I marziani, i normali e il caso Locher

Ecco il punto di Claudio Ravetto

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La splendida azione di Alexis Pinturault ©Agence Zoom

I MARZIANI – Ma che spettacolo! Pinturault, Kristoffersen e un Hirscher che non molla. Che prestazioni, che livello stratosferico! Nello sci non esistono i record del mondo, ma vi assicuro che nel weekend abbiamo assistito a qualcosa di mai visto, Alexis Pinturault ed HenriK Kristoffersen rispettivamente in gigante e in slalom hanno sciato a livelli inimmaginabili, abbinando a una tecnica innovativa e sopraffina una spregiudicatezza e un coraggio senza eguali. Davvero bravi, davanti alla tv si rimane a bocca aperta. Solitamente è Marcel Hirscher che accende la miccia con manche al limite, sfruttando la sua incredibile determinazione per spostare in alto l’asticella a misure che sembrano inarrivabili, ma subito dopo gli altri due marziani non si fanno per niente intimorire, anzi usando le loro doti tecniche fanno vedere che nessun limite è mai insuperabile. Peccato per la coppa generale che Pinturault abbia buttato un paio di occasioni da cento punti come lo slalom di ieri e il super gigante della scorsa settimana, e che Kristoffersen non abbia partecipato al primo slalom di Levi per le note vicende contrattuali, il duello sarebbe stato davvero anche lì appassionante.

I NORMALI – Poi ci sono tutti gli altri, con la squadra francese che si mette in bella evidenza in gigante e quella austriaca che piano piano si sta ricostruendo ad alti livelli in slalom. Ci sono diversi volti nuovi che si affacciano, ma ancora molto incostanti perchè alternano manche ottime a ingenui errori, e inossidabili vecchietti che cercano in tutti i modi di mantenersi ad alti livelli. La stagione è ancora all’inizio molte cose devono ancora delinearsi: c’è chi cerca ancora la forma migliore, c’è chi vuole arrivare per risalire le start list, c’è chi deve smaltire infortuni. Tuttavia una una cosa è già certa: per il podio bisognerà fare i conti con i tre marziani che salvo situazioni imprevedibili lo monopolizzeranno quasi sempre.

E L’ITALIA? – Siamo nel gruppone, un poco più indietro in gigante, un poco più avanti in slalom, ma comunque sempre leggermente intruppati. Sia chiaro, come più volte ho ribadito, rispetto i risultati nei dieci, tengo conto di errori e acciacchi, ma anche al netto di questi la realtà è che per ora non abbiamo un potenziale da podio. Che poi questo possa arrivare può anche succedere, ma solo se le condizioni sono particolari o se qualcuno degli avversari sbaglia o cade. Questa situazione è cristallizzata da qualche anno in gigante, ultimamente questa sta diventando la norma anche in slalom. Vero è che Manfred Moelgg   un bel podio lo ha appena ottenuto a Levi, sta sciando su buoni livelli e senza gli errorini sarebbe più avanti. Vero che tutto sommato Stefano Gross ha fatto una discreta gara, che in gigante Luca De Aliprandini cerca di imitare il suo amico Hirscher in spirito motocrossistico ma tutto questo non basta certo. Come ha detto Max Carca quando è tornato lo scorso anno in Italia “siamo la Ferrari” e lo siamo soprattutto da sempre nelle discipline tecniche, su piste difficili come quelle di Val D’Isere, lo siamo sempre stati come modello di sciata. Purtroppo però esattamente come la Ferrari, ora, non vinciamo mai e vediamo altri sfrecciare davanti inarrivabili come tecnica, potenza e soprattutto nella grande capacità di innovare e assumersi rischi anche a costo di brutte figure. Sono spariti i nostri due atleti potenzialmente vicini ai marziani: Giuliano Razzoli che fa fin troppa fatica a riprendere il ritmo e Roberto Nani che costretto a rientrare nei dettami tecnico-atletici della federazione ha perso completamente la bussola. Nota totalmente positiva del weekend invece Tommaso Sala, alla sua prima qualifica tredicesimo, in slalom. Bravo lui e bravi agli amici del Lecco che come sci club stanno cercando di percorrere strade alternative.

CAPITOLO LOCHER  – Come avevo già scritto immediatamente dopo Solden non ero d’accordo sulla decisione di prendere un tecnico straniero ma ora si è fatto di peggio licenziandolo dopo appena due gare. Max Carca che si assume la responsabilità delle squadre di discipline tecniche come se fosse rientrato solo ora dal Canada, ma dove era questa estate, e non era forse sempre lui in partenza fin da Soelden? Quindi come fa ad accusare gli atleti di scarsa determinazione e il tecnico di poco carisma se era lui lì con loro proprio nei momenti cruciali? Nessuno poi sapeva che non parlava italiano? E adesso non si poteva tenerlo in squadra ridimensionandone i compiti? Attenzione, ma per un’altra volta, le decisioni non pioveranno mica dall’alto? Chi non ha voluto come responsabile Simone Del Dio (fortuna per lui che è andato in…Francia) ritenendolo non all’altezza del compito o scomodo o troppo filo atleti? Forse non sapremo mai bene com’è andata veramente, ritengo comunque la decisione di allontanare così presto il tecnico Steve Locher grave. Anche in FISI è diventato di moda cacciare allenatori, preparatori, segretari generali (ben tre e siamo tuttora senza bisogna ricordarlo…) dopo scelte iniziali sbagliate e senza troppe motivazioni, solo per far vedere chi comanda veramente. Scimmiottando certe società di calcio dove però, badate bene, il presidente di turno esercita il proprio potere spendendo soldi suoi e non quelli dei tesserati. Siamo in democrazia, questo è vero, e il voto legittima la leadership, ma visto che dietro ad atteggiamenti arroganti spesso si nascondono mancanza di idee e insicurezza, come avviene nella politica (quella seria) il popolo prima o poi apre gli occhi.