Legge Gelmini sulle assenze, giusta o sbagliata?

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1949

Con 50 giorni di assenza si perderà l'anno. La Fisi cerca una mediazione.

La nuova legge Gelmini sulla scuola in vigore da quest’anno prevede che un alunno potrà al massimo fare 50 giorni di assenza. Superato tale tetto l’alunno perderà l’anno scolastico. Per i giovani impegnati con le Fis Giovani Regionali e le Fis Giovani Nazionali è una notizia tutt’altro che irrilevante. La legge è fatta per stanare i cosidetti ‘fannulloni’, ma purtroppo non viene al momento specificato al momento alcun riferimento per assenze motivate dall’impegno sportivo agonistico. "La Fisi si è già messa in contatto con il Ministero della Pubblica Istruzione, ed in prima fila si sta impegnando il presidente Giovanni Morzenti. Certo, la scuola per noi è determinante nella crescita di una persona, ci mancherebbe altro. In questo senso vanno le nostre intenzioni di gareggiare nei giorni festivi, ma è importante che la nuova legge possa fare dei distinguo. E’ una situazione delicata, ma credo che si troverà un punto di incontro", fa sapere il vice presidente Antonio Noris. Più preoccupati sembrano invece gli allenatori dei Club e dei Comitati regionali. Questi ultimi ad esempio, a conti fatti e prendendo i programmi delle ultime stagioni, rischiano di arrivare a Natale con già una trentina di giorni di assenza. Pur nella bontà della legge, sono necessari insomma dei distinguo. Aspettiamo sviluppi in merito.

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Gabriele Pezzaglia
RESPONSABILE WEB - Milanese classe 1974, è giornalista pubblicista. Dal 2004 segue la Coppa del Mondo di sci, dal 2007 lavora con la Mulatero Editore. È responsabile sito web e area agonismo di Race Ski Magazine e inviato sul campo. Accreditato a tre Olimpiadi invernali: Torino, Vancouver e Sochi. Quando non è sulla neve, pedala...

17 COMMENTI

  1. Questo è uno dei motivi per cui mio figlio Edoardo del '99 mollerà lo sci, con mio grande dispiacere, dopo aver fatto lo scorso anno Interappeninici, Topolino, C.italiani e Pinocchio (forse non è così scarso).
    Il prossimo anno ha la 3° media e dovrà fare ben meno di 50 gg di assenza (sono 2 mesi e mezzo ossia 1/4 dei giorni di scuola).
    Detto questo e partendo dal presupposto che la scuola sia fondamentale almeno fino a 18 anni, il problema, a mio avviso, non è la Gelmini o la scuola.
    Perchè i nostri bambini sono obbligati ad allenarsi e fare gare nei giorni feriali?
    Perchè non fare un regolamento in cui proibire almeno le gare per giovani nei giorni feriali?

  2. Il problema sci -scuola è stato da me personalmente più volte segnalato con lettere al responsabile del comitato Alpi Centrali. A parte delle risposte formali nelle quali si evidenziava la difficoltà di trovare stazioni che ospitassero le gare al sabato e alla domenica si capiva che anche per gli allenatori e gli altri operatori era più comodo lavorare durante la settimana e avere poi il weekend libero.
    Da un paio di anni infatti la gara giovani durante il week end dalle fis ai cittadini è una vera rarità.
    Se a questo pochezza di attenzione e lungimiranza delle esigenze dei ragazzi da parte di chi li deve far crescere come uomini e atleti si sposa una nullità mediatica come il ministro dell'istruzione e un governo da operetta si può ben immaginare quali ulteriori disastri ci potranno essere per il nostro sci.

  3. La crescita dei ragazzi oltre che passare dalla scuola passa anche da esperienze come l'attivita' sportiva a livello agonististico in particolar modo lo sci : sveglia prestissimo, freddo polare , ore dedicate all'allenamento, obiettivi da raggiungere e senza MAI TRASCURARE LA SCUOLA. La scuola che dovrebbe formare e preparare al mondo del lavoro e' rimasta a livello paleozoico e penalizza chi cerca di crearsi un futuro ed un lavoro gratificante, senza dimenticare i sacrifici che devono sostenere i genitori a 360 gradi.
    Il Ministro invece di avvicinare i giovani sciatori all'Europa li costringe ad abbandonare, salvo che frequentino lIcei ad indirizzo Spotivo , peraltro "mosche bianche" in Italia.

    Lupo Alberto

  4. Altri aspetti molto importanti sono:
    1. la discriminante tra chi frequenta una scuola pubblica (il sabato và a scuola) e chi frequenta quella privata (il sabato non và a scuola)
    2. la differenza tra chi vive in montagna e può fare allenamento anche solamente al pomeriggio e chi vive in città ed è costretto a perdere molte giornate di scuola per portarsi sui campi di sci.
    SPERO IN UN INTERVENTO DELLA FEDERAZIONE E DEL CONI.

  5. E come sempre dobbiamo inseguire i fantasmi…….
    Detto che la scuola italiana è la peggiore d'europa per supporto a chi fà sport agonistico,sembrava aperto un progetto scuola studio supportato dalla parlamentare ex sciatrice Manuela Di Centa.A leggere i giornali sembrava cosa fatta,i licei avrebbero potuto "derogare"per i ragazzi che seguivano percorsi agonistici di sport in genere.
    Spero che i rappresentanti FISI Noris in testa,facciano sentire la loro voce(confido sul fatto che Noris è una persona seria),
    non trovo giusto che si debba rincorrere la ministro Gelmini per spiegarle che in Italia ci sono migliaia di ragazzi che si danno da fare per degli ideali sportivi.
    Ma Frattini dov'è?

