Sulle rampe dell'Alpe d'Huez

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In bici con gli azzurri sulla leggendaria ascesa transalpina

Giornate eterne, infinite. Sportive, estenuanti, comunque divertenti. Procede a ritmi serrati il primo raduno sulla neve dei discesisti a Les 2 Alpes. Al mattino tutti in ghiacciaio, al pomeriggio le più svariate attività. Palestra, quella non manca mai, per la stabilizzazione, la propriocettività e la forza. Poi l’arrampicata, tennis, corsa. Oggi è stata la volta della bici. Abbiamo seguito Werner Heel, Hagen Patscheider, Siegmar Klotz ed il preparatore atletico Tommaso Frilli alla volta dell’Alpe d’Huez, sulla mitica ascesa transalpina, ‘pezzo da novanta’, classicissimo arrivo in salita del Tour de France. Partenza da Les 2 Alpes in discesa, poi riscaldamento in pianura e l’attacco della salita. Caldo questo pomeriggio, ma nessuna nuvola in cielo, vuoi al mattino in ghiacciaio, vuoi al pomeriggio in ogni angolo dell’Isere. Alpe d’Huez vuol dire 1136 metri di dislivello, quattordici chilometri e duecento metri, da 724 a 1860. In salita si pedala agili, perchè come dici Frilli: "E’ necessario, per quanto è possibile, limitare affaticamenti muscolari, la settimana è ancora lunga". Testa della corsa: Heel, Klotz, e anche Gabriele Pezzaglia. A seguire Frilli e Patscheider. In ammiraglia il nostro Niccolò Zarattini munito di videocamera con Richard Mazagg. Heel rientra in bici, Klotz e Patscheider in ammiraglia. I giovani altoatesini sono inesauribili: tornano a Les 2 Alpes e arrampicano fino all’ora di cena.