Ligety: La Fis non si deve occupare di attrezzatura

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Regole libere oppure potere ai costruttori

Ted Ligety interviene ancora sulla questione misure gigante con una lunga lettera sul suo blog. Il pensiero dello statunitense riprende quello di Bode Miller: «Se la Fis non si occupasse di attrezzatura, non credo che ad alto livello cambierebbe molto. C’è un punto di non ritorno in fatto di altezza, lunghezza, sciancratura e, anche senza regole, non siamo lontani». Lo statunitense dice di avere testato scarponi e piastre più alti in una gara con regole libere e di essere tornato alla sua attrezzatura perché non davano vantaggi evidenti. «Se le regole fossero libere ognuno potrebbe usare l’attrezzatura migliore in funzione della propria corporatura e stile. Gli sciatori piccoli potrebbero usare sci più piccoli, quelli con piedi grandi stare più alti in modo da non toccare. Oggi non tutti gli sciatori di Coppa del Mondo utilizzano la massima altezza, perché non è migliore per tutti. Se un ragazzo al primo anno è gracile perché non dovrebbe usare sci più piccoli?». Se la Fis vuole rendere le gare più sicure, continua Ligety, dovrebbe concentrarsi sulla preparazione delle piste e le protezioni. «Migliori recinzioni, zone d’impatto più ampie, migliori metodi di preparazione della neve in modo da renderla omogenea dall’inizio alla fine: sembra ovvio, ma il 90% delle piste di Coppa del Mondo hanno condizioni di neve variabile dall’inizio alla fine e questo causa infortuni». La conclusione è chiara: «La Fis dovrebbe lasciare decidere a chi conosce meglio l’attrezzatura; le aziende costruttrici continuano a sviluppare materiali migliori e innovativi con la sicurezza come priorità… se c’è bisogno di regole queste dovrebbero essere decise direttamente dalle aziende perché hanno una migliore visione dello sport e della sicurezza».

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Claudio Primavesi
DIRETTORE RESPONSABILE - Classe 1971, milanese di nascita, brianzolo d’adozione, l’importante è che da casa si veda qualche vetta innevata! Ha iniziato con un articolo su Buzzati sciatore per arrivare a… Sochi, prima per esplorare le cime caucasiche alla ricerca della neve fresca e poi per seguire le Olimpiadi. L’auto è sempre pronta: destinazione Sölden, Kitz od Ozegna, l’importante è raccontare ai lettori di Race che cosa succede davvero nel Circo Bianco.

2 COMMENTI

  1. Ma la persona della FIS che ha fatto la proposta di portare a40 e poi a 35 mt il nuovo raggio di curva,scia?
    I 27 mt di oggi mi sembrano adeguati,e poi,non sarebbe meglio sentire il parere tecnico degli atleti?
    Tutti sembrano contrari,perché demotivarli con l' imposizione di un' attrezzo che sembra non volere nessuno?