'Lazzaro' Varettoni a pieno titolo nel 'dream team'

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Silvano dopo una brillante stagione e' pronto per stupire ancora

In un anno ha fatto tutto. Lo scorso autunno, forte di ottimi risultati in Coppa Europa, è arrivato in punta di piedi alla corte del ‘dream team’ della velocità, ma a fine inverno ormai era già un tassello irrinunciabile. In pochi mesi è cambiata la carriera di Silvano Varettoni, o forse è iniziata davvero la sua carriera.

RESURREZIONE – Flagellato dagli infortuni dopo i trionfali anni Giovani, è riuscito a rialzarsi. E lo ha fatto più volte. Del resto è Lazzaro, è il ‘guerriero verde’ di Borca di Cadore. La favola inizia in Val Gardena: nono. Poi sedicesimo a Garmisch e quinto a Kviftjell, dove si massacrò l’ultima volta il ginocchio. Che destino la vita. E ci mettiamo anche la vittoria in superG alle finali di Coppa Europa a Sochi. Sai, le nevi olimpiche…

SUD AMERICA – Ora Lazzaro ha terminato il raduno fra Argentina e Cile. «E’ andato tutto bene, anche se alla fine del secondo periodo ero decisamente stanco. Ho effettuato diversi test materiali con Thomas Tuti ed Head. Per me e Mattia Casse in Sud America c’erano a disposzione fra discesa, superG e gigante venticinque paia di sci. Ottimo lavoro». Dopo il Cile con Matteo Marsaglia, Peter Fill, Siegmar Klotz e Mattia Casse ha trascorso tre giorni al mare a San Felice Circeo, nel Lazio. «Ci voleva!».

SCHIENA – Chiude Varettoni:  «Mentre sono rientrato a casa ieri mi sono fermato alla Madonnina di Milano per una risonanza alla schiena. Da Ushuaia avevo un po’ dolore. Aspetto in queste ore cosa mi dice il dott.Andrea Panzeri, ma dovrebbe essere tutto sotto controllo».

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RESPONSABILE WEB - Milanese classe 1974, è giornalista pubblicista. Dal 2004 segue la Coppa del Mondo di sci, dal 2007 lavora con la Mulatero Editore. È responsabile sito web e area agonismo di Race Ski Magazine e inviato sul campo. Accreditato a tre Olimpiadi invernali: Torino, Vancouver e Sochi. Quando non è sulla neve, pedala...