Lindsey Vonn e' tornata, miracolo a Lake Louise

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Vittoria n.60 in Coppa, tripletta Usa con Cook e Mancuso sul podio

Aggettivi terminati. Per la regina dello sci alpino. Un anno abbondante di stop, due interventi alle ginocchia, mille sofferenze, altrettanti dubbi. Poi torna a gareggiare in Coppa del mondo dopo un grandissimo lavoro atletico-tecnico e alla seconda gara… eccola subito là, sul gradino più alto del podio, sulla sua pista per altro, celebrazione perfetta della redenzione, per la sessantesima volta in Coppa del Mondo. Un numero impressionante. E’ stata pressoché perfetta rispetto a ieri, dall’inizio alla fine, non ha perso nel tratto finale come nella prima discesa, ma ha scavato il solco decisivo con le avversarie nella prima parte di gara, con la sua grande potenza e sensibilità. Morale: 1’50’’48, tempo migliore anche di quello della Maze, ieri, vittoria n.60 in Coppa del Mondo (a -2 dal record assoluto dell’austriaca Moser-Proell), 30esima in discesa (a -6 dalla stessa austriaca), podio n.104, 15esima vittoria a Lake Louise, 12esima in discesa. Numeri che forse non meritano nemmeno di essere commentati… L’ultima vittoria in Coppa del mondo di Lindsey risaliva al gigante di Maribor, in Slovenia, il 26 gennaio 2013, quando beffò Tina Maze a casa sua nella stagione trionfale… 

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GARA – Tempo e meteo simili a gara1, così come la condizione della neve, persino un po’ più molle rispetto a ieri. Il vento per una volta non ha condizionato le discese, da queste parti. Mille emozioni, sono possibili anche su una pista non particolarmente difficile come la Men’s Olympic Downhill. Che Lindsey Vonn potesse tornare sul podio o tra le prime cinque era assolutamente preventivabile, forse si pensava fosse ancora troppo presto per vincere. Ma su questa pista, ogni risultato è possibile, per lei. Il suo rientro in squadra ha risollevato tutto il Team americano di velocità femminile, che due anni fa era imbattibile, quando Lindsey gareggiò per metà stagione prima di distruggersi un ginocchio nel superG iridato di Scladming, e un anno fa, senza di lei, arrancava. Oggi non è stata solo la regina a riscrivere la storia, no, ma tutto il team Usa, che ha piazzato Stacey Cook sul podio, seconda per la terza volta in tre anni su questa pista, e Julia Mancuso terza, primo podio stagionale e in discesa a Lake Louise, 34° in Coppa del Mondo, dodicesimo in discesa. Le velociste ‘yankee’ sono tutte molto brave nei tratti di puro scorrimento e per il resto, Mancuso a parte (fuoriclasse), Cook, Ross (5a dopo il quarto posto di ieri, a completare il festival, con McKennis 18a) e compagne hanno lavorato molto dal punto di vista tecnico. E si è visto. Tutte hanno tenuto una linea perfetta sul passaggio più difficile, l’uscita dalla fish-net e l’attacco muro sul fall-away, preparando la curva in anticipo, ma senza perdere la velocità necessaria per affrontare poi l’ultimo lunghissimo tratto che porta al traguardo, senza troppi problemi se non qualche piccola onda da lavorare. Il risultato odierno del team americano era nell’aria, dopo che ieri quattro atlete avevano chiuso tra le prime nove. Ma non si era mai verificato nella storia della squadra americana femminile in Coppa del Mondo… 

SORPRESE – Tina Maze, vincitrice della prima discesa, ha chiuso ottava a 0’’89, sbagliando proprio l’ingresso muro, rischiando grosso ad altissima velocità, ma salvandosi anche con la ‘testa’ e la sua grande potenza muscolare. Lì si è giocata sicuramente il podio e chissà, forse anche la vittoria, che avrebbe conteso fino all’ultimo a Lindsey, in un duello che si rinnova, entusiasmante, perché era stata molto brava nella parte alta e centrale del tracciato. Fenninger e Weirather non hanno ripetuto le prove quasi perfetti di ieri, chiudendo rispettivamente al nono e dodicesimo posto. L’altra sorpresa di giornata è rappresentata da Larisa Yurkiw, quarta, al miglior risultato della carriera, su una pista amica. Redenzione anche per lei, dopo mille guai. Quinta un’ottima Viktoria Rebensburg, di nuovo tra le prime in velocità sulla pista che le aveva regalato i risultati migliori in discesa, i due quarti posti del 2011. Quindicesima Lara Gut, che però aspettiamo in superG, 14a Sejersted.

ITALIA – Alberto Ghezze, responsabile del team velocità, non era per nulla contento dell’atteggiamento avuto dalle sue ragazze nella prima discesa, si è fatto sentire, e in cambio ha ottenuto, con sole cinque atlete in pista, una prova più convinta e aggressiva, per tutte. Brava Elena Fanchini, in crescita, alla fine settima a 86 centesimi dalla Vonn e soli tre decimi dal podio. Ha sciato bene nella parte tecnica, si è solo scomposta, al solito, sul salto dell’Olympic Crossing, e per il resto ha fatto valere le due doti sui piani. Ritrovata. Può scalare posizioni. Discreta Verena Stuffer, 17a a 1’44”, quanto meno decisamente meglio rispetto al 26° posto di ieri. Ancora male, purtroppo, Daniela Merighetti, che è stata di nuovo velocissima in alto, per poi non riuscire più a essere efficace già prima del coaches’ corner. Morale, 23a 1’’88. Hanna Schnarf non ha ripetuto la prova di ieri, finendo 34a; 45a Francesca Marsaglia, non è partita Nadia Fanchini. Queste ultime tre atlete sono attese in superG, domani, dove possono trovare una grande gara. Non è partita Sofia Goggia, che domenica però sarà al via, così come Elena Curtoni, per un totale di otto italiane in gara. 

COPPA DEL MONDO – In classifica generale guida sempre Tina Maze con 288 punti, davanti a Zettel e Fenninger.

 

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REDATTORE - Milanese, 39 anni, laureato in Lingue, sposato con Laura e papà di Giulia, appassionato di tanti (troppi) sport da sempre, amante delle discipline americane, è transitato attraverso esperienze nei quotidiani (Il Giorno, per il quale scrive ancora, Tuttosport, freepress), in Radio (Radio 24, AGR), Internet (Leonardo) e dal 2009 ha trovato la sua dimensione come telecronista di diverse discipline (sci, nuoto, tuffi, scherma, pallavolo, pallanuoto ecc.) su Eurosport Italia. Ma continua ad amare anche la scrittura alla follia e dall'aprile 2014 collabora con Race ski magazine