Si riapre la partita dei diritti tv

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Fisi rinnova con Infront e vuole un nuovo confronto con gli organizzatori

La posta in gioco è quella dei diritti televisivi, o meglio degli introiti che arrivano con i diritti televisivi. La posizione del presidente Morzenti è nota: i diritti sono della Fisi, e dunque gli organizzatori italiani se vogliono avere gare di Coppa del Mondo devono dare più soldi alla Fisi. Ovviamente gli organizzatori la pensano in altro modo, mettendo sul piatto gli investimenti fatti in questi anni per organizzare queste manifestazioni ma anche che non possono essere loro gli unici ‘sponsor’ delle nazionali. Il tema torna d’attualità, perché la Fisi ha rinnovato fino al 2016 il contratto con Infront per i diritti televisivi e commerciali degli sport invernali.
La Fisi punta ad avere di più, ribadisce "che tutti i diritti relativi alle gare di Coppa del mondo – si legge nel comunicato stampa della Fisi – in Italia appartengono alla Federazione Italiana Sport Invernali, che provvederà a trattare con i singoli organizzatori locali a cui delega l’operatività sul campo di gara i termini degli specifici contratti, sia per quanto riguarda i diritti tv, sia per quelli promopubblicitari e commerciali. La trattativa sarà imperniata sulla massima disponibilità di dialogo che sarà offerta dalla Fisi, disponibiltà che si auspica reciproca anche dal lato dei comitati organizzatori. Come è noto, infatti, esistono situazioni differenziate da località a località nei rapporti fra la Fisi e i comitati organizzatori di gare: la percentuale di introiti che la Fisi potrà lasciare al singolo organizzatore è legata alla continuità della presenza nei calendari internazionali, ma anche alla natura dei diversi soggetti organizzatori di gare, all’ospitalità che il singolo organizzatore può garantire agli azzurri, al numero di gare "minori" che lo stesso organizzatore si impegna ad ospitare, al numero di allenamenti che può offrire. Insomma, sono molti e diversificati i parametri che stanno alla base delle trattative che, perciò, non possono essere omologate in un accordo identico per tutte le località italiane. La Federazione aprirà dunque, nei prossimi giorni, il tavolo delle trattative con i diversi organizzatori italiani per valutare le diverse proposte che verranno da essi messe in campo".