Ronci si fa spazio

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'Capitan Futuro': «Il giovane romano ha grosse qualità»

Giordano Ronci cresce. Gara dopo gara il giovane romano sta prendendo le misure del circuito continentale. A Levi due trentesimi posti, poi le ‘deragliate’ a Obereggen e Pozza di Fassa nonostante avesse sciato con solidità, poi a San Vigilio di Marebbe diciassettesimo nel parallelo ed in ultimo la ventiquattresima piazza a Zuoz. In slalom in Coppa Europa i risultati stanno arrivando, e non è affatto male per un ragazzo che è sempre bene ricordare sta affrontando l’ultimo anno della categoria Giovani. E non dimentichiamoci la vittoria nella FIS di Carezza.

L’ESTATE– Ha fatto un pò di fatica ‘Giordà’ nella prima parte di preparazione. Qualche problema di ambientamento, dovuto a diversi fattori. Il giovane romano d’altronde non ha mai fatto esperienza con un Comitato, ha saltato a piè pari la nazionale giovanile, e alcuni automatismi erano ovviamente sconosciuti. E’ cresciuto con papà Antonio, che per seguirlo ha lasciato il lavoro e si è venduto una casa. Punto di riferimento, allenatore, psicologo, consigliere, autista, praticamente tutto per Giordano prima di entrare a far parte a pieno titolo nella ‘Serra Armada’.

«HO RACCOLTO ANCORA POCO». Giordano ci racconta la sua prima parte di stagione: «Sono abbastanza contento della prima parte di Coppa Europa, ma potevo raccogliere ancora di più. A Obereggen e Pozza sono uscito con ottimi intermedi, fra le due gare sarei potuto affacciarmi nei primi quindici. Va per il momento va bene così, sto crescendo con regolarità e sono quasi sempre nei primi trenta».

‘CAPITAN FUTURO’ CI CREDE . Alessandro ‘Capitan Futuro’ Serra si coccola il giovane romano. In estate ha cercato di fargli capire la vita di squadra, inculcandogli cose che per un altro atleta forse erano normali. Ma parliamo comunque di contorno, di rifiniture, si sapeva che il banco di prova per tutti sarebbe stato l’avvio della stagione delle gare. Ronci sta dimostrando di valere. Eccolo Serra: «In estate nelle prime interviste avevo detto che l’obiettivo minimo per Giordano sarebbe stato entrare nei primi trenta, così sta facendo e sono soddisfatto. Il ragazzo ha grosse qualità. Bravo tecnicamente, scia bene anche sul bucato, sul mosso, sa adattarsi. E’ solido, sbaglia poco, buona cosa per lo slaom. Poi ha una grande voglia, ha entusiasmo. Dobbiamo concentrarci adesso sul suo punto debole, ovvero farlo migliorare sul facile, sui piani, dove non riesce ancora a spingere, a fare grosse velocità».

COPPA DEL MONDO? – Abbiamo chiesto al direttore tecnico Claudio Ravetto se Ronci potrà avere qualche possibilità in Coppa del Mondo già dal prossimo gennaio. «Il ragazzo cresce, al momento sembra il giovane più interessante. Lo prenderò in considerazione per la Coppa del Mondo certo, ma mi piacerebbe che prima entrasse nei trenta della ‘start list’ di slalom di Coppa Europa». 

6 COMMENTI

  1. Sarebbe un fatto formidabile. Solo che il gerontocomio che spesso rappresenta buona parte delle dirigenze appenniniche è così poco propenso a federarsi. Ci sono troppe invidie e lotte intestine per riuscire a far saldare assieme un movimento che, invece, disperde in mille rivoli preziose energie. Ad oggi il CAE ed il CAT, forse, sono le uniche realtà abbastanza mature per riuscire ad ottenere qualcosa di positivo.

  2. Un romano ha già vinto quest’anno in Cdm ed è Matteo Marsaglia: forse non risalta perché la famiglia per permettere ai figli di poter praticare sci ad alto livello si è trasferita in Piemonte.

    D’altra parte lo sci “alpino” svolto sugli Appennini è storia lunga: ci si rallegra per la medaglie olimpiche dei Tomba, Razzoli (solo per citare gli ultimi), e poi si torna a considerare qualcosa di episodico il movimento agonistico appenninico.

    E’ chiaro che i comitati F.I.S.I. appenninici non hanno lo stesso bacino di utenza di una Valdaosta o di Bolzano e di conseguenza anche le strutture non possono essere paragonabili, anche se molta è la passione degli addetti ai lavori. Non ci sono squadre di comitato, la Toscana, se non erro, quest’anno ha una squadra di Allievi classe ’97 e nessun Giovane. Gli atleti più promettenti se hanno una famiglia con disponibilità economiche alle spalle, si trasferiscono nei comitati “alpini” sperando poi in un approdo alla nazionale Giovani, altrimenti lentamente spariscono.

    E’ indicativo vedere come nelle categorie Allievi e Ragazzi, gli atleti appenninici sono ben rappresentati (basta confrontare le classifiche dei Campionati Nazionali, Topolino, Pinocchio); poi una volta entrati tra gli Aspiranti si inizia a sentire la mancanza di una squadra, della competizione tra compagni, di allenatori a livello nazionale, di materiali, ecc… e nel giro di pochi anni questi atleti finiscono in fondo alle classifiche.

    Questo a livello nazionale è uno perdita di opportunità: ho appreso durante la CdM in Val Gardena che Michael Mair sta dando una mano al comitato Abruzzo e questo è sicuramente una gran cosa anche se l’atleta più promettente del comitato si è trasferito in AOC.

    A mio parere è giunto il momento che si crei una squadra Giovani Interappenninica e che la F.I.S.I. si adoperi per aiutare a creare staff tecnici di valore, che si creino i presupposti logistici compreso la scuola per dare a tutti pari opportunità. Ragionando sui nominativi si riuscirebbe l’anno prossimo a creare squadre valide con atleti del ’96-97 e magari con qualche ’95.

    La speranza è che si possa creare una struttura che non renda solo episodico e legato alla disponibilità della famiglia lo sviluppo di sciatori a livello nazionale dal bacino degli Appennini.

  3. … pensate solo se dovesse sfondare … un Romano in Coppa de Mondo avrebbe un impatto mediatico molto importante. Forse, ma sto sognando, potremme fare concorrenza al calcio della capitale… ma ora riapriamo gli occhi e sotto con il lavoro.