LIVE – Deville, campione mai domo ed esempio per i giovani

STELVIO - Il fassano, vincitore a Kitzbuehel nel 2012, vuole tornare fra i big

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Cristian Deville ©Andrea Chiericato

La quarta casa cantoniera sulla strada che sale al Passo dello Stelvio si presenta di colpo, tutto d’un tratto. Infatti non si vede un metro su quel leggendario serperpentone d’asfalto che si inerpica da Bormio al Passo, la visibilità è praticamente nulla, la temperatura invernale, gli alpeggi bianchi per la neve appena caduta. A pochi chilometri dal Passo Stelvio, alla quarta come si dice, proprio appiccicata al confine con la Svizzera, ecco la caserma delle Fiamme Gialle. Una costruzione che spicca a 2500 metri in mezzo al nulla. I ragazzi non sono saliti in ghiacciaio per le condizioni avverse del meteo e allora si lavora atleticamente nella struttura che i finanzieri gestiscono direttamente. Atleti ma non solo, anche cuochi e camerieri, addetti alle pulizie e alla piccola manutenzione. E così, quando la tristezza della prematura scomparsa di Knife Fontanive non ti assale, si trascorrono queste intense giornate fra allenamenti sugli sci, lavoro a secco e prendersi cura della caserma. Michela Azzola e Giulia Di Francesco aiutano il cuoco a fare la macedonia dopo aver scaricato sci e zaini dal pulmino. Valentina Cillara Rossi è rimasta a letto influenzata. Alex Hofer e Stefano Baruffaldi si alternano alla cyclette. E poi c’è il capitano di lungo corso Cristian Deville che si divide fra esercizi di propriocettività e allungamento.

CRISTIAN LOTTA ANCORA – ll fassano ha deciso a fine primavera di continuare. Non molla e rilancia Deville, quel grande campione dello slalom che è stato protagonista ai vertici in Coppa del Mondo: 4 podi, 21 ton ten, la splendida vittoria il 22 gennaio 2012. Dove? A kitzbuehel, non un posto qualsiasi. Sulla Gaslern, nel tempio dello sci, un trionfo leggendario. Ma Deville, guerriero com’è, ne ha passate tante. Certo i successi, i grandi palcoscenici, gli anni d’oro, ma anche momenti difficili in cui ha perso quello smalto e quella brillantezza che lo avevano sempre contraddistinto. Ma Cristian ha tenuto duro, ha continuato ad allenarsi. Fuori squadra, quindi atleta di interesse nazionale, ora con il gruppo sportivo delle Fiamme Gialle. L’anno scorso una stagione davvero brillante in slalom e anche in gigante fra FIS e Coppa Europa (quarto in Polonia). E così, troppo forte è il richiamo della Coppa del Mondo per mandare tutto a rotoli. Eccolo Cristian: «Continuo un altro anno, le motivazioni sono ancora forti. Certo, l’obiettivo è la Coppa del Mondo, altro non mi interessa. A fine ottobre ci saranno dei test per un paio di posti per completare il contingente per Levi (il primo atto di Coppa del Mondo a novembre – ndr) ecco il mio scopo che giustifica il fatto di aver continuato a fare l’atleta». Otto punti FIS, soprattutto, una voglia e una determinazione da vendere. Un campione mai domo, un esempio per i giovani, uno stimolo per chi non trova energie e motivazioni per andare avanti, per proseguire nel cammino, per lottare ancora. Deville c’è, lotta sempre. Il suo passato può essere ancora presente.