Ravetto e la nuova avventura con Global Training

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Consulenze tecniche ed atletiche per questa nuova interessante realtà

Che fine ha fatto Claudio Ravetto? L’ex vincente direttore tecnico della nazionale azzurra, silurato proprio un anno fa, sta dedicando adesso il suo tempo ad una nuova dimensione.

NUOVA AVVENTURA – Ma eccolo il biellese: «Con l’esperienza che ho conseguito in questi anni con le squadre fra Coppa del Mondo, Mondiali ed Olimpiadi, sempre a fianco di atleti di alto livello, ora sono tornato ad occuparmi di atleti più giovani e in via di maturazione. Sci club e Comitati in particolare, e sto offrendo consulenze tecniche ad atleti e anche ad allenatori. Mi appoggio ad una nuova realtà, dal nome Global Ski Training 360°, associazione nata dalla sinergia di Omnia Sport&Partner, Jam Session e Villaggio Accademia. Offriamo logistica, organizzazione ed allenamenti sulla neve fra Les 2 Alpes, indoor in Lituania e Stubai. Oltre ad allenamenti atletici mirati all’acrobatica a Cesenatico». Se Ravetto sarà il punto di riferimento sulla neve, Giocchino Kratter, altra vecchia guardia del giro azzurro, offrirà la sua esperienza per il lavoro a secco. «Global Ski Training offre la possibilità di coordinare ed ottimizzare tutte le attività che concorrono alla completa preparazione dello sciatore, agonista ma non solo», chiude Ravetto. Apprendimento, allenamento, test atletici, programmazione tecnica ed atletica, pareri di specialisti in campo medico, dell’alimentazione e del mental training, utilizzo di tecnologie d’avanguardia, ricerca scientifica.

CONTATTI – Per informazioni claudio.ravetto@gmail.com. Per informazioni invece sui camp di acrobatica a Cesenatico, franca.casadei@fisacgym.it

31 COMMENTI

  1. Anche io faccio un intervento da dietro la lavagna…
    A sto punto sarebbe il caso di togliere la possibilita' di lasciare commenti visto che quando si toccano alcune figure come per esempio Ravetto, Carca, Serra, si e' sempre ricevuta una tirata d'orecchie.Capisco che sta discussione non sia troppo inerente all'articolo ma e' sicuramente piu' pertinente allo sci agonistico rispetto a questo articolo pubblicitario.

  2. E mi rendevo disponibile a valutare insieme a lui e ai lettori un'occasione di confronto e dibattito.
    Questa frase l'ho già letta nell'articolo del master istruttori… Poi però più nulla…
    Peccato che ogni volta che si crea un confronto o una discussione finisca sempre tutto così…
    Maglio fare un articolo sulla nuova divisa della Slovenia targata…

  3. Sig. Nogara, innanzitutto non le avevo dato il permesso di venire fuori da dietro la lavagna…. Detto questo, il mio non era un bacchettamento a nessuno (men che meno a lei, che non capisco perché si sia sentito 'sgridato'). Vorrei solo evitare che la disponibilità di Claudio a rispondere ai lettori si trasformasse in un j'accuse su tematiche generiche. E mi rendevo disponibile a valutare insieme a lui e ai lettori un'occasione di confronto e dibattito. In quanto ai veti della FISI (e alla gestione in generale della cosa pubblica sciistica), credo che abbia avuto modo di leggere le mie opinioni in proposito, per cui non credo ci sia da aggiungere altro. Non sa come scoppia la testa a me a pensare a queste cose….

  4. Speedgame Ravetto non lo ha detto ma sopra di lui c'era e c'è un Presidente che ha continuato a fare anche il DT, che si è occupato in prima persona dei giovani e che sono stati il suo cavallo di battaglia elettorale. Infatti nell'ultimo anno dopo Ravetto e le scelte riguardo le ultime squadre B e C hanno addirittura peggiorato la situazione!

  5. Le chiedo scusa Sig.Marta se mi sono permesso di esprimere delle semplici critiche al Sig. Ravetto, ma l'ho fatto solo ed esclusivamente a seguito dell'affemazione "conta solo vincere", che se mi permette, non condivido. Il tutto senza toni inquisitori, dibattimentali e/o processuali. Mi scoppia la testa vedere come lei preferisca sgridare, a mo' scolaretti, quelli che esprimono un libero pensiero, piuttosto che stigmatizzare il fatto che la Fisi abbia impedito "in forza di un contratto" ad un proprio collaboratore di esprimere i suoi (pensieri/saluti)ai lettori di Race. Grazie per lo spazio e da dietro la lavagna porgo i miei di saluti. Riccardo Nogara

