Simoncelli, positiva la 'spedizione' oltreoceano

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Con Razzoli torna in Italia anche Staudacher, papà per la seconda volta

Oggi è tornato il sole nella Tierra del Fuego, ma la neve è ancora molle a causa della nevicata di due giorni fa. Intanto gli azzurri si preparano a fare le valigie. Ancora due giorni di sci per gigantisti e slalomisti, poi il rientro in Italia. Giuliano Razzoli non è riuscito a partire ieri per un problema con i voli, e proprio in queste ore l’olimpionico sta lasciando l’Argentina insieme a Patrick Staudacher, diventato papà per la seconda volta. Giovedì l’emiliano, che tre giorni fa si è fratturato il polso sinistro, si recherà a Milano dove la commissione medica Fisi lo visiterà. Intanto prosegue il lavoro degli azzurri. Abbiamo chiesto a Davide Simoncelli come sta andando la lunga trasferta argentina: "Mancano ancora due giorni ma posso fare un primo bilancio su questo periodo a Ushuaia. Mi sono allenato molto bene, dedicandomi in maniera particolare al gigante. Poi un po’ di slalom, ma senza velleità, solo per fare qualche cosa di diverso. In gigante va bene, anche perchè oltre al lavoro su una varietà di tracciati che avevamo a disposizione, ho testato diverso materiale. Torno in Italia con le giuste idee sugli sci, per proseguire al meglio il lavoro in vista della stagione che inizierà fra poco più di un mese a Soelden. Dal punto di vista fisico la schiena non mi sta dando problemi, ed il ginocchio doloronte per quella caduta prima delle Olimpiadi va molto meglio, solo qualche volta pizzica un pò". Dopo il periodo oltreoceano i gigantisti si riposeranno una decina di giorni. Poi il programma prevede un raduno insieme agli slalomisti a Moeltall, Austria, dal 27 settembre. Quindi altre due settimane di allenamento prima di Soelden. "Dove? Non sappiamo ancora, dipende dalle condizioni. O Tonale o Soelden, vedremo. Sarebbe fantastico trovare le condizioni come lo scorso autunno…", chiude il poliziotto di Rovereto.

5 COMMENTI

  1. messa giù così ha un profumo diverso Nicola. Scusa, anche io ho sbottato un po', ma conoscendo bene il Simo mi è venuto spontaneo replicare. Noto però che chi recupera a tempo record spesso attraversa in seconda battuta un periodo buio … mah ?! sicuramente la cosa è connessa all'approccio medico dello staff di questa o quella nazione.

  2. Non lo conosco, quindi probabilmente non sta cercando scuse e mi dispiace avere sbottato così. Volevo però constatare solamente che gli atleti italiani impiegano tantissimo a recuperare dagli infortuni e sono rimasto sorpreso quando ho sentito Simoncelli parlare dopo 7 mesi di un infortunio che all'inizio si era detto essere una semplice botta, quando per un crociato si rimettono gli sci dopo sei mesi… La cosa che spesso succede con i nostri è che appena si fanno male si dice che è solo una botta, poi invece dopo mesi ne parlano ancora. E' capitato con la "botta" al polpaccio della Karbon nel 2008, la "botta" al ginocchio di Rocca nel 2006 (dove invece si verificò essere ben più di una botta)…quindi non necessariamente sono gli atleti ad accampare scuse ma forse qualcosa nei controlli medici e nelle strategie di recupero che non va…caspita atleti di altre nazioni si riprendono in un lampo da infortuni molto pesanti, noi invece facciamo fatica a gestire le "botte". C'è qualcosa che francamente non mi torna