Morzenti: "Non mi ricandido". E attacca Frattini

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In conferenza stampa contro Frattini, Senoner, Dalpez e Ravetto

Milano, Circolo della Stampa. Giovanni Morzenti riunisce i giornalisti per commentare la sentenza dell’Alta Corte di Giustizia del Coni. Pochi i colleghi, qualche curioso, presente il ‘fedele’ Antonio Noris, unico ex consigliere federale. Morzenti attacca subito, senza ‘peli sulla lingua’, come è abituato a fare. Attacca il Ministro Franco Frattini, "La Fisi è stata commissariata per ragioni squisitamente politiche riconducibili al Ministro Franco Frattini". Alta Corte del Coni condizionabile allora? L’ex-presidente Fisi fa un passo indietro: "No, l’Alta Corte non è stata condizionata dal Ministro". Tuttavia Morzenti per gran parte della conferenza stampa, durata quaranta minuti circa, parla sempre di Frattini: "Ha sempre alimentato polemiche contro la Fisi. Del resto è un interesse ossessivo e diretto il suo, che nasce dal suo antico ruolo di presidente della commissione scuola maestri di sci, confermato dalla tempestività con cui ha fatto pervenire il suo commento sul commissariamento Fisi. Questo comportamento anomalo, che intende con la forza della sua autorità adoperata in modo inproprio e inopportuno, indirizzare e manipolare i vertici e il modus operandi della Fisi, tende invece a vanificare quanto finora fatto per il bene comune della medesima federazione". Intanto arriva ‘live’ la notizia che è Franco Carraro il nuovo Commissario: "Auguri di buon lavoro. Io tuttavia non mi candido nuovamente. Ho fatto tutta la carriera federale, dal club al Comitato, alla presidenza Fisi. Non ho più intenzione di ricandidarmi, è ufficiale. E’ un impegno, un atto di volontariato, se nemmeno non mi diverto più…Certo, vedrò se fare ricorso al Tar per la sentenza dell’Alta Corte di Giustizia del Coni. Con questa sentenza, il volontariato associativo ha preso un grosso schiaffo". Ancora su Frattini: "In maniera ossessiva ed intimidatoria ha architettato trame frutto di manipolazione politica. Interferenze per il grado di parentela che lo lega all’ex presidente Fisi Gaetano Coppi, suo suocero….L’obiettivo di Frattini nell’infierire contro la Fisi si colloca in un contesto di interessi e favoritismi che vedono coinvolto, fra gli altri, il suo amico Ferruccio Tomasi, che in Fisi fallì rovinosamente come direttore Coscuma". Cade Morzenti, cade di conseguenza anche il Consiglio: "Abbiamo lavorato con forza, con risultati, risanando i debiti. Più risorse alle squadre, investimenti nel marketing e nella comunicazione, con un ufficio stampa più solido. Ringrazio il Consiglio, anche chi come Lorenzo Conci poteva avere una visione differente, ma che è sempre stato collaborativo, lavorando e proponendo. Non è così ad esempio per un Rainer Senoner, che si interessava solo delle sue questioni, ovvero i diritti tv, visto che è un promotore della Coppa del Mondo in Gardena. Ottimi rapporti anche con i Comitati, anche se ci sono quelli come Angelo Dalpez del Trentino, che ha saputo esclusivamente criticare". L’ultima frecciata è per Claudio Ravetto: "Non doveva e non poteva parlare di determinati argomenti. Lo ha fatto sempre senza nemmeno documentarsi, senza sapere la verità Un errore".
 