  6. Innanzitutto voglio ringraziare Claudio della partecipazione al dibattito e alla discussione. Condivido la necessità di organizzare qualcosa per discutere del futuro del nostro sport. In una quasi totale mancanza delle istituzioni sportive e politico-sportive, come sempre è il settore privato a doversi tirare su le maniche (anche questa iniziativa ne è un esempio). Valuteremo cosa sarà meglio e opportuno mettere in piedi, ma siamo senz'altro a disposizione. In quanto alla discussione che si sta sviluppando, chiederei ai lettori di evitare i loro personali 'processi' al ruolo di DT rivestito in passato da Claudio. Non è il luogo e non è nemmeno in tema con l'articolo. Grazie

  7. Bah tre messaggi di aria fritta dicendo tutto e senza dire niente come un politico, alla fine l'avrei visto bene all'interno del CONI.
    Solo una cosa, come dice lei:ho rivestito il ruolo di D.T. cioè il responsabile della WC e dell'indirizzo tecnico-atletico delle squadre nazionali, per quanto riguarda le politiche giovanili (FUTURFISI, D.T. giovanile ecc.) e qualsiasi altra politica federale per favore rivolgetevi ad altri! Mi spiega come un D.T giovanile possa fare certe scelte quando sopra di lui c'era lei che piuttosto di convocare un giovane o un militare si sarebbe fatto tagliare una mano? alla fine lei rigira il discorso ma e' dalle scelte fatte dalla testa della piramide che dipendono tutte le altre sotto quindi e' stato molto piu' parte attiva nelle scelte della federazione di quello che vuol fare credere…

  8. Grazie per l'enorme "potere" che mi attribuite. In realtà in questi anni ho rivestito il ruolo di D.T. cioè il responsabile della WC e dell'indirizzo tecnico-atletico delle squadre nazionali, per quanto riguarda le politiche giovanili (FUTURFISI, D.T. giovanile ecc.) e qualsiasi altra politica federale per favore rivolgetevi ad altri!
    Cinico "capo" dello sport business-educatore-padre…è davvero impossibile vestire panni diversi a seconda del ruolo e degli obiettivi? …e forse non è anche un dovere di una Federazione moderna avere più anime? Professionismo-attività per tutti- promozione sportiva, in forme e maniera un po' più ordinata di quella attuale? Ribadisco che tali e tanti argomenti meriterebbero approfondimenti diversi…con questo, scusate , passo e chiudo. Claudio Ravetto

  9. Concordo con la wc privata fatta da team sponsor, quasi tutti gli sport considerati minori hanno la stessa conformità dello sci alpino e forse, il fatto che siano minori potrebbe essere a causa di questo motivo…
    Detto questo Ravetto ha portato risultati in wc? La risposta la sappiamo…
    Ha fatto terra bruciata dopo? Sappiamo anche questa risposta…
    A Ravetto non si possono contestare i risultati ma, si può contestare il fatto che ora vuole seminare dove, fino a poco tempo fa, ha fatto terra bruciata.
    Detto questo, in quanti allenatori di sci club si comportano come lui? Quanti allenatori di categoria ragazzi e allievi (per non dire prima)mirano al risultato dell'atleta in quell'annata, e non alla giusta crescita psico-motoria dell'atleta stesso, per esplodere quando serve?

  10. Eh no caro Sig. Ravetto non conta solo vincere! Questo e' l'unico credo dello sport poco pulito, dello sport inteso come business, dei tecnici e dei politici attaccati come amebe alla loro poltroncina. In certi sport, e lo sci è fra questi, voi “professori”, voi “maestri” dovreste trasmettere altri valori, mandare altri messaggi, messaggi che, anche ma non solo, attraverso i risultati siano funzionali ad un movimento che conta migliaia di appassionati e migliaia di ragazzi che inseguono un sogno. E’ ovvio che poi debbano arrivare anche i risultati ma non percorrendo quella strada che lei ha inteso disegnare per anni, dove gli atleti degni di essere seguiti erano 2 o 3, dove spazio per i giovani non ce ne è mai stato, dove il correre sotto contingente una gara di Coppa era quasi una prassi, dove a fronte di atleti (a lei ben graditi) che hanno cominciato ad ottenere qualche buon risultato solo dopo 60 et ultra gare di coppa altri sono stati rottamati dopo una sola apparizione. Come dice lei i risultati conseguiti sotto il suo patrocinio parlano da soli, ma l’eredità che lei ci ha lasciato è terribilmente desolante. Tanti (forse troppi) ultratrentenni a tenere in piedi una Nazionale dove i giovani non esistono, a meno che non si cerchi di far passare per tali Nani 1988 (si ricorda come si e' affacciato al gruppo chiuso da lei gestito?) e Paris 1989, ma intere annate perse per strada.
    Lei cita i gruppi sportivi militari, ebbene cosa ha fatto durante il suo regno per combattere l'impostazione di tali strutture che dovrebbero svolgere una funzione di supporto a chi dimostra qualcosa durante l'attivita' giovanile, ma che poi di fatto si trasformano in uno stipendificio per ex speranze o per ex atleti?
    Livelli intermedi? E' lo sport tutto che e' fatto di tanti livelli, dove tutti possono coltivare la loro passione nella speranza che qualcuno li consideri. La Fisi si e' fermata ai tempi di Piero Gros che vinceva in Coppa a 18 anni (c'era pero' qualcuno che gli dava la chance….). Tornando alla sua affermazione la trovo ancora piu' aberrante detta da chi si occupa di uno sport dove la differenza tra il vincente ed il perdente e' spesso quantificabile in pochi centesimi e dove anche il mega campione non avra' mai la certezza di vincere a differenza di un Djokovic che quando vuole vince sempre e se perde perde con Nadal o di un Bolt che per arrivare secondo dovrebbero sparargli. Avrei mille altre cose da aggiungere ma per il momento mi fermo qui. un saluto r.nogara

