Rammarico azzurro

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Quarto Blardone, quinto Simoncelli

Dal secondo posto al quarto, con Ted Ligety sul gradino più basso del
podio. Max Blardone puntava almeno al podio invece è retrocesso di due posizione, e a conti fatti sono quaranta i punti che lo separano dallo statunitense che guida la standing del gigante. Al primo intermedio era ancora in testa, poi una sbavatura ed un errore sul muro gli hanno fatto perdere decimi preziosi. Nella finish area si confronta con i tecnici, con papà Elio e la sorella Fabiana, è deluso: “Non capisco come ho fatto a perdere quel tempo. Ho sbagliato sul ripido, stavo scivolando via perché mi sono quasi inciampato con gli sci. Un errore grossolano, che alla fine mi è costato più del previsto. Ora è più dura per la Coppa del Mondo ma non è ancora finita. Adesso tre settimane per preparare l’appuntamento olimpico. Dovrò lavorare molto”. Su cosa? Ecco Giorgio
Ruschetti: “Sui materiali e sulla tecnica, ad esempio sui piani”.
Giusto, perché come dice Luca Moretti “Se il tracciato sarà ritmico,
pulito, senza trabocchetti e la neve come non sembra sarà non ghiacciata, le doti di sensibilità anche in gigante saranno fondamentali”. Chiusura con Davide Simoncelli: "Se non mi fossi addormentato nelle prime venti porte della prima manche sarebbe stato meglio. La condizione c’è, a Vancouver non sono permessi errori".

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