Ravetto: "Chi è in squadra non gareggia a priori"

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"Sono solo gruppi estivi di lavoro. Le donne? Sarò più drastico in futuro"

Per una volta abbiamo fatto fatica a metterci in contatto telefonico con il direttore tecnico Claudio Ravetto. Quando sono state ufficializzate le squadre nazionali maschili e femminili, il biellese di Strona è stato tempestato di telefonate, e come sempre capita in questi casi sono più gli ‘scontenti’ a farsi vivi al cellulare. Ravetto analizza i criteri per la composizione delle squadre: "In Coppa del Mondo ci sono solo i primi trenta al mondo. Così le squadre sono fatte di 13 atleti, che poi sono il contingente che portiamo solitamente a Olimpiadi o Mondiali. Essere nei primi trenta in almeno una specialità mi sembra il minimo requisito". Ravetto lo ha sempre ripetuto: "E’ necessario vincere, fare podio, per questo bisogna avere maggior attenzione per le eccellenze, fornire ai big il meglio dal punto di vista tecnico, della preparazione atletica, della medicina, della ricerca e dei materiali". E i gruppi Coppa Europa e gli azzurrini? "Credo che siamo al limite anche con i team B, dieci mi sembra un numero massimo, del resto sopratutto fra i maschi c’era chi aveva fatto il posto fisso l’anno scorso. Per le nazionali junior abbiamo cambiano tutto nelle donne, a causa di infortuni e atlete avanti con l’età". Claudio Ravetto tuttavia puntualizza: "Sia chiaro, essere in squadra non vuol dire che si gareggia a priori in Coppa del Mondo o nei circuiti di riferimento. Chi è fuori ma si mette in mostra verrà preso in considerazione. Questa è una cosa che deve essere chiara a tutti, ovvero le convocazioni si fanno gara dopo gara, non c’è nessuno iscritto per diritto. Chi merita, corre". Il direttore tecnico alla fine ammette: "Devo dire che non conoscevo molto bene le donne, per questo sono stato più severo con i maschi. Tuttavia se l’anno prossimo ci sarò ancora, sarò più drastico con il settore femminile". L’ultimo pensiero è sui gruppi di interesse nazionale: "E’ fatto da infortunati o da chi è più avanti con l’età e l’anno scorso non ha particolarmente brillato ma vogliamo ancora concedere un’altra chance". Si è parlato in queste ore che Patscheider avrebbe meritato un’altra sistemazione: "E perchè no un Marsaglia? I criteri sono uguali per tutti, se dimostreranno di valere saranno portati in Coppa del Mondo anche da subito. Intanto in Argentina ci andranno comunque". Forse qualcun’altro meritava la squadra? Forse, ma c’è anche il caso di chi non si è comportato da atleta ed al momento è stato escluso".

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Gabriele Pezzaglia
RESPONSABILE WEB - Milanese classe 1974, è giornalista pubblicista. Dal 2004 segue la Coppa del Mondo di sci, dal 2007 lavora con la Mulatero Editore. È responsabile sito web e area agonismo di Race Ski Magazine e inviato sul campo. Accreditato a tre Olimpiadi invernali: Torino, Vancouver e Sochi. Quando non è sulla neve, pedala...

2 COMMENTI

  1. Credo che Ravetto abbia la capacità di gestire sopra le parti le decisioni da prendere. La fortuna del nostro sport è determinata da un unico giudice: il cronometro! Se si rispettano le classifiche i problemi non esistono…..buon lavoro!!