  11. Concordo sul fatto che in WC e nelle coppe continentali si potrebbe tranquillamente gareggiare come team di ditte e non come nazionali,riservando la "nazionalità" ai soli mondiali e olimpiadi. Bisognerebbe però andare anche un poco più indietro come livello per capire come gestire questo tipo di scalata e da quale momento (Children? Aspiranti?),oltre a valutare l'organizzazione degli allenamenti,non certo facile. Visto che l'articolo era in origine dedicato a lui, e visto che Claudio ci segue,sarebbe interessante sentire il Ravetto-pensiero in merito a queste idee

  12. L'unica soluzione papabile sarebbe creare team di atleti di varie nazioni delle varie aziende costruttrici di sci , le uniche direttamente interessate ad un concreto ritorno di immagine ….. stimolerebbe ancora più la competizione e l'evoluzione …..peraltro cosa che mi pare che gli atleti già facciano in sede di test materiali……
    l' esempio della funzione del pool in Italia ad oggi mi sembra un qualcosa di anacronistico
    nazionali di cosa ormai ???? se anche la prima atleta al mondo decide per se il team di cui ha bisogno , qualcuno mi spieghi il ruolo istituzionale e il valore aggiunto di una federazione in campo agonistico di alto livello? gli allenatori li facciamo scegliere agli atleti giusto ? la promozione dell' immagine la affidiamo a società esterne …..etc etc
    Raccogliere fondi più o meno ingenti per pagare gli allenamenti di atleti ? che lavorano , sudano , vincono ma per loro non certo per una federazione che li scarta dopo un anno perché sono in crisi ….
    e basta con queste ipocrisie …….in bocca al lupo per i suoi progetti ad un DT che è stato sempre coerente con le sue idee , materiale ad oggi sempre più raro

  13. Una super lega… peccato che la FIS su questo argomento non ci sente! L'economia reale dello sport praticato (un indotto niente male) purtroppo non si trasforma in appeal televisivo capace di calamtiare le stesse cifre di altri sport di maggior grido.

  14. C'è bisogno di un cambiamento… Gli atleti dovrebbero gareggiare in WC per Club privati ed indipendenti nella loro gestione finanziaria composti da atleti di nazionalità diverse e poi gareggiare solo ai Mondiali ed Olimpiadi per la nazionale di appartenenza…

  15. Sono d'accordo sull'argomento da CONVEGNO. Lo sci è uno sport di massa ma il suo agonismo è uno sport d'elite (costi) … ma con ritorni economici ridicoli. Anche su questa rivista si chiamavano Paperoni Hirscher e Fenninger che incassano in premi circa 400.000 euro/anno … proviamo a confrontare gli incassi dei numeri uno al mondo del tennis, automobilismo, calcio, basket, pallavolo, atletica, ciclismo,… il confronto è impietoso. Non è che lo sci è finora stato gestito da incapaci ? … ricordo che lo sci muove un volume economico che forse non muove nemmeno il calcio.

  16. Sport di vertice…volenti o nolenti con le sue regole (conta solo vincere), sport per tutti… nello sci alpino sono pochi i livelli intermedi in cui collocarsi, diritto di vivere la montagna…con i costi attuali a molti è totalmente precluso. Sport di stato (FISI, gruppi sportivi) o sport privato (team, sponsor). Sistema sportivo gestito totalmente da volontari o da professionisti. Quanti e che bei argomenti Davide meriterebbero un convegno e non solo qualche riflessione anonima su un blog.

  17. Ma cosa pretendete?Che un professionista di altissimo livello smetta di fare il suo lavoro o che lo faccia gratis?.Fa benone Claudio a farsi pagare per dispensare consigli frutto di 30 anni di esperienza.Non fanno così gli avvocati ,i notai o i commercialisti?E perché non dovrebbe comportarsi allo stesso modo un professionista della neve?Auguri Claudio per la tua nuova avventura.

