Rulfi da Ushuaia: ‘In gigante siamo a buon punto’

Caduta con botta alla testa per Marta Bassino, ma è tutto ok

3
Rulfi
Marta Bassino ©Agence Zoom

Due raduni sulla neve c’erano già stati, ma il primo vero grande ‘blocco’ di allenamento per un periodo prolungato di tempo si è concluso di fatto oggi per Gianluca Rulfi e quattro atlete della sua squadra (gigante&slalom) volate a Ushuaia, ovvero Marta Bassino, Federica Brignone, Nadia Fanchini e Sofia Goggia in rigoroso ordine alfabetico. E’ dunque tempo di bilanci per un allenatore preparato e vincente che nelle ultime nove stagioni aveva però lavorato solo con discesisti maschi. Domani le ragazze partiranno alla volta di Roma, dove dovrebbero atterrare poi nella giornata di giovedì 1 ottobre.

ESORDIO SOTTO LA NEVE – «Siamo arrivati e subito abbiamo trovato condizioni estremamente difficili – ci dice Gianluca – con tante nevicate, praticamente sempre per i primi quindici giorni, poco meno. In queste situazioni bisogna tenere sotto controllo anche il nervosismo, perché è facile lasciarsi prendere la mano quando il tempo ti ‘gioca’ contro. Non abbiamo avuto la possibilità di utilizzare le piste più alte, perché avrebbe voluto dire sciare in neve fresca… Nonostante questo, posso dire che ce la siamo cavata molto bene soprattutto in gigante e in parte anche in slalom. Morale, andiamo via con un bilancio decorso sulla prima disciplina, pur non avendo concluso il programma al 100%. Dal 20 di settembre le condizioni sono cambiate completamente però ovviamente le fatiche adesso si fanno sentire dopo tre settimane, le energie sono ridotte al lumicino. Diciamo che se il bel tempo fosse arrivato prima sarebbe stato meglio, ma non possiamo farci niente. Fermarci di più ora che il tempo è bello? Impossibile per questioni organizzative, poi bisogna anche recuperare le fatiche e trovarsi per altri due raduni in Europa in vista di Soelden».

CONDIZIONI MIGLIORATE – «Degli ultimi giorni non ci possiamo proprio lamentare. Tanto per fare un esempio, ultimamente abbiamo variato molto tracciati e pendii fino a realizzare le ultime manche in superG, con tuta e cronometro, da 1’’25 con oltre 100 metri di dislivello. Ecco, quello è stato un allenamento che valeva tranquillamente una gara di Coppa del Mondo, non ce ne sono tanti di tracciati così in giro».

QUATTRO RAGAZZE IN CERCA DI… – «Federica Brignone ha lavorato in tre discipline, ovviamente dando più spazio al gigante e sono contento della qualità del suo allenamento. Giusto insistere ancora sui ‘rapid gates’? Sicuramente le fa bene tecnicamente, le ha sistemato l’assetto del corpo che tendeva a essere, diciamo ‘ballerino’. La specialità  è molto rigorosa da questo punto di vista, ti impone estrema stabilità con la parte superiore. Quindi a lei quello fa bene. Da lì far risultati il discorso è diverso, bisogna essere perfettamente a posto fisicamente, dedicare tempo alla disciplina e magari bisogna avere un po’ di pazienza. In primis, poi, arrivare al traguardo, la cosa più importante. Nadia Fanchini rispetto alle ultime trasferte in Sudamerica ha macinato più chilometri, lavorando in maniera intensa e fisicamente ha retto bene, di questo sono veramente felice. Chiaramente è un po’ stanca in questi ultimi giorni, ma perché prima ha fatto veramente tanto. Con Sofia Goggia ci siamo concentrati sul gigante, come previsto e negli ultimi giorni ha infilato anche gli sci lunghi. La grande notizia è che… non ha mai messo il sedere per terra, non è mai caduta, mai, mentre lo scorso anno di questi tempi si era fatta male ed era già fuori fase. Ha capito che è necessario affrontare tutto con meno foga, cambiando registro e credo abbia fatto un bel passo avanti. Con Marta Bassino tutto bene a parte un piccolo problemino per via di una caduta. L’abbiamo fermata un giorno tenendola poi sotto controllo con gli allenamenti, ma è tutto a posto. Lei avrebbe voluto lavorare e testare ancora di più in gigante, ma stiamo cercando di aprire un po’ il ventaglio delle possibilità, perché ne ha le caratteristiche. Quindi abbiamo fatto più velocità rispetto al recente passato. Marta ha ‘macinato’ sei giorni di gigante, tre di superG, tre di slalom e chiuso anche con la discesa. Il tutto per metterla in condizione di affrontare un calendario più ampio in Coppa del Mondo. Se continui a fare gigante e basta senza lavorare anche nelle altre discipline, non puoi crescere in queste specialità».

GIGANTE – «In linea di massima siamo a buon punto in questa disciplina, molto dipenderà adesso dallo smaltimento del lavoro. Le gare disputate a Cerro Castor? Mettere un pettorale fa sempre bene. In allenamento abbiamo fatto dei giri con il cronometro anche con la squadra francese, con Worley, Marmottan, Frasse-Sombet e tutte le altre. Finché abbiamo tracciato noi, erano sempre davanti le nostre ragazze. Con il disegno dei tecnici transalpini ecco che ci hanno dato un po’ la paga, anche di mezzo secondo. Non dimentichiamoci che francese era pure il tracciatore della prima manche del gigante di Kuehtai in Coppa del Mondo (gara nella quale nessuna azzurra è entrata nelle dieci, alla fine, lo scorso 28 dicembre 2014, NdR). Ecco, su certi tipi di tracciato bisogna allenarsi ancora di più, accettare a volte di prendere un po’ di distacco, ma continuare a lavorare e fare fatica».

Per inciso, la seconda manche del gigante di Soelden del prossimo 24 ottobre sarà invece tracciata da… Gianlufa Rulfi.

//

Un gigante di 50 secondi, io e Nadia Fanchini rispettivamente con i propri skiman, tre allenatori e un fisioterapista…… Posted by Sofia Goggia on Venerdì 25 settembre 2015

Articolo precedenteLe slalomiste ritornano al lavoro a Hintertux
Articolo successivoAustria in apprensione, si ferma Anna Fenninger
REDATTORE - Milanese, 39 anni, laureato in Lingue, sposato con Laura e papà di Giulia, appassionato di tanti (troppi) sport da sempre, amante delle discipline americane, è transitato attraverso esperienze nei quotidiani (Il Giorno, per il quale scrive ancora, Tuttosport, freepress), in Radio (Radio 24, AGR), Internet (Leonardo) e dal 2009 ha trovato la sua dimensione come telecronista di diverse discipline (sci, nuoto, tuffi, scherma, pallavolo, pallanuoto ecc.) su Eurosport Italia. Ma continua ad amare anche la scrittura alla follia e dall'aprile 2014 collabora con Race ski magazine

3 COMMENTI

  1. Vedi Cevedale….pensa che se queste affermazioni partono già dagli allenatori….è ovvio che poi le stesse atlete si autoconvincono che su "certi tipi di neve"…"certi tipi di tracciati"…."certe condizioni meteo"….non riescono ad ottenere nulla…. Spero che queste affermazioni (le solite da un bel pò di anni tra l'altro), siano state "riportate male" (non dalla redazione di Race ovviamente)