Nadia Fanchini guarda avanti dopo l'operazione

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Riceviamo e pubblichiamo volentieri un comunicato stampa dell'atleta camuna

E’ una Nadia Fanchini serena e sorridente quella che per l’ennesima volta si appresta ad affrontare il percorso di riabilitazione in seguito all’intervento di ricostruzione del legamento del crociato anteriore e al rafforzamento del compartimento laterale del ginocchio sinistro. L’operazione di lunedì pomeriggio è andata molto bene, due ore in tutto, e questa volta rispetto alle precedenti è stata fatta solo un’anestesia locale, tant’è che la venticinquenne bresciana può raccontare in presa diretta del suo intervento: “Quando il dottor Giacomo Stefani è intervenuto sul crociato ho sentito che diceva: ‘crociato rotto, ricostruiamoc. E poi, quando sono intervenuti sul compartimento laterale, ho sentito più o meno le stesse parole. Quantomeno questa volta non ero addormentata e ho potuto intuire cosa stava succedendo” – racconta Nadia dalla sua camera d’ospedale.
Nadia sorride e scherza moltissimo, sdrammatizza il tutto con dell’autoironia: “Rispetto all’intervento dello scorso anno, quando sono stata operata ai crociati anteriori e collaterali di entrambe le ginocchia, questa mi sembra quasi una passeggiata – scherza Nadia –. Certo ho sentito male, ma niente di paragonabile a quello che ho sofferto dopo la caduta di St Moritz, quando le due ginocchia rotte mi distruggevano dal dolore. Questa volta la gamba destra sta bene e muoversi con le stampelle è decisamente un’altra cosa; stare seduta su una sedia a rotelle con le ginocchia inclinate in gradi diversi non è stato invece per niente facile. Mi sono fatta la pelle dura con l’intervento dello scorso anno e questa volta l’operazione non mi ha proprio spaventata. Sembra incredibile eppure sono riuscita ad affrontare tutto con grande serenità”.
Certo che tra numero di cicatrici e sfortuna ora Nadia Fanchini vanta anche altri primati tra le campionesse italiane dello sci alpino: “Se mi guardo il ginocchio sinistro c’è da spaventarsi – scherza Nadia –: una cicatrice a destra, una in mezzo ed ora una anche a sinistra. Davvero sexy! Credo che se mi mettessi a contare le cicatrici in squadra non mi batterebbe nessuna; probabilmente anche se facessi il resoconto della sfortuna che ho avuto. Da quando ho 18 anni sono riuscita a superare indenne solo il 2008. Tra i problemi di cuore, il crociato, poi di nuovo il cuore, la caduta in Val d’Isère con trauma cranico e rottura del polso, poi ancora le ginocchia… direi che con questa dovrei essere a posto”. “Ci sono atlete – sottolinea Nadiache durante la loro carriera riescono a non farsi mai male o comunque non subiscono infortuni molto seri, altre invece che come me o come Denise Karbon sono state spesso sfortunate. Spero davvero che questa sia la volta buona, in quanto ad infortuni mi sembra di aver già dato abbastanza”.
Ora Nadia terrà un tutore per 10-15 giorni inclinato di 20 gradi ed in seguito riprenderà la fisioterapia al Centro Kinetik di Rogno, nel bergamasco. “Adesso sono già concentrata sulla fisioterapia. Tra qualche giorno dovrei rifare subito una nuova lastra quindi il dottor Stefani, in accordo con il fisioterapista Paolo Patroni e la Commissione medica della Fisi, decideranno il mio cammino riabilitativo. Sono molto carica e convinta. È un percorso che ho già affrontato diverse volte, so quello che mi aspetta ed il peggio è già passato lo scorso anno. Ma questo – aggiunge Nadia mi è servito anche per capire che tutto quello che non ti uccide, ti rafforza. Tornerò a grandi livelli”. Parola di Nadia Fanchini.