Legge Gelmini, un piccolo spiraglio?

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Nel testo compare la parola 'eccezioni", ma si capisce poco..

Ecco la parte del testo della Legge Gelmini che interessa gli studenti impegnati nello sport agonistico. Il passaggio sotto citato parla chiaro, ma si parla anche di ‘casi eccezionali’. Tuttavia sembra troppo poco, ossia la paura è che per ‘eccezionali’ possino sembrare solo gli atleti di alto livello. Insomma, si capisce poco, anche c’è un piccolo spiraglio, perchè sarebbe poi il Consiglio di classe a decidere. Tuttavia è difficile essere soddisfatti: adesso la palla passa alla Fisi e al Coni, che speriamo facciano fronte comune nel colloquiare con il Ministero affinchè ci sia un risultato favorevole. Si aspettano sviluppi. “A decorrere dall’anno scolastico di entrata in vigore della riforma della scuola secondaria di secondo grado, ai fini della validità dell’anno scolastico, compreso quello relativo all’ultimo anno di corso, per procedere alla valutazione finale di ciascuno studente, è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato . Le istituzioni scolastiche possono stabilire, per casi eccezionali, analogamente a quanto previsto per il primo ciclo, motivate e straordinariederoghe al suddetto limite. Tale deroga è prevista per assenze documentate e continuative, a condizione, comunque, che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del consiglio di classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati. Il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza, comprensivo delle deroghe riconosciute, comporta l’esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione alla classe successiva o all’esame finale di ciclo”. Una nota positiva invece viene da questo ‘stralcio” del testo: “Il voto di educazione fisica concorre, al pari delle altre discipline, alla valutazione complessiva dell’alunno”. Almeno questo…

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Gabriele Pezzaglia
RESPONSABILE WEB - Milanese classe 1974, è giornalista pubblicista. Dal 2004 segue la Coppa del Mondo di sci, dal 2007 lavora con la Mulatero Editore. È responsabile sito web e area agonismo di Race Ski Magazine e inviato sul campo. Accreditato a tre Olimpiadi invernali: Torino, Vancouver e Sochi. Quando non è sulla neve, pedala...

4 COMMENTI

  1. bisogna proprio mettere in evidenza la differenza di alunni che vanno a scuola per una propia cultura , non devono essere danneggiati ,se nella vita hanno la fortuna di riuscire a PRATICARE UNO SPORT CHE LI AIUTA ANCHE NELLA CRESCITA PER FORMARSI E DIVENTARI UOMINI – QUESTO TIPO DI RAGAZZO nei ritagli di tempo libero riesce a farsi impartire ore di recupero per poter trovarsi nelle interrogazioni o verifiche a parita'con chi a scuola va tutti i giorni .Quindi sono proprio d'accordo che bisogna verificare e in casi eccezzionali anche se un ragazzo e' stato assente cinquanta o piu' giorni ma con un discreta valutazione dal consiglio di classe non deve assolutamente essere bocciato.Quindi alla scuola va data la decisione se l'alunno puo' frequentare la classe successiva …….la scuola e' molto importante e lo sport per la crescita di un ragazzo ed altrettanto formativo.le due cose devono andare in sintonia .complimenti a questi ragazzi grande stima!!!!!!!

  2. casi eccezzionali…..
    si ma casi eccezzionali sono atleti che a 17 anni sono al livello della Gut….mica tutti i ragazzini che navigano attorno ai 100/70 punti Fis e sono tra club e comitato (quindi ampliamente fuori anche dalle squadre nazionali). quelli a scuola c'hanno d'andare…..ma sono quelli il "problema" mica chi