da anni sostengo che l'attacco è fermo nello sviluppo da 15 anni.Ma vi rendete conto di cosa siano 15 anni per la tecnologia?
    Se lo psicolabile di Gunther Hujara sapesse fare il suo lavoro saremmo avanti anche con l'immagine dello sci,come ha saputo fare il volpone di Berny in F1.

  2. … intanto i cartelloni pubblicitari a 5 metri dal tracciato potevano essere evitati ( ostacolo reale e problema psicologico) poi penso che in passato siano stati fatti molti tentativi per cambiare gli attacchi ma con scarsissimo successo ( uno fra i tanti il sistema Nava) Un attacco di sicurezza elettronico è rischiosissimo per problemi di impatti, gelo, batterie, … a mio modestissimo parere il sistema meccanico è l'unico possibile. Su questo si potrebbe lavorare. Visto che oggi esistono le piastre ( …che non c'erano prima di 20 anni fa quando nacque il sistema puntale/talloniera) si potrebbe vincolarle agli scarponi con dei perni/magneti/giunti eliminando puntale e talloniera, creando un sistema unico piastra/scarpone. Sicuramente su questo stanno lavorando i produttori … sarebbe interessante sentire le loro voci anche se credo che, per questioni di brevetti, non direbbero molto. Certo è che chi trovasse una soluzione si accaparerebbe tutto il mercato .

  3. ersi sono dispiaciuto ma i tuoi gusti da solo non costituiscono "mercato" e non credo che i grandi produttori siano sprovveduti in fatto di ricerche di mercato. e poi non mi sembrava che il mio intervento parlasse in primo piano solo di costo. ma tant'è…

  4. @trailblazer… Una questione di costi? Sul mercato da qualche anno esistono zaini molto costosi che in caso di slavina ti salvano la pelle… eppure molti sciatori li comprano. Lo stesso vale per gli attacchi… io preferirei spendere molto per acquistare attacchi super sicuri piuttosto di farmi i legamenti e poi spendere un sacco di soldi dopo per la riabilitazione!!!!

  5. Non sono propriamente un progettista elettronico ma sono sempre a contatto con i "cervelloni": per la mia esperienza i problemi tecnici dell'uso di dispositivi elettronici in movimento e all'aperto sono la temperatura di esercizio e l'alimentazione della sensoristica. Magari anche se fattibile tecnicamente, la successiva industrializzazione porterebbe un costo di prodotto non appetibile ai produttori e come si sa nessuna industria si imbarca in progetti che non possono avere uno sbocco sul mercato

  6. Sposo la tua annotazione al 100%. Gli attacchi sono un settore ancora molto poco inesplorato. Nell'epoca della microelettronica applicata a qualsiasi dispositivo, non si capisce perché le aziende non investano in questa direzione.

  7. innovazione per gli attacchi ma se poi li tirano al massimo è inutile…forse dare un limite alla forza massima di sgancio può servire a qualcosa…meglio piangere per una gara persa per colpa di uno sci sganciatosi o piangere per una lesione alle gambe??

  8. Ci hanno imposto il cambio di materiali in nome della sicurezza… Perché gli attacchi, che sono fondamentali nel preservare dagli infortuni lo sciatore, sono progetti di vecchia o addirittura vecchissima data? Nessuna azienda ha investito sulla innovazione in quella direzione… Per me si potrebbero ottenere ottimi risultati!