Ravetto e il caso dei contingenti

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Bormio live – «Chi si lamenta ha avuto chances significative»

Dopo le dichiarazioni di Michael Gufler in merito al contingente non riempito in Alta Badia e anche visto l’interesse notevole che genera questo argomento, abbiamo chiesto al direttore tecnico Claudio Ravetto un intervento in merito. Eccolo appena prima della ricognizione della seconda prova sulla pista Stelvio di Bormio. Lucido nelle analisi, deciso a sostenere la sua linea con argomenti e contenuti. 

CHI SI LAMENTA HA AVUTO LE POSSIBILITA’ –
«Sono sorpreso che atleti che sono stati tanti anni in squadra azzurra a spese della Federazione Italiana Sport Invernali si possano permettere di essere così aggressivi nei toni. Non voglio parlare di un caso in particolare ma della situazione generale. Tutti hanno avuto la possibilità di esprimersi, di far vedere il proprio potenziale. Io non ci posso fare niente se i risultati non sono stati ottimali. Chi si lamenta ha avuto chance significative. Basta consultare il sito della FIS…». 

CONTINGENTE NON DA RIEMPIRE A PRIORI –
«Non riempio il contingente a priori. Ho cercato e cercherò di farlo ma solo con i giovani. Purtroppo i ragazzi devono crescere, si può schierare un solo atleta fuori dai primi 100 al mondo. Questo sono le regole». 

NUOVA MENTALITA’ –
Il direttore tecnico parla di un nuovo atteggiamento: «Ho messo tanto tempo a creare una nuova mentalità fra gli atleti. La Coppa del Mondo non deve essere un regalo, chi partecipa deve avere le carte in regola almeno per dimostrare di provare a fare un risultato importante. Prima c’era una generalizzata tendenza ad accontenarsi, ora non più. Non ho intenzione di chiamare gente che vive con vecchie logiche. Mi sono battuto per una mentalità nuova, votata all’attacco, a non fare calcoli eccessivi». 

NON CI SONO SOLDI PER TUTTI –
Ancora il tecnico di Strona: «Inoltre non ci sono soldi per tutti in questo momento. Soprattutto all’estero va solo chi merita davvero. Oggi è così, questa è la situazione attuale». 

NON CAPISCO I GRUPPI MILITARI –
  Chiude Ravetto: «Mi stupisco davvero dell’atteggiamento dei Gruppi Sportivi Militari. Invece di dare una mano ai più giovani e a far crescere nuovi atleti, sembra che il loro obiettivo sia portare alla pensione qualcuno». Deciso, sicuro, idee davvero chiare. Cosa ne pensate?  

7 COMMENTI

  1. Ravetto enuncia dei principi che ovviamente a livello teorico sono inoppugnabili: si tratta poi di verificare come si mettono in pratica. L’impressione che i buoni risultati in CdM lo scorso anno degli slalomisti e quest’anno dei velocisti faccia in modo che si ci possa permettere generici appelli a far crescere i giovani. Non ricordo più quante volte la squadra giovani abbia cambiato nome e tutte le volte la cosa venga presentata come una svolta epocale.
    L’Italia ha avuto l’annata ’90 eccezionale (Borsotti, Casse e De Aliprandini già da tre anni in CdM) ma rischia, con la politica del “chi se lo merita” (ma sarebbe interessante sapere chi e come), di non avere per almeno tre anni nessun atleta nuovo in CdM (forse vedremo Ronci, ripeto forse) poi bisogna aspettare perlomeno i classe ’94.
    Bisogna capire cosa i vertici tecnici perseguano: evidente che le vittorie assolute portino interesse e sponsor ma è altrettanto vero che in una nazionale debbano esistere anche i rincalzi e, a mio modesto avviso, non riempire i contingenti significa non onorare appieno un privilegio conquistato sul campo.
    Se poi non abbiamo sufficienti atleti sotto i 100 forse bisogna chiedersi perché AUT, FRA, SUI abbiano mediamente 12-13 atleti per specialità con il titolo di partecipare alla CdM e noi no.
    Termino con l’affermazione di Ravetto riguardo le squadre militari: “Invece di dare una mano ai più giovani e a far crescere nuovi atleti…”. Da anni mi chiedo quale sia effettivamente il ruolo dei gruppo sportivi militari: personalmente credo sia quello di pagare lo stipendio a tutti gli atleti e tecnici al posto della F.I.S.I. e in cambio di poter vantare qualche successo di un proprio atleta. E mi stupisco come una persona da anni nel mondo dello sci possa far finta di farsi certe domande retoriche. Perché Ravetto non propone di far pagare tutto lo stipendio degli atleti nazionali alla Federazione, liberando risorse economiche da destinare agli atleti di valore fuori dai giri nazionali, ingrandendo le squadre militari che oggi hanno si e no 3, massimo 4 atleti (parlo di maschile).

