Nyman fa paura, si inchina anche Jansrud. Paris terzo

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Gardena Live – Fill dodicesimo, lontani gli altri azzurri

Steven Nyman vince, anzi stravince. Ammazza gli avversari, sbaraglia la concorrenza, trionfa in ‘pompa magna’. Lo aveva già fatto nel 2006 e nel 2013, e in entrambi i casi un po’ a sorpresa, oggi invece era il candidato principale per il successo, anche perchè nell’unica prova di mercoledì aveva subito messo in chiaro le cose. Lo statunitense ha staccato tutti di oltre un secondo sulla ‘lingua bianca’ gardenese, eccezion fatta per il norvegese Kjetil Jansrud che ha perso solo 31 centesimi. Si becca invece un secondo e quindici Dominik Paris, che tuttavia è il più veloce fra gli ‘umani’ e conquista così il suo primo podio sulla Saslong, il secondo della stagione ed il sesto in carriera in Coppa del Mondo.

BENE FRANCIA E SVIZZERA – ‘Parigi’ è davanti di un pelo a due giovanotti francesi che gara dopo gara crescono in solidità e maturità: stiamo parlando di Guillermo Fayed a 1.26 e Johan Clarey a 1.30. Poi ecco la Svizzera: sesto Silvan Zurbriggen (settimo l’austriaco Matthias Mayer), ottavo Beat Feuz, nono Patrick Kueng e decimo Didier Defago a 1.73. Per la serie Nyman e Jansrud hanno fatto un’altra gara.

FILL DODICESIMO, LONTANI GLI ALTRI AZZURRI Peter Fill è dodicesimo a 1.92: discreta gara, ma da subito non è sembrato così veloce a tirare le prime curve e come ha ammesso alla vigilia fa sempre fatica a recuperare su questo pendio che proprio sembra non andargli giù. Certo, 77 centesimi in meno era terzo, a dimostrazione che la sua gara non è da buttare. Anzi. Attardati e mai in gara Werner Heel ventiduesimo a 2.69, appena davanti a Christof Innerhofer e Silvano Varettoni. Trentunesimo Siegmar Klotz, cinquantesimo l’esordiente della squadra B Emanuele Buzzi e cinquantareesimo il poliziotto Paolo Pangrazzi.

NYMAN, UN MISSILE IN ALTO – Dove ha fatto la differenza l’americano? Nella parte alta sicuramente. E sulla curva a sinistra che immetteva nel piano è stato l’unico a tirarla con estrema leggerezza e senza grattare. E poi sul piano certo ha sciato con la solita sensibilità. Jansrud e anche Paris a esempio, nella parte del Ciaslat e nello schuss finale hanno anche guadagnato su Nyman, ma non certo a sufficienza per scalzarlo dal trono. Rispetto alla prova pista più veloce e subito si è capito che sulle Gobbe del Cammello si saltava di più. Chiedetelo al canadese Jan Hudec, fra l’altro uno dei favoriti, che è volato alto e lungo, ha sbagliato la linea ed ha saltato una porta.

GRANDE PODIO PER PARIS. ECCO LE PRIME DICHIARAZIONI – Per Dominik Paris una grande conferma. Un podio che lo catapulta definitivamente fra l’elite della velocità: «Dopo le belle gare fra Canada e America ero in cerca di conferme. Eccomi qua sul podio, un grande risultato. La pista? Ha tenuto oltre ogni previsione, neve invernale in alto e in basso un po’ dura primaverile. Ho sbagliato un po’ le curve in alto prima del piatto e ho commesso una sbavatura ai Muri di Socher. Poi alle Gobbe del Cammello ero molto concentrato per i salti, quindi al Ciaslat cercavo di farmi portare limitando gli attriti, che è un po’ il trucco su questo pendio».

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