  6. Il Presidente Morzenti in sede di campagna elettorale, in visita in Toscana, disse che era stato fissato un incontro con il Ministro per parlare di questa situazione (ancora non si sapeva del limite delle 50 giornate) e promise che in quella occasione avrebbe fatto valere le ragioni dei nostri ragazzi. Beh ! Si attivi…. Solo belle parole ? Qui c'è da fare pressione come Federazione, dimostri che è l'uomo giusto.

  7. in nessuno dei provvedimenti legislativi approvati 133/08 – 169/08 – 137/08 e loro integrazioni, compare la norma dei 50 gg di assenza. Sembrerebbe essere rimandata ad un regolamento di attuazione ancora in formazione o da inserire in una circolare ministeriale.
    Anche l'ultimo decrteo di settembre 2010 non ne fa menzione.
    Se fosse così c'è ancora tempo per ottenere (nel rispetto della norma s'intende) alcuni benefici giustificativi (es per malattie, trasferimenti all'estero e speriamo impegni sportivi.
    Att.ne che sugli impegni sportivi il rischio che siano aleatori é alto.
    La FISI si faccia sotto !!!
    Se qualcuno ne sa di più ci informi per cortesia, grazie

  8. A me piacerebbe sapere se la Federazione ha un progetto o butta li parole a caso. Prendiamo l'esempio del momento: un pezzo di Federazione chiede deroghe alla Gelmini e l'altro pezzo manda la squadra C in Argentina al 5 di Settembre quando la scuola comincia il 13; risultato i ragazzi si giocano all'inizio della scuola un terzo delle assenze. Domanda , visto che la squadra A è partita a metà Agosto non si poteva mandare anche la C.

  9. Qualcosa di positivo la trovo: non si faranno 50-60 giorni di ghiacciaio e 50 gare in una stagione. Si potrà fare le cose con più tranquillità e meno esasperazione, facendo crescere i nostri ragazzi con piu calma senza avere la foga del risultato a tutti i costi e subito.

  10. Si potrebbe partire dagli ski college esistenti: la Fisi dovrebbe provare a chiedere un tavolo con il ministero della pubblica istr con l'obbiettivo di poter avere in questi istituti scolastici la possibilità di avere un calendario "brutalmente" diverso dalle scuole normali, questo per poter chiudere più giorni possibile durante l'autunno/inverno.
    Secondo obiettivo, più difficile,"spalmare", sempre in queste scuole ad es.il triennio in un Quadriennio per arrivare ad un vero calendario con chiusura da 1/11 a 1/4, come già succede in Francia nel college di Albertville.
    Speriamo che il Noris "salvacastagne di turno" ci creda e trovi il tempo……

  11. Ho 17 anni e uno dei motivi per cui ho lasciato lo sci agonistico è che la mia scuola non mi permetteva di allenarmi.
    Non è cosa nuova che la scuola sia ceca sotto questo punto di vista !
    Bisogna essere fortunati a trovare degli insegnanti che abbiamo il coraggio di difendere lo sport a livello agonistico e ciò che questo comporta.
    E' ovvio che un/a ragazzo/a che faccia attività a livello agonistico debba essere disposto a studiare molto di più degli altri perchè le lezioni deve studiarsele a casa, e non è giusto che l'insegnante segui l'alunno stile CEPU !
    Ma serve l'insegnante che in consiglio sappia dire "Premiamo coloro che fanno attività sportiva, magari vanno forte, e che riescono comunque ad avere buoni voti a scuola!" invece dell'insegnante fissato sul fatto che la scuola sa il nostro lavoro.
    Legge o non legge il fattore assenze c'è da sempre e sempre ci sarà, l'importante è trovare l'insegnante/preside che appoggi l'attività sportiva.

    Alternativa: sborsare 5000/6000/7000 euro per una scuola privata dove il/la figlio/a venga seguito stile CEPU non riuscendo così a imparare a gestirsi il proprio studio.

  12. La norma era in incubatrice da tempo e nessuno ha fatto nulla per ovviare alle dovute distinzioni ed introdurre i criteri per giustificare gli impegni sportivi, benché in alcuni precedenti articoli si fosse avanzata l'ipotesi di incontri istituzionali fra Fisi e ministero, con tanto di commissioni già formate. Ora, a scuole pronte per ripartire, potrebbe essere davvero tardi; abbiamo anche un ministro maestro di sci nella maggioranza di governo!!…..cosa dovevano ancora aspettare?? L'inizio dell'inverno !!.
    Proviamo a ripartire da 0 e prima di tutto leggiamo con att.ne la norma……..

  13. SBAGLIATISSIMA.
    LA SCUOLA ITALIANA NON FA DISTINZIONI TRA CHI FA 49 GIORNI D'ASSENZA PERCHE' NON HA VOGLIA DI ANDARE A SCUOLA E CHI NE FA 51 PER ALLENARSI. IL PROBLEMA E' CHE IL PRIMO E' PROMOSSO E IL SECONDO E' BOCCIATO!