Sinfonia Kostelic sul 'sapone', azzurri in difficoltà

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Abbiamo seguito a bordo pista il gigante sulla Gran Risa

Per la seconda volta in questa stagione vince Daniel Albrecht in gigante dopo che tutti gli avversari sono andati in tilt per condizioni particolari. A Soelden era stato il ghiaccio a mettere in crisi i migliori gigantisti, qui sulla Gran Risa è stato il fondo nevoso della seconda manche, più simile a sapone che altro. Non è una condizione nuova di questa stagione, anche nella prima vittoria di Palander si verificarono condizioni simili: improvvisamente la Gran Risa diventa una pista da accarezzare con le lamine e non più un muro di vetro da attaccare. Non a caso è venuto fuori ‘Ivo’ Kostelic, l’atleta che forse in questo momento coniuga maggiormente tecnica, sensibilità ed esperienza. Nella seconda manche ha ‘pennellato’, quando è passato sulle ultime porte del muro non ha sollevato un filo di neve. Il suo tempo parziale è stato nettamente il migliore e gli ha permesso di risalire fino al secondo posto finale, che equivale anche al primo podio in carriera in questa disciplina. Albrecht è stato l’unico a reggere la rimonta del croato: si è arrangiato come ha potuto, attaccando sempre e comunque, anche se appariva chiaro che non era a proprio agio su quella neve. Quando ha tagliato il traguardo, Matteo Guadagnini mi ha guardato con faccia stupita. "Sembrava davvero che non andasse avanti" il suo commento. Già, proprio Matteo. Abbiamo seguito le due manche fianco a fianco con lui e abbiamo potuto percepire la partecipazione in ogni curva tirata dai suoi ragazzi. La delusione per l’errore di Simoncelli nella prima manche, la preoccupazione per le sterzate brusche di Moelgg, la soddisfazione per la prova convincente di Fill nella seconda, fino al crollo quando ha visto che il Blardo non è riuscito a confermare la posizione della prima manche. "Non mangiamo il panettone quest’anno" ha dichiarato tra lo sconsolato e il preoccupato. Ma in fondo il team dei gigantisti è compatto, basando le proprie certezze proprio su di un tecnico dello spessore di Matteo. E già da Adelboden si potrà puntare al riscatto.