11 COMMENTI

  1. Per chi non conoscesse il passato di un grande uomo di sport viene in soccorso Wikipedia. FRANCO CARRARO Aspetti controversi La figura di Franco Carraro è legata a molti aspetti controversi, a causa del suo doppio ruolo di banchiere e dirigente sportivo, per il fatto di essere molto vicino ai gruppi bancari che controllano alcune società calcistiche, come ad esempio Capitalia (che, mediante Italpetroli controlla la Roma, ed è anche creditrice del Parma) e Mediocredito, di cui era ed è tutt\'ora presidente[8]. Mediocredito è la società del Gruppo Capitalia ed è stata uno dei maggiori azionisti di alcune società di Serie A e B, come Roma, Napoli, Perugia e Lazio, consentendo al club biancoceleste di iscriversi al campionato 2002-2003 nonostante un debito di 110 milioni di euro: al mattino Carraro, nelle vesti di presidente di Mediocredito, garantì la ricapitalizzazione, mentre la sera stessa, nelle vesti di presidente federale, ne certificò l\'iscrizione. L\'economista Victor Uckmar affermò che la situazione finanziaria del calcio italiano, durante la gestione Carraro, era peggiorata; Carraro in un primo momento lo smentì, affermando che il calcio italiano non era messo malissimo, salvo poi affermare che molte società avrebbero dovuto fallire, ma che non era il caso di prendere provvedimenti per le eventuali reazioni degli ultrà. A tale proposito Carraro fu contestato dagli ultrà della Fiorentina, per il presunto diverso trattamento riservato alla squadra dei viola rispetto alla Lazio nel 2002, alla Roma e al Napoli nel 2003. Carraro è stato indagato per minacce a corpi giudiziari dello Stato su denuncia dei TAR di Catania, e per abuso di ufficio a Roma ma entrambe le inchieste sono terminate a suo favore con il proscioglimento. Le dimissioniIn data 8 maggio 2006, con il delinearsi dello scandalo del calcio italiano del 2006, Carraro si è dimesso da presidente della FIGC con una lettera nella quale, tra l\'altro, afferma: « Ricordo che noi abbiamo sempre rispettato le regole. Vi è stata una solo eccezione nell\'estate 2003 quando abbiamo deliberato, forzando le procedure regolamentari, l\'ampliamento dell\'organico della serie B. È stata una decisione dolorosa, \"il minore dei mali\" in presenza del clima che si era creato e dell\'indispensabilità di cominciare i campionati alle date previste. Una decisione straordinaria consentita da una legge dello Stato ed approvata dal Coni. Di fronte ad una vicenda grave e dolorosa come quella che scaturisce dal materiale inviatoci dalla Procura di Torino e di fronte agli sviluppi che potrebbero esserci dalle indagini in corso da parte delle Procure di Roma e di Napoli, non penso che il mondo del calcio possa permettersi che da parte di alcuni addetti ai lavori e da alcuni rappresentanti dell\'opinione pubblica si discuta sull\'opportunità che il Presidente Federale continui ad esercitare le sue funzioni. Gli impegni della Federazione nei prossimi giorni e nei prossimi mesi sono tali e tanti che necessitano un vertice federale nel pieno delle proprie funzioni e concentrato sugli stessi » (Franco Carraro) Coinvolto nello scandalo, in quanto venne intercettato mentre parlava con il designatore arbitrale Paolo Bergamo, pregandogli di favorire a livello arbitrale la Lazio, fu squalificato per 4 anni e 6 mesi nella sentenza della CAF (primo grado), per poi essere multato di 80.000 € nella sentenza della Corte federale. A livello penale il 29 maggio 2009 è stato prosciolto dall\'accusa di frode sportiva. Carriera extrasportiva Franco Carraro è stato per tre volte ministro del turismo, sport e spettacolo (dal luglio 1987 all\'aprile 1991) nei governi Goria, De Mita e Andreotti VI. La sua nomina fu una conseguenza dell\'imminenza del Campionato mondiale di calcio 1990, anche se non fu Carraro a tagliare i nastri dei nuovi impianti sportivi. All\'inizio del 1989, il segretario del PSI Bettino Craxi e quello della DC Arnaldo Forlani strinsero un accordo (il \"patto del camper\"), che prevedeva, tra l\'altro, che il sindaco di Roma sarebbe toccato ad un socialista. È infatti, alle elezioni amministrative dell\'ottobre di quell\'anno Carraro è praticamente il candidato in pectore allo scanno più alto del Campidoglio ed il mese successivo è eletto sindaco senza difficoltà dal consiglio comunale di Roma. Dal novembre 1989 all\'aprile 1993 guida tre giunte: la prima di pentapartito, la seconda allargata agli indipendenti (il cosiddetto \"ottovolante\") e la terza, durata solo 24 ore, composta dai soli laici senza la partecipazione della Democrazia Cristiana.[12] La seconda giunta Carraro, infatti, si trovò nell\'impossibilità di operare a causa dei continui arresti e incriminazioni dei suoi assessori. Di qui il tentativo di costituire una giunta formata da personalità che fino a quel momento non fossero mai state implicate nell\'amministrazione cittadina. Tuttavia, le dimissioni della quasi totalità dei consiglieri comunali dell\'opposizione comportarono la conseguenza dello scioglimento dell\'assemblea capitolina, con la nomina di un commissario prefettizio. Passate le consegne al commissario, Carraro decise di abbandonare la politica attiva e di rivolgere la sua attenzione ad altri campi, dedicandosi in particolare al management di banche ed imprese. Dal 1994 al 1999 è presidente del colosso Impregilo e ne è direttore fino al 2002. Dal 1995 al 2000 è presidente anche di Venezia Nuova Consortium. Tra il 1999 ed il 2000, è vicepresidente di Mediocredito (la merchant bank della ex Banca di Roma, ora Capitalia), di cui è presidente dall\'aprile del 2000. Ma veramente non poteva esserci\"persona migliore\"? O la definizione ha un senso diverso da quello che di solito significa per la gente che ama la trasparenza e l\'integrità? Auguri.

