Snowplay: presentato il primo skidome italiano

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Sarà costruito a Borgo San Martino nei pressi di Casale Monferrato

Il primo skidome italiano non è più utopia: questa mattina, infatti, presso la sede del consiglio provinciale di Alessandria, la società torinese Sempresci ha presentato il progetto ‘Snowplay’, la prima struttura indoor per gli sport invernali in Italia che dovrebbe sorgere entro la fine del 2012 a Borgo San Martino, un piccolo centro a sei chilometri da Casale Monferrato. Grande entusiasmo da parte di tutti i relatori, a partire dal presidente provinciale Paolo Filippi, che probabilmente tutto si sarebbe aspettato nel suo mandato tranne che ‘varare’ un nuovo impianto sciistico di portata e interesse internazionale sulle verdi colline del Monferrato. «Sembra quasi un paradosso – il suo commento – proprio nel momento in cui la crisi dell’industria del freddo, da sempre uno dei capisaldi economici della provincia, sta creando problemi sul territorio, sarà la neve a offrire nuove possibilità di crescita e posti di lavoro specializzati». Totale supporto, dunque dagli enti locali, che hanno assicurato priorità massima nel percorso burocratico dei permessi per la costruzione del complesso, che prevede anche parcheggi e due strutture da adibire a centri commerciali: posa della prima pietra prevista tra circa 12 mesi, lavori di completamento nel giro di circa un anno. Alcuni numeri: la pista sarà lunga 350 metri, con una larghezza importante di 80 metri (20 metri più di Landgraaf per intenderci) e una pendenza media del 20%. L’altezza massima del capannone sarà di 60 metri, per una superficie sciabile di circa 28.000 metri quadrati. Il progetto è stato curato da un gruppo di quattro tecnici che si sono occupati di tutti gli aspetti, dal reperimento dei fondi necessari alla realizzazione, alla ricerca del sito idoneo, fino alla presentazione del progetto definitivo: Massimo Di Donato, uno dei tecnici più stimati a livello nazionale nell’ambiente dello sci agonistico, gli architetti torinesi Stefano Giacosa ed Ezio Ruffino e il geologo Gianfranco Gardenghi. L’investimento di partenza, di circa 30 milioni di euro, è interamente a capitale privato. «Si tratta di investitori piemontesi – ha spiegato Di Donatomolto entusiasti di questa iniziativa. Per ora preferiscono restare anonimi, ma assicuriamo che il capitale viene totalmente dal nostro territorio». L’architetto Ruffino ha confessato di aver concepito il suo disegno pensando ad un grande insetto, tipo un millepiedi, che poggia zampe e corpo sulla collina, adagiandosi in modo più possibile sinuoso. «Il più ampio utilizzo possibile di tecnologie a bassissimo o nullo impatto ambientale (solare, geotermia a bassa entalpia, sistemi a pompa di calore) ne fanno un impianto altamente eco-compatibile e conservativo, in grado di contribuire addirittura al conto energia nazionale con una potenza di 2,5 MWatt, che sarà ottenuta dalla copertura pressoché totale del tunnel con pannelli fotovoltaici ad alta efficienza».
Tutto sembra dunque procedere nel verso giusto.
«Per quanto riguarda l’aspetto sportivo – ha concluso Di Donatoabbiamo visitato attentamente tutte le principali strutture esistenti, per valutarne i pregi e capire i difetti. Costruiremo un impianto importante, che potrà dare grande impulso al movimento agonistico dello sci alpino, ma allo stesso tempo avvicinare tanti giovani alla pratica dello sci». Vi terremo informati sugli sviluppi: tutto il mondo dello sci Italiano ha accolto con grande interesse questo progetto, ne è testimonianza la presenza del vice-presidente della Fisi Antonio Noris alla conferenza stampa. Nella finestra video potrete ascoltare dalla viva voce di Massimo Di Donato le principali caratteristiche dello ‘Snowplay’.

6 COMMENTI

  1. bellissima iniziativa che contrasta davvero con la pessima gestione degli impianti TO2006 in particolare pista bob e trampolini.
    A proposito dei trampolini lo sapevate che quest'inverno non han messo le reti (costo 30.000

  2. Ne sono felice, come appassionato di sci e come piemontese. Bizzarro, comunque, che sia la provincia di Alessandria – dimostrando fiuto imprenditoriale e capacità di ragionamento fuori dagli schemi – ad ospitare una simile opera e non quella di Torino che pure ha ospitato le Olimpiadi nel 2006 e che – invece – naviga nelle italianissime acque tempestose degli scarichi di responsabilità per l'indecorosa gestione del post olimpiadi (quanto sta accadendo in questi giorni per l'impianto del Bob di Cesana è desolante).
    FORZA Alessandria! E FORZA agli imprenditori piemontesi che ancora hanno voglia di investire sul e per il territorio!
    Grazie di cuore.