Pista facile? Difficile fare velocità…

Interessanti considerazioni sul weekend di Jasna, sulla polivalenza, su come gestire gli allenamenti per chi fa tante gare, sulla probabile conquista della Coppa del Mondo da parte di Lara Gut e sulla crescita, anche fisica, di talenti come Kristoffersen, già affermato, e Bassino

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Eva Maria Brem @Zoom Agence

A Jasna Lara Gut ha completato il sorpasso in classifica generale su Lindsey Vonn, che non potrà più gareggiare per la Coppa del Mondo dopo l’infortunio patito a Soldeu. Per la prima volta quest’anno ho visto la ticinese controllare un po’ la sua prova in gigante, soprattutto nella seconda manche, dove anche lei ha ammesso di aver arrotondato un po’ le curve. Ci sta, anzi, penso sia un segno di maturità visto che non c’era bisogno di rischiare un’uscita per raggiungere quei pochi punti che servivano appunto a superare la Vonn e mettere le mani sulla sua prima sfera di cristallo. Non deve vergognarsene, anzi! Sono curioso di vedere come si comporterà ora che di avversarie praticamente non ne ha più, si trova sola: non c’è in pista Lindsey che può stuzzicarla, incalzarla, provare a batterla. Ora i suoi pensieri saranno diversi e magari queste ultime gare potranno aiutarla a maturare ancora di più, sarà per lei e per la sua squadra una grande esperienza. Chissà cosa le passerà per la testa con i riflettori tutti su di lei…

OVERALL – So già che in molti diranno “ha vinto senza avversarie”, anzi, mi hanno già chiesto in tanti di commentare questa situazione anomala. Beh, non è certo colpa sua se le altre si sono fatte male, anzi, tanto di cappello a Lara per quello che è riuscita a fare finora. Poteva essere una grande chance pure per Rebensburg e Weirather, ma entrambe non sono riuscite a esprimersi al meglio contro la continuità di Gut. Se Lara, come accadrà a meno di cataclismi, alzerà la Coppa del Mondo, sarà pienamente meritata, conquistata sul campo a pieno titolo e con un punteggio che potrà essere attorno ai 1400 punti, qualcosa in più, qualcosa in meno, cioè quello che spesso serve per conquistare la classifica generale. Avrà lo stesso valore di tutte le altre, non cadiamo nell’errore di pensare che valga di meno.

POLIVALENZAEva-Maria Brem ha vinto a Jasna, un mese dopo il gigante di Maribor. Rispetto ad avversarie più polivalenti, ha potuto passare un mese ad allenarsi in gigante e slalom. E nel primo caso si è visto. Ma ovviamente chi fa più discipline non deve trovare scuse: quando si comincia a spaziare su più specialità, il miglior allenamento è la gara. Si deve superare questo ostacolo altrimenti ci sarà sempre, appunto, una scusa. Ritrovare il giusto feeling il più velocemente possibile e in ogni minimo lasso di tempo a disposizione con le discipline in quel periodo trascurate. E qui torniamo al discorso già fatto qualche puntata fa: chi punta alla classifica generale dovrà organizzarsi bene con il suo team o la sua squadra. Chi vorrà farlo in futuro e ha le caratteristiche per puntare alla Coppa grande, dovrà essere seguito da una struttura che comprenda una persona di fiducia capace a gestire al meglio ogni situazione in ogni momento della giornata dell’atleta. La perfetta armonia tra recupero e carichi di lavoro è la chiave, l’atleta in queste situazioni deve fidarsi cecamente da chi lo sta guidando. Questione di organizzazione e qualità di lavoro, come già detto più volte.

JASNA – Il gigante slovacco ha evidenziato le differenze tecniche tra le ragazze, con queste distanze regolari e con queste manches rotonde. Le migliori sono state in grado di ‘attivare’ meglio i due piedi (e lo si è notato molto bene su un gigante di questo tipo). Del resto, si sa che è più difficile vincere su una pista come quella di Jasna con pendenze poche pronunciate, dove la velocità va creata dalla prima all’ultima porta, che non su tracciati con più pendenza. Gara difficile, lunga, lenta, con molti spazi, come in slalom. Anche tra i rapid gates, per esempio, c’era davvero la possibilità di fare la differenza nelle ultime dieci porte. Cosa che è riuscita ovviamente a Shiffrin, mentre Zuzulova, per dire, è arrivata in apnea, verso la fine non ne aveva più. In gigante ho visto bene Loeseth, Gut, anche Bassino grazie al loro parallelismo di gambe, al loro movimento continuo. Più in difficoltà la vecchia scuola, se vogliamo. Chi dispone di grande centralità e un assetto perfetto è arrivato nel tratto finale della pista, sia in gigante che in slalom, con una riserva di ossigeno in più nelle gambe. Bassino mi è piaciuta, ha fatto davvero un exploit. Che abbia ‘grande piede’, è risaputo. Continuo a pensare che anche lei come Kristoffersen debba “mettere su” qualche chilo di muscolo in più per poter competere sempre con i migliori…