  2. Ravetto predica bene ma razzola male! Sembra come se dicesse che i giovani se la devono cavare da soli e se fanno punti poi li porta. Dice che porta i meritevoli poi sulla gran risa fa esattamente il contrario… Si fanno belli coi campioni della A (perchè ce ne sono eccome, abbiamo alcuni fra gli atleti più forti al mondo in ogni disciplina) ma se vai a leggere le classi, il più giovane dei campioni (non degli sciatori mediocri che bivaccano in coppa del mondo da anni e che a quasi 30 anni fanno il miglior risultato della loro carriera entrando nei 20) ha più di 30 anni. Questo vuol dire che fra un paio di anni se Ravetto non avrà fatto crescere i giovani, ci ritroveremo a portare solo un atleta per disciplina, uno fuori dai 100 al mondo! Ovviamente la mia è una provocazione… oppure no?

  3. Questo argomento non potrà mai vedere tutti concordi. Credo che Ravetto conosca bene la realtà giovanile e quella dei gruppi militari,ma si può anche capire la rabbia di un atleta che ha intravisto una possibilità di correre una delle gare più prestigiose.Condivido anche il fatto che i gruppi militari siano uno sbocco importante.Anzi,da genitore sarei ben lieto se mio figlio arrivasse ad un livello tale da esser inserito in uno di questi. Purtroppo è verissimo anche il fatto che nelle FIS Race mediamente il primo fa 12-15 punti,talvolta 10 ma,in tal caso è facile che a fare quei punti siano atleti che ne hanno già meno ancora. Poi c'è il problema dei punti "taroccati",ovvero omaggiati dagli atleti di CdM che partecipano e poi si fermano prima del traguardo(o manovre simili),sistema che pare molto più in voga all'estero che da noi. Sarebbe interessante fare una gara con atleti compresi nello spazio di 2 punti:pensate che se la giocherebbero tutti sui centesimi? Io credo che ci sarebbero distacchi anche consistenti…….
    E allora? Fenomeni a parte,non c'è altra strada che la gradualità: FIS Jr > Race > CE, e solo qui(con preparazione adeguata estiva) puoi fare i punti per guadagnare il diritto alla CdM. Su questo sono assolutamente in accordo con Ravetto: ci deve andare chi merita realmente e,possibilmente,priorità ai giovani in caso di ballottaggio

  4. quante contraddizioni,perchè Deville in gs,perchè zingerle,dove sono le strategie x fare i punti fis,no argentina,no gare fis,la B(e la c) i punti in gs e sl dove li fanno?i gruppi militari sono gli unici che tramite lo stipendio permettono ai nazionali di spesarsi senza di essi sarebbero tutti maestri di sci o farebbero indebitare le famiglie ad oltranza,ma ravetto conosce la realtà dello sci giovanile?non lo so altrimenti prenderebbe seri provvedimenti,ripeto grandi cose la squadra A ma sotto?dopo sochi?

  5. da condividere il pensiero di ravetto che le convocazioni vanno guadagnate..ma mi sembra un controsenso dire che bisogna aspettare i giovani che non sono nei 100 al mondo senza mandarli in argentina a fare allenamento o organizzare gare fis che permettano di entrare nei 100 delle liste. purtroppo le nostre gare fis non permettono, il più delle volte, neanche vincendole di entrare nei 100 delle liste..come genitore di un ragazzo che corre mi rendo conto che i soldi spesi per fare le gare di circuito grand prix a volte sono fini al circuito ma non permettono ai nostri ragazzi di crescere nel ranking dei punti fis.