Pedalando con Razzoli

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Abbiamo 'scortato' l'olimpionico alla Maratona tra un 'bagno di folla'

Maratona Dles Dolomites, atto venticinque. Al via, fra i tanti vip dello sport e dello spettacolo, c’è anche il campione olimpico Giuliano Razzoli. Abbiamo corso insieme al reggiano di Villa Minozzo, pedalando sulle ascese dolomitiche del Sella Ronda. In griglia alle 6.15, partenza alle 6.30 da La Villa, o come la chiamano i ladini e il patron della Maratona Michil Costa, La Ila. Sulla sinistra una Gran Risa verde, ma forse ancora più tenebrosa. Si vedono meglio i cambi di pendenza, i tratti contorti del terreno, quel budello che poi a dicembre è ghiaccio vivo, lastra pura. Ricordi d’inverno, di Coppa del Mondo, e qui ci stanno eccome. Pronti via. Alla volta di Corvara, quindi la prima fatica, il Campolongo. Tuttavia attacchiamo la salità più dolce della giornata, anche se praticamente con i muscoli freddi, quasi rattrappiti per la sveglia alle 5. Poi è discesa verso Arabba, quindi il Pordoi, tutto all’ombra, ascesa che fa già selezione. Pedaliamo con ‘Razzo’, 92 chilogrammi di muscoli, non proprio uno scalatore tout-court. C’è meno ‘traffico’ del Campolongo e sul Pordoi Giuliano, con la sua fisionomia, il suo sorriso olimpico, il suo accento emiliano e soprattutto con una bici griffata color oro con la scritta Vancouver 2010 sul telaio, si riconosce bene. Lo riconoscono, lo salutano, lo incitano, lo fotografano. Lo studiano, lo osservono, lo squadrano. Tanti, davvero tanti, i cicloamatori per ‘Razzo’. Diverse le scene, spesso i cicloamatori in salita, chini, a testa bassa, grondanti, si imbattono nel campione olimpico. Appare spesso così a più il ‘Razzo nazionale’, come un’immagine istantanea e istintiva, come un fulmine al ciel sereno, come un flash. E’ bello e da soddisfazione a chi vive lo sci e ci lavora, vedere che i nostri campioni vengono riconosciuti e, come in questo caso, osannati. Razzoli, grazie all’oro olimpico nello slalom di Vancouver il 27 febbraio 2010 ma anche grazie alla sua disponibilità e al suo sorriso, è davvero ‘personaggio’. Sulla terza salita il ‘bagno di folla’ continua. Siamo sul Sella, e per un attimo rallentiamo per dare un gel a Manuela Moelgg, rimasta senza Werner Heel sul Campolongo a causa di un problema meccanico. E Manfred Moelgg? C’è, è chiaro, ma il bronzo di Garmisch è davanti e sta volando all’attacco del percorso medio che concluderà con un ottimo nono posto di categoria. Sul Sella ci fermiano per foto, autografi e un paio di barrette. L’ultima fatica di giornata è il Gardena: in salita ‘Razzo’ a ruota, in discesa è il reggiano a dettare il ritmo disegnando le linee più efficaci. Poi ecco Colfosco, poi Corvara, infine il traguardo.