  18. Caro signor Ravetto non ho storantemai detto che sia piu' facile allenare coppa del mondo o sci club, chiarisco il mio concetto con un esempio, per anni e' stato proprietario di un ristorante d'elite vegano e andava a dire ai ristoranti tradizionali(comitati,sci club,corpi militari)di non illudere i clienti(genitori e figli) che di piatti buoni non ce ne erano e che era meglio avere una sala mezza vuota(contingenti in cdm) che creare aspettative. Ora dopo che le hanno chiuso il ristorante vegano(Roda) si e' subito riconvertito al ristorante tradizionale proponendo esattamente gli stessi piatti di chi criticava, quindi riassumendo quello che ha stupito me e altre persone e' semplicemente il suo repentino cambio di rotta rispetto a quello che andava predicando…

  19. Quoto GPA d'altra parte tutti i grandi atleti e allenatori partecipano a contest o fondano organizzazioni più o meno agonistiche dove poter far rendere il loro nome.
    L'idea è molto bella peccato che conosco pochi allenatori che siano disposti ad farsi consigliare o ad avere un confronto del loro modo di lavorare.

  20. Mi sembra che Claudio abbia espresso sinceramente pensiero e situazione. Allenare è il suo lavoro,quindi ovvio che sia fatto per lucro anche un lavoro in cui c'è e ci deve essere tanta passione. E in quest'ottica mi sembra normale che cambino i parametri di valutazione,perchè cambia l'approccio. Un conto è essere il DT della nazionale,un conto è mettere il proprio bagaglio di capacità ed esperienza a disposizione di chiunque voglia ususfruirne,quale che sia il livello tecnico e le relative aspirazioni. Nessuno è obbligato a contattarlo,se lo ritiene inutile o troppo dispendioso;che lo sci sia discriminante anche dal punto di vista economico lo sappiamo purtroppo tutti molto bene.

  21. Claudio Ravetto l'unico 'scienziato' che la FISI abbia mai avuto, l'unico con idee ed obiettivi chiari, l'unico che riusciva ad argomentare e a convincerti anche se la pensavi diversamente, l'unico capace di gestire anche i campioni. A quelli che lo criticano consiglio di invitarlo a cena e scambiare due chiacchiere sullo sci e sullo sport in generale, buena suerte DT

  22. Io sono un vecchietto per cui non ho mai avuto il piacere di essere allenato da lui ma l'ho incontrato un paio di volte a Campiglio e a Stubai e ho avuto modo di apprezzare la sua grande disponibilità, educazione e gentilezza … poi, ripeto, com'è dietro alla scrivania non posso giudicarlo … ma già le prime tre qualità, in un uomo, sono importanti.

  23. Forse sono proprio vecchio…e la vita è strana! Per venti anni ho allenato sci club, Comitato, squadre giovanili, con risultati direi almeno discreti (…facilmente verificabile). E mi dicevano: "facile ottenere risultati con i giovani in WC è tutt'altra cosa!", proprio per questo ho voluto confrontarmi con l'alto livello e per altri quindici anni l'ho frequentato direi con…..discreti risultati. E mi sento dire: "facile con i trentenni vincere le medaglie con i giovani è tutt'altra cosa!". Lavoro per vil pecunia? E ci mancherebbe altro… è il mio mestiere e ho anch'io due ancora "giovani" figli da mantenere.
    Con questo colgo l'occasione di salutare tutti gli appassionati di Race e di questo bellissimo sport, prima per contratto non ho mai potuto farlo, ora da libero pensatore mi è credo permesso mettendo la mia faccia e la mia firma come sempre.
    ciao a tutti Claudio Ravetto

  24. Trovo questo articolo una vera "marchetta"
    pubblicizzare le attività commerciali su Race !!
    perchè non mettete anche i prezzi e le condizioni ?
    attività per i giovani ?
    sicuro ma con genitori dal portafoglio bello carico ….

  25. Trovo i vostri commenti acidi e fuori luogo. Cosa c'entra? Quando faceva il DT e doveva occuparsi dell'alto livello, cercava di ottenere (e ha ottenuto) il massimo con ciò che aveva a disposizione. Ora non si occupa più di quello e si dedica ai Giovani. L'ha sempre fatto, anche prima di allenare in Coppa del Mondo, e con grandi risultati. Quindi non capisco proprio la vostra logica. In bocca al lupo a Claudio, c'è bisogno di gente così per i nostri ragazzi!

  26. Tu chiamala se vuoi… coerenza!!
    Da dt puntava solo su atleti forti e trentenni lasciando i giovani in balia dei gruppi sportivi o ancora peggio ai corsi allenatori diceva di mandare i figli a giocare a calcio se a 16 anni non avevano un certo livello…Ora magicamente supporta gli sci club, della serie il business non dorme mai….