  2. Tebrerol studiati i regolamenti e poi parla di qualcosa che conosci. Le regole se ci sono vanno rispettate. Forse non riesci a comprendere che essendoci state numerosissime irregolarità negli accreditamenti gioco forza il risultato dell'elezione è completamente falsato. Ti ricordo che l'ex presidente ha vinto con uno scarto di poco superiore a 2.000 voti. Chi ti assicura che avrebbe davvero vinto? L'Alta Corte di Giustizia ha solo applicato le regole ed ha sorvolato sulle responsabilità personali dell'Organo preposto al controllo (che per tua informazione non era certamente il Presidente dell'Assemblea, il cui compito è solo quello di presenziare e controllare l'esatta verbalizzazione degli accadimenti durante l'assemblea. Il presidente dell'Assemblea non è nemmeno investito della responsabilità dello scrutinio, essendoci un organo federale specificatamente preposto, quale la Commissione Verifica Poteri.
    Quindi invece di dire inesattezze informati!
    Quanto al fatto che dietro a tutta sta vicenda ci sia Frattini, questo lo sanno anche i sassi. In questo caso però lui si è limitato a fare da cassa di risonanza, visto che nei casini Morzenti ed i suoi sono stati abilissimi a mettercisi da soli!!!

  3. L´ex presidente ha pienamente ragione con le sue conclusioni. Sicuramente ci sono state delle irregolaritá all´assemblea federale ma il CONI deve rendersi conto che con questa sentenza ha veramente dato uno schiaffo pazzesco al volontariato. Non é possibile che migliaia di persone vanno in pellegrinaggio fino a Torino per eleggere un presidente federale e per contribuire a raggiungere anche il quorum necessario per poi essere citati in tribunale. Difficilmente si raggiungerá ancora al quorum necessario alle prossime elezioni ed inoltre, con questa sentenza praticamente é stato sfiduciato anche un grosso personaggio del CONI come Luca Pancalli, il quale ha diretto l´assemblea come presidente. Davvero strano il modo in cui il CONI tratta la propria gente!! Inoltre vorrei sottolineare che se ci fosse un altra persona politicamente cosí potente ad andare a controllare le assemblee di altre federazioni non oserei immaginare cosa ne verrebbe fuori, perché con questo sistema elettorale probabilmente ci sarebbero da annullare tutte quante. Comunque vada – lo sport ha dovuto inchinarsi ancora una volta!

  4. Bravo Morzenti,la più bella azione svolta sinora è di non ricandidarti,con te e la tua banda la FISI porta nell'inceneritore la spazzatura sparsa quà e là,tanto per dare un parallelo in chiave campana.
    C'è bisogno di una federazione "ecosostenibile"!!!!!!

  5. Il ministro si sarà certamente dato da fare a dare pubblicità alla questione, ma il papocchio delle elezioni è stato con dovizia dimostrato ed accertato. Leggetevi la sentenza in originale. C'è da inorridire per come sono stati svolti gli accreditamenti, la consegna delle schede ed il loro conteggio.

  6. era ora!! Adesso però un nuovo consiglio federale tutto nuovo, con elementi giovani, puliti, non solo espressione di comitati potenti e … interessati, ma propositivi e motivati!!! Ci si deve occupare prima di tutto di sport, di giovani, di squadre, anche di talenti, non solo di contributi, diritti tv e tutto quanto è frutto di intrecci o apparentamenti politici: si dia anche un segnale alla politica, non se ne può più!!!

  7. Lei invece sig. ex presidente? Lei invece è l'unico depositario della verità? Perché invece di accanirsi nella difesa della sua ex poltrona presidenziale , non indirizza le sue innumerevoli e ben note energie per meglio difendere la sua onorabilità nella causa penale pendente innanzi alla Corte d'Appello di Torino??
    In bocca al lupo Dr. Morzenti. Da tesserato non rimpiangerò mai i suoi due mandati, contraddistinti solo per litigiosità, scarsa lungimiranza e soprattutto contrassegnati do moltissime ombre e ben pochi raggi di sole ascrivibili al suo operato.