Skipass, il discorso integrale di Flavio Roda

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A Modena intanto Innerhofer e Paris atleti FISI 2013

Ecco il discorso integrale del presidente FISI Flavio Roda a Modena presso la fiera degli sport invernali Skipass, dove sono stati fra l’altro eletti atleti dell’anno FISI ex-equo Dominik Paris e Christof Innerhofer.

La stagione 2013-2014 è una stagione importante. E’ stagione “olimpica” e, come in ogni stagione olimpica, stagione che si conclude con l’assemblea elettiva. E’ una stagione speciale, di consuntivi e di programmi.  Solo che quest’anno, questa volta, è un po’ più “speciale” del solito: arriva al termine di una gestione che, nella primavera prossima, sarà durata solo un biennio e che, proprio perché così breve, rende un pochino più complicato parlare di veri consuntivi e di veri nuovi programmi. Possiamo quindi parlare solo di quello che abbiamo iniziato a fare, in questo breve lasso di tempo, e di come vediamo la Federazione oggi e, in prospettiva, nel futuro. Di quanto c’è da fare, da migliorare, di quanto occorre adoperarsi: con dedizione, sacrificio, spirito di servizio. Cosa abbiamo imparato in questo anno e mezzo trascorso insieme? In estrema sintesi, che la Federazione è una realtà assai complessa. E che è anche una realtà dei nostri giorni.  E’ realtà complessa perché, non lo scopro certo io per primo, la straordinaria varietà di discipline sportive che la compone è una ricchezza (in termini di esperienze, di valori e di importanza agonistica) ma comporta complicazioni organizzative e gestionali altrettanto straordinarie: quasi come se fossimo, effettivamente, undici federazioni diverse (ma con una dotazione patrimoniale ed un risultato di cassa non proprio moltiplicato per lo stesso numero …). 

E’ poi una realtà dei nostri giorni, perché risente delle medesime problematiche che purtroppo nel nostro paese affliggono molte altre realtà: economiche, istituzionali, sociali.   Ed infatti, la Federazione è figlia ed è tuttora parte integrante della pubblica amministrazione e necessita quindi di grande attenzione nella razionalizzazione delle risorse, nella riduzione dei costi e degli sprechi, nella eliminazione di grandi e piccole inefficienze;  è afflitta dagli effetti di una crisi economica che comporta la continua riduzione della base associativa e dei praticanti di discipline che comportano sforzi economici importanti per gli atleti e per le famiglie;  è gravata dalla responsabilità di reperire risorse da dedicare all’attività in un momento nel quale le aziende, anche quelle che da sempre sono state a noi vicine, hanno sempre meno mezzi da investire e sono giustamente concentrate sulle loro proprie problematiche di bilancio;  è consapevole di non voler, e non poter abusare dell’imprescindibile e fondamentale aiuto e del supporto che comunque le viene garantito dalle istituzioni ed in primis dal Coni, in un momento nel quale le risorse pubbliche debbono esser utilizzate con la massima accortezza.  Consapevoli di tutto ciò, abbiamo messo a fuoco l’unico obiettivo possibile:  ottimizzare il reperimento e l’uso delle risorse da dedicare all’attività dei nostri tesserati e dei nostri atleti.  Sul fronte dell’organizzazione interna, dell’attenzione ai costi, degli sprechi, abbiamo subito capito che il lavoro da fare era, ed è ancora molto.  C’è molto ancora da fare per recuperare sprechi ed inefficienze che per tanto tempo hanno sottratto risorse importanti ad esclusivo danno di chi pratica i nostri sport e l’agonismo; e la realtà interna della Federazione, cos’è veramente la Federazione  e come potrebbe lavorare meglio, sono temi che difficilmente si possono capire se non si è veramente al dentro della gestione quotidiana.

E quindi:  –    Abbiamo dovuto porre termine ad emorragie generate da procedimenti giudiziari generati da scelte gestionali forse discutibili e poi non seguiti, o non risolti, da chi nel tempo ha forse pensato fosse meglio lasciare che il problema emergesse nel bilancio delle gestioni federali successive (il caso Informatica System è solo un esempio; altri ne sono seguiti ed hanno generato oneri pesantissimi che abbiamo iniziato ad estinguere).

 –    Ci siamo accorti che negli anni ingenti crediti vantati dalla Federazione, nei confronti di controparti tanto private quanto pubbliche, venivano abbandonati ad una gestione a dir poco disattenta, determinando crescenti difficoltà nella successiva riscossione (stiamo affrontando ora una complessa attività di riclassificazione di crediti che sono rimasti, non riscossi, nelle pieghe del nostro bilancio in alcuni casi da 10 anni, per affrontare una complessa attività di recupero che in parte abbiamo già avviato; e non possiamo escludere che per alcuni le verifiche in corso ci indichino la necessità di abbandonare ogni speranza di realizzo ed azzerare le relative partite di bilancio).

 –    Abbiamo individuato gravi e persistenti casi di incuria nella gestione e nell’utilizzo dei beni messi a disposizione della Federazione, tali da generare ingenti oneri risarcitori o costi di sostituzione ben più elevati di quanto usuale (la sola incuria nella manutenzione dei mezzi e della attrezzature messi a disposizione da fornitori e sponsors della Federazione ha comportato, nell’ultimo periodo, oneri straordinari di diverse centinaia di migliaia di euro: stiamo lavorando per affinare le procedure volte a responsabilizzare le nostre stesse strutture interne per un uso migliore delle nostre risorse.

 –    Abbiamo iniziato a conformare la nostra struttura organizzativa ed amministrativa interna a canoni più vicini agli esempi del mondo delle aziende: non perché i nostro obiettivo sia il profitto, ma perché si attui finalmente una politica di gestione più attenta al contenimento dei costi ed all’equilibrio del conto economico: non più assunzioni indiscriminate di impegni di spesa da riversare sulle gestioni e sulle generazioni future, ma una gestione oculata che consenta di sapere che gli impegni presi siano già coperti da attività che matureranno.

 Sul fronte delle entrate della Federazione:  –    nel momento difficile che conosciamo e pur in periodo di recessione dell’economia, abbiamo cercato di stabilizzare il flusso di ricavi promo-pubblicitari, concludendo un importantissimo accordo con Infront, un primario operatore di settore che ci garantirà le migliori opportunità di accesso al mercato ed una possibile ottimizzazione dei risultati.   –    alla stessa logica, ma in funzione dell’allargamento della nostra base associativa e di tesseramento, rispondono le attività messe in atto sul fronte del tesseramento, per diminuire il costo della tessera ampliando al contempo il ventaglio di servizi: anche qui, imparando pian piano e, come accaduto quest’anno, correggendo rotta dove abbiamo capito che la strada poteva esser migliorata (senza dimenticare che, peraltro, i ricavi da tesseramento sono destinati al territorio per sostenere l’attività giovanile)
 Stiamo seguendo la strada che ho qui riassunto con l’aiuto e l’impegno del CONI, del nostro Consiglio Federale, dei nostri organi regionali e periferici, delle nostre strutture interne per fare in modo che, nel tempo, la Federazione abbia la struttura e gli strumenti per garantire solidità e continuità di gestione nel lungo periodo, indipendentemente da chi si avvicenderà ai vertici e nella gestione: nell’esclusivo interesse dell’attività, dei tesserati e degli atleti.